Natale a Novi

Babbo Natale, come di consueto, è arrivato in città, portando doni anche agli Amministratori novesi. 

Uno scacciapensieri per il sindaco

Sotto l’albero il Sindaco Cabella ha trovato uno scacciapensieri: ne ha bisogno, pover’uomo, potrà così trascorre il Natale senza rimuginare su tutte le grane cumulate durante il suo mandato. Il biglietto augurale recita la famosa frase di Gino Bartali (da non confondersi con Bertoli): “Gli è tutto sbagliatogli è tutto da rifare!”.
Con signorilità, l’anziano barbuto ha poi lasciato in busta chiusa (ma, grazie ai nostri potenti mezzi, siamo in grado di svelarne il contenuto) un fac-simile di lettera di dimissioni dalla carica di Sindaco, unitamente alla laconica e stringata motivazione: “Ci abbiamo provato, distinti saluti”.

Per il neo assessore al bilancio

Al neo-Assessore al Bilancio ha recapitato una vecchia calcolatrice. Durante le feste potrà riprovare a fare i conti che non tornano della TARI … ma, volente o nolente, i conti a gennaio torneranno, unitamente ad un “bignamino” dal titolo: “Come elaborare il Bilancio comunale, senza rischiare l’esaurimento nervoso”. Nel periodo festivo avrà di che studiare, ma è abituato a farlo. L’esame, però, non potrà essere procrastinato più di tanto, poichè il voto sarà assegnato dai Consiglieri comunali e non da un arcigno docente universitario; ma, niente paura! La ruota di scorta del Mungitore e dei suoi assistenti è sempre pronta ad intervenire in soccorso, basta offrir loro un contentino.

il regalo per il Vicesindaco

Il Vice-sindaco, che nel giorno di Natale ha sospeso le ricerche delle cacche dei cani, e dunque non può dedicarsi all’altra sua passione, quella dei selfie, onde evitare che si intristisca e vada in depressione ha avuto in dono uno specchio formato gigante, grazie al quale potrà “bearsi” della immagine a figura intera di se stesso medesimo, e in technicolor. Specchiandosi potrà chiedere, parafrasando la crudele Regina di Biancaneve, “Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più figo della Giunta novese?” In un secondo pacco ha ricevuto altresì un vecchio grammofono, dalla puntina consumata, che ripete incessantemente: “è sempre colpa di chi c’era prima”.

il trenino per il nipotino

Invece un trenino, in vero finto frassino, è stato recapitato al nipote del Sindaco, che, nei suoi ambienti, qualcuno ha cominciato ad appellare “genio” grazie alle memorabili pensate; il trenino sarà utile a ricordargli quanto aveva scritto sul programma elettorale, nel quale, di fatto, veniva affossato il futuro dello scalo di San Bovo. Insieme al trenino al giovane rampante è stato recapitato anche un manuale dal titolo: “Cosa farò da grande, costi quel che costi”, dal sottotitolo: “Con l’aiuto del nonno”, in edizione figurata per le scuole materne.

Un “lanternino” per Sisti

All’Assessore alla cultura un dono immateriale: il sogno di poter finalmente riaprire (e non con “spot”improvvisati, senza alcuna programmazione) il teatro Marenco, con tanto di stagione teatrale, magari non eccessivamente costosa, nonché un “lanternino” per andare alla ricerca dei quattrini necessari all’allestimento della stagione medesima. Inoltre una parure di lenzuola da ventiquattro pezzi e altrettanti cataloghi da firmare (sempre utili nella vita, non si sa mai … ). 

Il regalo per il direttore del Teatro Marenco

Al Direttore del Teatro Babbo Natale ha consegnato una collezione di flop(py disk), un pamphlet di anonimo autore, dal titolo: “Conoscere Novi Ligure, quando si è ospiti (anche se temporanei)” e un disco del suo mito Gipo Farassino: “Cor nen va pian”. In aggiunta una targa, da appendere nel suo studio (torinese), con il monito “Non spendere troppo per la stagione teatrale (e per le spese correlate, quali ad esempio gli alberghi – eccezion fatta per Wanda Osiris, la quale, però, è deceduta -) ed evita di salire sul palco del “Marenco” con tuoi spettacoli. Come si dice, il troppo stroppia”.

Una finestra per Bertoli & C

Il Mungitore (e i suoi amici di Solo Novi) ha ricevuto una finestra stellata, il cui biglietto augurale recita: “E le stelle stanno a guardare…”, unitamente ad un megafono per farsi sentire dal Presidente del Consiglio comunale quando costui non lo ascolta, ovvero spesso.

apparecchio acustico
Apparecchio acustico, modello discreto. Immagine a titolo esemplificativo: volendo, l’interessato può utilizzare un paio di mustacchi finti (contenuti nella confezione).

Al Presidente del Consiglio comunale, che appare sempre agitato nelle riunioni, Babbo Natale ha donato uno scatolone di camomilla formato gigante per grandi comunità, suddiviso in comode confezioni tascabili, e l’augurio di tanti bei sonnellini; in aggiunta, un moderno apparecchio acustico (modello illustrato in fotografia) da usare, alla bisogna, per ascoltare il Mungitore.

Ai Consiglieri della maggioranza – passata e presente – poiché “del doman non v’è certezza”, Babbo Natale non ha donato nulla; ha delegato la Befana a portar loro il carbon coke; l’anziana signora dovrà pertanto abbandonare la tradizionale scopa e dotarsi di un Tir … Eccezion fatta per la Consigliera Chessa, alla quale Babbo Natale ha recapitato il libro: “Occhio! Più in là c’è il precipizio”; al suo “fratello” di partito ha recapitato un indice medio in plastica (senza offesa e significato recondito), esatta copia di quelli che si usano dalle sue parti.

Ai novesi, senza esclusione alcuna, è arrivato in dono il noto best seller: “Io speriamo che me la cavo”. 

Nonostante tutto, BuonNatale

Il Malalingua

Pacchi natalizi riciclati

Per Poletto uno scatolone di camomilla

Sotto l’albero natalizio, il Sindaco Cabella ha trovato un pacco Acos, donato ai dipendenti dall’azienda, i quali, a loro volta, lo hanno “riciclato” ed offerto al Primo Cittadino, con l’augurio di gustarlo insieme al nipote. Nelle settimane scorse il “padrone pro-tempore” dell’azienda non ha trovato il tempo di incontrare i lavoratori Acos: con tutti i grattacapi che ha non può mica occuparsi anche dei pacchi di altri! 
Bastiano, in piazza Dellepiane, lamentava: “A son vegiu, ne ho visti tanti di Sindaci nella mia vita, ma uno così, a Novi, non si era mai visto…”.



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Il Malalingua

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