Un “Bugnone”

Mentre i leghisti nostrani si scandalizzavano per i pacchi natalizi inviati ai dipendenti Acos, lunedì, in Consiglio comunale, è emerso che l’efficiente Giunta starebbe facendo pagare la TARI assai più del dovuto ai cittadini. La questione è stata denunciata dall’opposizione dei Democratici: nella delibera relativa alla tassa rifiuti sarebbero stati “caricati” ben sei-settecento mila euro oltre lo spettante, che i novesi si sono ritrovati in bolletta sui ben noti modelli F24.

Sarebbe uno scandalo, di cui i responsabili sono proprio coloro i quali avevano promesso di tagliare le tasse. Si potrebbe anche affermare che “loro” guardano al passato e non si curano, o, meglio, si curano male, del presente. In prima battuta avevano aumentato la TARI di circa il 16%, poi, accortisi del mal funzionamento della calcolatrice, avevano ridotto l’aumento a circa il 10%, però senza avvedersi dei quattrini in più che avevano “inserito” inavvertitamente a carico dei cittadini. Sarà stata colpa del destino che, si sa, è cinico e baro … Eppure all’epoca, a guidare l’Assessorato al Bilancio, Tasse e Tariffe, c’era il Ronaldo dei conti pubblici; il neo-Assessore al Bilancio, forse, non ha avuto nemmeno il tempo di accorgersene. O, meglio, magari se ne è accorto qualcun altro che, per distogliere l’attenzione dalla “bugna” (ma sarebbe meglio parlare di “bugnone”) è corso a preparare il manifesto di cui si parla nelle successive riflessioni per distrarre l’attenzione dai veri, grandi problemi. Per la cronaca, quei sei-settecento mila euro corrispondono, per ogni cittadino novese, a circa 25 euro a testa.
Ma si avrà modo di approfondire l’argomento …

