Rumenta-gate, Moncalvo prende ancora tempo ma ammette: i conti non tornano

È stata discussa nel consiglio comunale di ieri sera l’interpellanza Dem circa la definizione della Tari, la tariffa rifiuti. 
La vicenda ormai è nota, ma ricapitoliamola. La normativa prevede che l’ente territorialmente competente, per noi il Consorzio servizi rifiuti (Csr), elabori il Piano economico finanziario (Pef) che definisce i costi del servizio raccolta e smaltimento rifiuti. Il Pef viene poi inviato ai comuni che modulano le tariffe ai cittadini in modo da coprire i costi del servizio. 
Dopo una richiesta di acceso agli atti dei Dem, ormai un mese fa, si è scoperto che il Pef validato dal Csr e quello recepito dal comune non concordano ma c’è una differenza enorme, quasi 1,3 milioni di euro. Cifra che sarebbe stata chiesta in più ai novesi.
Dopo aver scoperto la differenza di cifre, i Dem hanno chiesto lumi all’assessore al bilancio, durante il consiglio comunale del 15 novembre. Non avendo ottenuto risposte, hanno presentato una interpellanza urgente a cui l’assessore Moncalvo ha finalmente risposto ieri sera. 
«Il problema è molto significativo e sentito dai cittadini – ha detto Simone Tedeschi presentando l’interpellanza – e le ripercussione sul bilancio comunale potrebbero essere disastrose, visto che il gettito Tari vale circa un quarto del bilancio comunale. Il Csr ha già risposto, in modo quasi immediato, mettendo nero su bianco che il Pef elaborato è corretto e che il comune non deve far altro che prenderne atto».
Il comune aveva annunciato, due settimane fa, l’apertura di un tavolo tecnico tra Csr, Srt e Gestione Ambiente per verificare il problema. Su questo i Dem hanno chiesto certezze: «Quali sono i tempi di questo tavolo tecnico?» hanno chiesto, aggiungendo altre domande: «Perchè il comune, se non gli tornavano i conti del Csr, non ha subito avviato un confronto con l’ente? Quali saranno le conseguenze sul bilancio del comune?»

Dopo l’illustrazione dell’interpellanza l’assessore Edoardo Moncalvo ha risposto leggendo un lungo testo zeppo di riferimenti normativi, che potete ascoltare nella registrazione del consiglio comunale. Sono arrivate però le prime ammissioni: il problema esiste, i conti non tornano. Alcune settimane fa il consigliere leghista Giacomo Perocchio aveva sostenuto che il problema era dovuto a un buco di bilancio lasciato dall’amministrazione precedente, e che il tavolo tecnico sarebbe stata la «tomba di Muliere e Tedeschi». I toni di Moncalvo sono stati più moderati, e nella sua relazione non si è fatto cenno a nessun “buco” lasciato dalle amministrazioni precedenti. 
«Nei giorni scorsi è stata avviata una attività di verifica con Gestione Ambiente e il Csr – ha detto Moncalvo – le difformità tar il Pef del comune e quello del Csr sono evidenti ma non abbiamo ancora capito perchè» Moncalvo ha fatto riferimento a problemi legati al calcolo dell’Iva, a costi sostenuti dal comune non tenuti in conto dal Csr, a ritardi nel confronto tra i due enti dovuti alla pandemia, e molto altro. 
«Riteniamo necessaria una ulteriore analisi – ha concluso di leggere Moncalvo – e quindi presumiamo che avremo risposte dal tavolo tecnico per il mese gennaio». 

Al termine della lettura di Moncalvo i Dem si sono detti profondamente insoddisfatti della risposta dell’assessore. «Prendiamo atto che Moncalvo non cita il presunto buco di bilancio del 2019, era un argomento insussistente. Ma la tempistica prevista del comune è troppo lunga, sono troppi tre mesi di incertezza su un tema così fondamentale. È da dicembre dello scorso anno che vi diciamo che i costi del servizio rifiuti non tornano, e che è necessario aprire un tavolo di confronto. Su questo abbiamo sempre ricevuto una chiusura. È banale trovare la scusa della pandemia, anche perché il Csr ha sede nel palazzo comunale di Novi». 

La strada per capire se i cittadini novesi hanno pagato il giusto, o di più, è ancora lunga. Una scorciatoia forse ci sarebbe: esiste l’Arera, l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che ha precisamente il compito di verificare se le tariffe sono corrette. È ora che qualcuno la chiami in causa, è stata appositamente creata per questo. 



Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone oppure per "dire la tua" scrivici su WhatsApp al numero +39 320 713 7299 (no telefonate)

Condividi questo articolo

Red

Torna in alto

Contact Us