Presto fu tardi…

Scriveva Marguerite Duras nel suo romanzo autobiografico: “presto fu tardi nella mia vita”. Parole che esprimono in modo inesorabile il passare del tempo e della inefficacia di ogni sforzo per fermarne gli effetti devastanti.
Faccio politica da 60 anni, amministro, o meglio, amministravo, da oltre 40 anni, ho visto passare davanti ai miei occhi personaggi di ogni tipo in una sequela di luci ed ombre. La politica un tempo formava gli amministratori e, dopo anni, anche decenni, ci permetteva di occuparci della cosa pubblica.
Oggi non è più così e non intendo fare il solito “trombone” che dichiara “ai miei tempi” apparendo quasi scontato. Comunque ci sono parecchie cose da eccepire e che dimostrano che nessuno nasce “imparato” ma che se ci fosse più lealtà e trasparenza sarebbe molto meglio. Intanto la parola “trasparenza” fu adottata dal sindaco Cabella nel giustificare il rimpasto di giunta di oltre un anno fa. La pronunciò in consiglio comunale quale obiettivo di una nuova stagione o cambio di passo.
Sappiamo come è andata a finire: contraddizioni deliberative, liti al limite del lecito con la dirigenza amministrativa e con il personale, ricerca spasmodica di fantomatiche illegittimità di cui si sarebbero macchiate le precedenti amministrazioni senza guardare bene l’obiettivo da colpire.
In pratica un nuovo gioco amministrativo, tiro a chi vedo piglio chi non vedo.
Un esempio deflagrante è la vicenda Acos, azienda in costante e progressiva espansione da decenni che ha raggiunto obiettivi importanti e che nel suo ultimo bilancio consolidato ha aumentato la cifra patrimoniale complessiva di circa 4 milioni arrivando alla ragguardevole cifra di poco meno di 64 milioni di euro. Certamente un effetto di trascinamento, per ora, della gestione D’Ascenzi che oggi si vuole ridurre a mero scialacquatore per regali natalizi di 70.000 euro, un riconoscimento, consolidato nel mondo del lavoro pubblico e privato, alle maestranze per il lavoro svolto con dedizione e solerzia che sono da sempre la vera produttività di ogni azienda di rispetto.
Da notare che se questa piccola cifra, da impiegare demagogicamente per combattere la povertà -ma fatemi il piacere- rappresenta per i giovani virgulti leghisti e loro sodali uno sfregio in faccia agli utenti risparmiatori, ci dicano i nuovi “ronaldini” cosa può rappresentare la cifra di 46.000 euro usati per la stessa finalità dagli amministratori nominati dallo stesso Cabella su consiglio del nipotino e consorteria.
In pratica una nuova forma di schizofrenia politica verniciata dalla legge del contrappasso. E si perchè gli stessi si sono dimenticati dell’aumento ingiustificato dell’Imu e, più clamoroso ancora dell’aumento della Tari che mandò sotto l’amministrazione Cabella un anno fa salvo poi essere adottata con una strana “riduzione” al contrario. Era stato preventivato un aumento del 16% poi ridotto a 10%, per una somma di circa 700.000 euro, in parte già pagati dagli utenti, come dire ti faccio un favore a prenderti di meno di quanto voleva prenderci il Ronaldo vero, quello sparito dalla scena politica novese. Su questo argomento si è esibito il nuovo assessore al bilancio con un “non ricordo”.
Ma come, da consigliere hai votato subito a favore di questo provvedimento che, in prima battuta era stato bocciato, e poi approvato in seconda battuta sempre con il tuo voto favorevole e la benevola astensione di Bertoli che ora diventa il tuo nuovo mentore per quello che riguarda l’intera problematica Z3 con una scurissima e problematica permuta e una fantomatica prospettiva sulla Cavallerizza.
Trovare un bandolo è davvero una impresa ardua, chi dimentica, chi minaccia, chi sonnecchia e tentenna, chi vive di selfies, chi rinverdisce i fasti di nani e ballerine in un quadro desolante… ormai presto è tardi per tutti e per tutto, come scriveva Marguerite Duras.
A proposito sindaco Cabella, il sottoscritto che ha accompagnato la “Theatre Story” da decenni, nonchè suo rappresentante di riferimento nel settore della cultura cittadina poi defenestrato, come tanti altri non è stato invitato all’inaugurazione del Teatro Marenco. Non era un dovere, per carità, ma un poco di buona creanza non guastava, siamo diventati vecchi e lei, signor sindaco, vecchio come me… Un poco di bon ton.



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Costanzo Cuccuru

2 pensieri su “Presto fu tardi…

  1. Sig. Cuccuru, lei ha pienamente ragione! Parole sacrosante, ma mi domando come abbia fatto, lei che ha esperienza politica anche come amministratore socialista, a non aver capito con chi si stava mettendo!! Mi fa piacere che lo abbia compreso e che lo sbandieri adesso. Spero lo comprendano anche molti altri che erroneamente li hanno votati.

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