Autogol
Un manifesto a dir poco indegno, che non pubblicheremo in quanto Novi non lo merita, addita alla pubblica accusa la precedente gestione di Acos, “rea” di aver donato ai propri dipendenti un pacco natalizio,“sottraendo” così ai cittadini novesi “ben” 70 mila euro. Denari che potevano essere utilizzati per contenere le tariffe del gas che l’azienda eroga, sempre secondo l’implicito messaggio dell’obbrobrioso manifesto.
Chi lo ha scritto forse è poco informato: le tariffe del gas-metano sono stabilite da un’autorità nazionale superiore all’azienda “incriminata”. Nel Mercato di Tutela, il prezzo della materia prima (il prezzo del gas metano) è unico ed è regolamentato dall’ARERA (l’Autorità preposta che lo ristabilisce ogni tre mesi). È legittimo che l’estensore del manifesto non ne fosse a conoscenza; sarebbe stato sufficiente chiedere in casa – intesa come quella leghista.
Se non ricordiamo male, identica affermazione era stata esternata in merito ai costi della Festa che, annualmente, l’azienda organizzava presso gli impianti di Bettole; un appuntamento atteso, che vedeva la partecipazione di tutta la città, ma che invece si voleva cassare (viceversa, con una tipica retromarcia cabelliana, la Festa si è svolta anche quest’anno; si sa, quando c’è sentimento non c’è mai pentimento).
Non si comprende, comunque – considerata la prassi comune dell’omaggio natalizio ai propri dipendenti da parte di numerose aziende – perché da noi tale consuetudine costituisca uno scandalo. E a maggior ragione se il dono proviene da una azienda che produce utili (dai quali il Sindaco Cabella & Co pesca abbondantemente), con un bilancio di 80 milioni di euro; i 70 mila euro spesi per le “ingiustificate” regalie rappresentano, dunque, ben lo 0,0875%. Il leghista Sindaco di Novi regala” 5 milioni di euro al leghista Sindaco di Alessandria, senza parlare della questione Tari appena emersa, ma poi si grida allo scandalo per un pacco dono ai dipendenti Acos, i quali lavorano tutto l’anno, hanno fatto e fanno grande l’azienda, fra l’altro una delle poche del settore, in ambito pubblico. Azienda che – almeno per ora – presenta un bilancio in ordine, produce utili e dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere vanto di tutti, leghisti compresi. Invece l’astio (non si sa se di antiche o recenti origini) è duro a morire… L’importante è criticare il passato, non sapendo che pesci pigliare sul presente … eccezion fatta per il teatro, di cui si sta cercando di prendersi i meriti dell’inaugurazione, per la quale il Sindaco non ha fatto altro che infilare la chiave nella toppa.
E si tralasci anche la moltiplicazione dei pani e dei pesci, sempre operata dall’Amministrazione leghista, che ha sparso incarichi proprio in ambito Acos, moltiplicando le prebende elettorali ed i compensi.
L’opposizione dei Democratici, come ovvio, è insorta contro il manifesto incriminato; ma, fatto tanto inaspettato quanto importante, sono insorti anche i dipendenti di Acos. Le Rsu (che non sono Soviet) hanno reagito chiedendo un incontro al Sindaco di Novi, socio di maggioranza in Acos, per chiarimenti. Così scrivono: “Questi attacchi, oltre che infastidirci come lavoratori, danneggiano l’immagine delle aziende del gruppo presenti sul mercato competitivo, dando un’immagine negativa delle società; il rischio è di avere una contrattura dei contratti, che potrebbe inficiare il nostro lavoro, nonché, andare a ledere lo stesso fatturato che, attraverso i dividendi e altre forme, vanno a rimpolpare ogni anno le stesse casse comunali”. Insomma, i lavoratori del gruppo Acos hanno scritto per difendere l’azienda e, di conseguenza, il loro posto di lavoro.
Taluni affermeranno: “Per forza hanno scritto, son tutti “figli” di D’ascenzi!”.
Invece, trascorse poche ore dalla prima risposta, il Comitato di Direzione aziendale Acos (da non confondersi con il Consiglio di Amministrazione) ha lanciato un altro comunicato, in cui scrive: “La reputazione del Gruppo, che risulta essere ben radicata e forte nel tessuto cittadino e nei comuni serviti, viene ora appannata dal messaggio veicolato nella cartellonistica, peraltro non considerando che le strenne natalizie (scelte senza nessun apporto consulenziale) rappresentano una forma di incentivazione e di riconoscenza ai lavoratori, e soprattutto, un segno tangibile di appartenenza ad una comunità quale il Gruppo ACOS da sempre rappresenta… Noi, gente di ACOS.
Veicolare il messaggio di spreco in danno dei cittadini e soprattutto dei Clienti gas che, in un mercato fortemente concorrenziale e volatile, con la loro fiducia ci danno da vivere, è del tutto fuorviante; basti ricordare che la nostra società commerciale pratica l’offerta di vendita per 1000 m³ annui più conveniente del territorio locale, battendo quelle di oltre 300 competitori”. 
Tace invece il Consiglio di Amministrazione, Presidente e Amministratore delegato in primis, i quali dovrebbero difendere l’azienda; ma forse perché, almeno in buona parte, il Consiglio di Amministrazione è stato nominato dai leghisti stessi?
Il nipote del Sindaco si è affrettato a dichiarare che a loro non sono invisi i dipendenti Acos: ma ormai la frittata era fatta. D’altra parte, accanirsi contro chi lavora deve essere lo sport preferito dei leghisti nostrani. Al momento non ricordiamo esattamente chi, ma, alcuni mesi fa, in Consiglio comunale, qualcuno se l’era presa con Dirigenti e dipendenti del Comune di Novi, “rei” di non essere collaborativi. Invece nel caso in questione, e per mera propaganda politica di basso livello, nella speranza di raccattare qualche consenso, è stato attaccato il mondo Acos, senza curarsi – come afferma con precisione il Comitato di Direzione aziendale – dei danni, non solo di immagine, che può creare la propaganda stessa. Non si amministra una città in questa maniera, né tanto meno l’azienda che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di chi (si fa per dire) dovrebbe governare la città.
Emulando il capitano nazionale, i leghisti novesi sono da due anni e mezzo in campagna elettorale permanente; non si curano di ben governare, non si curano di cosa possano pensare gli interlocutori esterni di una Giunta permanentemente in crisi, che cambia Assessori ad ogni stormir di fronda. Senza curarsi delle fronde che ha al suo interno. Alcuni sostengono, ad esempio, che l’estensore del manifesto sia un personaggio a suo tempo silurato, ma che aspiri in pectore alla carica di Sindaco. Galli nel pollaio, a quanto risulta, ce ne sono parecchi: esattamente come nel 2019, quando dal cilindro sbucò non il solito coniglio, ma il “magico” Cabella, il quale, probabilmente, avrebbe solo desiderato godersi la pensione.

Per voi giovani
Il neo Assessore al Bilancio, amico del nipote del Sindaco, dopo aver affermato che, nel suo nuovo ruolo, si occuperà dei giovani, ha poi dichiarato con mirabile coerenza di aver fatto chiudere il Punto Giovani situato nell’ex Caserma Giorgi … Chi ben comincia…



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Il Malalingua

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