Quella poltrona del teatro di Casale…

In questi giorni grigi piovosi e nebbiosi in cui inevitabilmente si passa più tempo in casa, capita che in fondo ad un armadio si trovi una vecchia scatola piena di oggetti che per un periodo della nostra vita ci sono stati cari o utili. In una di queste scatole dimenticate ho trovato un abbonamento a mio nome del Teatro Municipale di Casale, città in cui sono nata e vissuta fino al 2000 quando mi sono trasferita qui.
Allora mi sono ricordata con quanta gioia noi casalesi nel 1990 abbiamo assistito all’inaugurazione del “Municipale”: la sera dell’inaugurazione ci fu uno spettacolo il cui titolo fu “un brindisi per il teatro” e il protagonista fu Vittorio Gassman. Ovvio che alla serata parteciparono i maggiorenti della città e io certo non ero fra questi. Ma erano a disposizione i biglietti per la seconda serata e io alzandomi alle 4 del mattino e facendo la doverosa coda fino alla apertura del botteghino, riuscii a conquistare due biglietti uno per me e uno per l’allora fidanzato Poppi Posillipo.
Non era la prima volta che vedevo recitare il Grande Vittorio ma fu una grande emozione vederlo relativamente da vicino nel “nostro teatro” in una sorta di recital che culminò anche nella seconda serata con un brindisi.
Per alcuni anni feci l’abbonamento alla stagione teatrale e vidi sul nostro palco grandi spettacoli ed altri meno grandi, ma era comunque teatro.
Poi mi sono trasferita qui e quasi per osmosi ho assorbito da Poppi, che nel frattempo era diventato mio marito, un po’ della novesità che era ben radicata dentro di lui.
Ed ero contenta quando, da un’idea del solito Poppi, venne lanciata la campagna “Adotta una poltrona” e un attore nato a Novi cioè Claudio Bisio ha accettato di fare da testimonial a titolo assolutamente gratuito. Per inciso la poltrona fotografata era ed è di mia proprietà perché Poppi ed io l’abbiamo comprata e faceva parte dello stock delle poltrone del Municipale di Casale.
Finalmente il teatro Marenco di Novi è stato inaugurato fra infinite polemiche che mi rendo conto appartengano alla provincialità dei piccoli centri. 
Anche questa volta non ero fra i maggiorenti ma forse è stato un bene: avrei fatto per quanto mi riguarda inevitabili paragoni: Certo il grande Vittorio non c’è più, Claudio Bisio forse non ha accettato, ma ci sarà pur stato da qualche parte un attore o una attrice , uno sceneggiatore o sceneggiatrice un personaggio legato al teatro che accettasse di essere padrino o madrina, se non altro per vanità, di questo teatro Marenco. E come tutti i padrini o madrine magari si occupasse un po’ del figlioccio magari venendo ad esibirsi per tutti i novesi e non solo per una elite.
Senza ovviamente nulla togliere alle grandi professionalità che si sono succedute, mi dicono, sul palco nella sera dell’inaugurazione .
Amo il teatro da sempre e certo verrò attratta anche dal Teatro Marenco sempre che ci sia un cartellone che ora mi sembra non ci sia e sia un cartellone degno del “nostro” Marenco.



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Donatella Gennaro

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