L’annoso problema dei rifiuti

I rifiuti, è inutile girarci attorno, sono diventati una farsa nazionale. Dappertutto è una problematica attorno a cui si muovono notevoli interessi economici e politici che purtroppo vanno a discapito dei cittadini i quale ne devono sostenerne i costi sempre più esosi . 
Sono interessi così ingarbugliati tra loro che trovarne il bandolo della matassa è impossibile, ed alla fine esploderà con tutte le sue contraddizioni, indipendentemente della classe politica pro tempore.
E’ una caratteristica tutta italiana quella di rendere difficile e complesso quello che il buon senso suggerirebbe semplice. A complicare ulteriormente ci mettono del loro le regioni ed i comuni non sono da meno. Tutti in modo o nell’altro ci mettono la manina , lo scopo reale è sempre trovare risorse e scaricare sui precedessori le responsabilità. 
L’assurdo che si è arrivati a dover trasportare enormi quantità di rifiuti all’estero, sborsando cifre consistenti pur fornendo loro combustibile che utilizzano per produrre di energia. C’è da chiedersi se i governanti di questi paesi siano degli irresponsabili o degli accorti amministratori. C’è da ridere ?
Non solo, obbligando i cittadini a selezionarli per immetterli nel ciclo di riciclaggio. Anche qui con qualche problema: sembra che le imprese adeguate siano insufficienti , per cui non è da escludere che l’eccesso venga smaltito in discarica.
Resta il fatto che il rifiuto è in continuo aumento, sopratutto per le elevate confezioni ed imballaggi con cui si commercializzano le merci. Basta andare ad acquistare qualche etto di prosciutto per rendersene conto: tra una fetta e l’altra viene inserito un foglio di plastica, oltre al contenitore, sempre di plastica sigillato.
Sarà sicuramente igienico, ma anche speculativo (la plastica venduta al valore del prosciutto), può apparire poca cosa ma, sui grandi numeri? E naturalmente impervia come rifiuto nocivo ed anche fastidioso doverlo differenziare. Questo è solo un piccolo aspetto nella galassia del sistema.
Le discariche vanno ad esaurimento, è complicato impiantarne altre e devono essere gestite per decenni dopo la chiusura. Problema non piccolo sia economico che ambientale, oltre al conferimento che già di per se genera inquinamento.
C’è Il termovalorizzatore o con il termine più comune inceneritore, ampiamente utilizzato dai nostri vicini europei.
Poteva essere una soluzione facile e risolutiva, ma si è riuscito a creare nell’opinione pubblica una vera contrapposizione tra i favorevoli e i contrari; risultato paralisi e stagnazione ma non del prelievo tariffario. Classico comportamento alla consolidata Italiana maniera.
Un problema così incisivo sulla vita sociale dovrebbe essere regolato dal governo e reso operativo su tutto il territorio nazionale, diversamente è il caos; naturalmente con una visione d’assieme sui pro e i contro. I comuni che non ottemperano, utilizzandoli incautamente per fare cassa e non realizza un servizio efficiente, va dimesso per incapacità amministrativa. 
E’ diventata una favella comica se non fosse grottesca il prelievo discutibile operato dal nostro comune, con a capo una amministrazione, impreparata quanto inadeguata a gestirne la gestioni complesse. La cronaca di questi giorni ci espone l’inefficienza che si estende ad altri fattori . Criticarli è tempo perso, è come si vuol dire sparare sulla Croce Rossa.
Ci si dovrebbe aspettare da una amministrazione, a prescindere dal colore politico, un comportamento esemplare, quale esempio da esempio, invece prendiamo atto di azioni quanto meno discutibili dal punto di vista della correttezza morale e amministrativa. Poi si pretende dal comune cittadino una condotta esemplare. Ci vogliono ridurre come le pecore, “dobbiamo ubbidir tacendo”, di antica memoria. Ma si rendono conto in che condizioni di disagio economico i più tanti vivono? 
Probabilmente no , sono invece particolarmente attenti a mettersi in bella mostra, magari con uno smagliante farfallino. 

A tutti gli elettori del Moscone e alla redazione i migliori Auguri di un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo. 



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Francesco Giannattasio

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