Perdendo di vista il futuro precipitiamo nel burrone

Analizzando con attenzione i fatti che da qualche tempo, forse troppo, ci coinvolgono, essi ci inducono a qualche riflessione. Si possono condensare in due macroscopici avvenimenti: la pandemia e la degradazione politica .
La pandemia: coinvolge tutto il mondo, l’infezione e la diffusione del contagio non conoscono confini e il veloce superamento delle distanze ne favorisce la diffusione.
Ogni Nazione le si oppone come può. La soluzione prevalsa è la vaccinazione, stando ai risultati positivi, ove questa è stata adottata su vasta scala, prevalentemente nei paesi economicamente più evoluti. Mentre per quelli con scarse disponibilità è una difficoltà non facilmente superabile.
Nel nostro Paese invece si creano complicazioni di differente natura, per l’eccessiva diffusione di notizie che, più che entrare nel merito del siero, insinuano troppi dubbi e incertezze. 
Assistiamo a un ritmo continuo di talk shows dove vengono chiamati ad esporre il loro pensiero interpreti che, dal punto di vista scientifico, non posseggono adeguate conoscenze .
Il Governo non è che brilli nelle decisioni, sempre alla ricerca di un punto di equilibro tra le assunzioni delle Autorità sanitarie e gli interessi politici ed emanando provvedimenti discutibili.
Dando stimoli ai contestatori, che non sempre agiscono spontaneamente e che non di rado sono manovrati politicamente da interessi occulti. Una caratteristica fondamentale, come detto, di tali manifestazioni, è la non spontaneità, perlomeno della maggioranza di esse.
Ci sono situazioni, come è il caso del contagio, che coinvolge tutti, e tutti dovremmo assoggettarci alle soluzioni che gli scienziati preposti alla protezione della salute pubblica che suggeriscono al governo. 
Per uscirne è necessario un comportamento compatto dell’intero Paese ed è compito dell’esecutivo farlo in modo, chiaro, preciso senza indecisioni. La linea adottata deve essere seguita da tutti. Altrimenti se il contagio non si estingue, l’alternativa è il caos, l’anarchia e le conseguenze possono essere drammatiche. 

La degradazione politica: un bombardamento continuo di notizie sulla denigrazione di una forza politica, la tenacia continua nel voler annullare o ridurne l’efficacia dei provvedimenti, che sono riusciti a far approvare tra notevoli difficoltà.
In qualsiasi famiglia, in qualsiasi riunione con amici, le discussioni quasi sempre ci portano a criticare le inefficienze con le quali quotidianamente veniamo a contatto, ed esprimiamo tutta la disapprovazione possibile sulla classe politica, anche con rancore. Le cose che più comunemente ci indispettiscono sono troppi privilegi: “hanno tutto gratis, pensioni stratosferiche, assenze continue e un sostanzioso stipendio comunque assicurato, nessun obbligo di presenza, curano i loro interessi con poca attenzione per quelli comuni”, e naturalmente; la disonestà , la corruzione e gli sprechi. Una delle affermazioni più ricorrenti è “non vado più a votare”. Non meno denigrante è l’applicazione della giustizia.
Prende consensi una forza politica che mette in atto quanto promesso: si riduce lo stipendio, taglia i privilegi, cerca di proteggere i più disagiati, fa dell’onestà una condizione di principio. Cercano di dare una risposta a quel malcontento che esprimiamo con il diffuso chiacchiericcio. 
Dovremmo essere contenti, finalmente veniamo ascoltati, il nostro mugugno viene recepito, trasformandolo in atti e comportamenti?
Macché, li tacciamo di incompetenza, di incapacità: non sanno nemmeno farsi inquisire, sono dei fessi, si riducono lo stipendio, sono degli scappati di casa, non hanno ne arte ne parte, non hanno mai lavorato.
Tutte le altre forze politiche si coalizzano nella cantilena per fargli perdere consensi o quanto meno di disgustare i loro simpatizzanti fino al punto d’indurli almeno al non esercitare il diritto di voto e la continua pressione e lusinghe sugli eletti per fargli disertare e rinnegare principi troppo severi con le lusinghe più insinuanti.
C’è qualcosa che non torna. E la domanda è: ma cosa vogliamo veramente? Nel nostro intimo lo sappiamo? 
Anche nella nostra città, non hanno esitato a raggirare regole per spremere il contribuendo? E’ recente la notizia dell’artificioso maggiorazione dell’aumento della tari.
Non si vuole cambiare niente chi sta bene, o ne beneficia o ha , a qualsiasi titolo, un privilegio, lo difende ad oltranza E per quelli che patiscono? Basta la solidarietà ,a parole, non costa niente , non si rifiuta a nessuno. L’ipocrisia e l’invidia sono una brutta bestia. Sono direttamente proporzionate alla ricchezza.
Le cose più assurde sono quelle categorie che scodinzolano per arraffare qualcosa , seppure poca , e danno il loro contributo affinché nulla cambi. E’ forte il terrore di perdere quel piccolo o grande privilegio . 
Così gli occhi si chiudono sempre di più e non vediamo l’avvicinarsi del burrone. 



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Francesco Giannattasio

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