Novi Lugubre? Lo sfogo di fine anno

Sono nata a Novi circa cinquant’anni fa, quando ancora si poteva annusare il profumo del cioccolato che usciva dalle ciminiere della Pernigotti, andavamo in paninoteca al Bunny e si poteva scegliere tra quattro cinema, di cui uno a metà tra sacro e profano, dispensatore di cartoni animati per bambini prima e di film hard per adulti poi. Le mie scuole elementari avevano sede presso la parrocchia di Sant’Antonio e viale Pinan Cichero era ancora via Crispi, si comprava alla Tessilnovi e la drogheria di via Roma vendeva la mattonella di cioccolato bianco e nero da tagliare a fette succulente.
Sono nostalgica? In parte sì, se con nostalgia intendiamo, correttamente, il desiderio di tornare a vivere in un luogo lontano, il “dolore del ritorno”; dicevo in parte perché io non voglio tornare a quella Novi, vorrei solo che quella Novi fosse di nuovo una città vivibile. E cosa rende una città vivibile? L’amore di chi la amministra è quanto meno una condizione necessaria, certamente non l’unica ma imprescindibile. Vorrei tornare a una Novi amata da coloro che dovrebbero prendersene cura: sbaglio a pensare che il Sindaco e la Giunta di una città dovrebbero sentirsi e comportarsi come un capofamiglia? La famiglia è in questo caso composta dai cittadini che tu amministri, o almeno provi a farlo, ma proprio fregarsene non è accettabile.
E a me sembra che stia succedendo questo, lo dico basandomi su ciò che vedo, semplicemente e direttamente mentre passeggio per la mia città, perché ancora vado in giù, come si suol dire, anche se mi fa male vedere tanti negozi chiusi lasciati ad ammuffire, sporchi e pieni di ragnatele e bidoni strabordanti di rumenta in pieno centro. Ma ci sono un gran bell’orso e una renna scintillante a tenerci compagnia in queste feste: ecco non basta, anche se qui gioca il gusto personale. Ma non l’opinione personale sugli amministratori, in quanto ho la fortuna (perché mi permette di scrivere serenamente questo articolo) e la sfortuna (in quanto non ho un’esperienza relazionale diretta) di non conoscerli, di sapere i loro nomi, spesso non associati a volti, di conoscere gli accadimenti della città, ma sempre pensando a individui ai quali vorrei domandare cosa li abbia spinti a voler governare la loro città e se non si vergognino almeno un po’ di quello che vedono passeggiando per il centro. Ma loro passeggiano per il centro? Vedono quello che io colgo con il mio sguardo? Non credo, del resto è tipico dell’essere umano vedere solo ciò che si desidera vero.
A pensarci bene, farei loro una domanda diversa, chiederei se amano Novi, se la considerano la loro casa. Perché, se così fosse, forse non si sono accorti di vivere in una città morta, spoglia e pure un pochino sporca. Che avessero ragione coloro che la definivano Novi Lugubre? Mi rifiuto di pensarlo ed è da questo rifiuto e dall’amore che ho per la mia città che scaturisce questo sfogo, che non è frutto di una lamentela facile e asettica, tutt’altro, vorrebbe essere uno stimolo a fare qualcosa (pronta a mettermi in prima fila!) per ridare vita e vitalità a una Novi nella quale, sempre di più negli ultimi anni, il sole genovese di cui ha sempre goduto anche nel nome rischia di essere oscurato dalla fitta nebbia alessandrina, nostra provincia ma non per questo esempio di beltà cittadina.
Nel fare queste riflessioni ho deliberatamente scelto di non prendere in esame la condizione pandemica, quella l’abbiamo tutti presente e sappiamo che ha un’influenza capillare sulla vita sociale e quindi sul dinamismo di una città, ma essa non può diventare un alibi per giustificare le mancanze gestionali e amministrative di una città, che nel pieno del divieto di celebrazioni in piazza per fine anno, riesce a dar voce, anche se per pochi giorni, fortunatamente, proprio al progetto di un capodanno in piazza “per la prima volta nella storia di Novi”. Con tutto il rispetto per la persona dell’organizzatore, non ci servono Valerio Merola, sfilate di bellezza e balli brasiliani. Ci serve un pensiero lungimirante che sappia dare spazio ai giovani, alle arti creative, ai talenti individuali, alle idee nuove di ampio respiro.
Questa città ha bisogno di cura e di cultura da creare insieme, ha bisogno di un interesse onesto alla costruzione di un pensiero culturale, conciliandolo con quello politico e amministrativo. Novi ha bisogno di amore.



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Daria Ubaldeschi

22 pensieri su “Novi Lugubre? Lo sfogo di fine anno

  1. Cara Daria, le tue parole sono esattamente quelle che avrei potuto scrivere anch’io, che ho vissuto una Novi forse ancora migliore di quella che descrivi tu, se non altro perché sono parecchio più vecchia di te. Sono tornata ad abitare a Novi dopo una lunga assenza e continuo a non capacitarmi delle stato in cui la città si trova. Altro che lugubre: è proprio triste, sporca, vandalizzata nell’indifferenza (quasi) generale. Non conosco gli attuali amministratori, ma qualche idea me la sono fatta: definirli incapaci e privi di progettualità è fare loro un complimento. Quanto al “pensiero lungimirante” di cui parli, dubito che chi governa Novi ne abbia uno, anche piccolissimo: ammesso e non concesso che qualcuno di loro sappia il significato dell’aggettivo “lungimirante”. Un saluto affettuoso, E.

  2. Novi è arrivata ad essere Lugubre perché, almeno in questo ultimo ventennio, non ha mai avuto un’amministrazione manageriale/commerciale ad un livello adeguato per poter lavorare in sinergia con tutto ciò che è accaduto intorno alla nostra città e non solo.
    Oggi si potrebbe fare meglio (ma è sempre così…si può sempre fare meglio) ma, ahimè, le scelte cruciali per Novi dovevano essere prese diversi anni fa.

  3. Premesso che la attuale giunta non mi sta per niente “simpatica”, questo post è aria fritta, di una inutilità assoluta. Ho la stessa età della signora, ma non mi pare che Novi sia peggio di com’era, siamo solo noi che siamo invecchiati. Cosa rimpiangi, il cinema Cristallo? Novi è sempre stata così se non peggio, certo una volta c’erano più negozi in Via Roma, e allora? Non è un problema solo di Novi. E cosa dovrebbe fare il sindaco (che non mi sta per niente “simpatico”)? Aprine uno tu di negozio, se ci riesci. E l’economia che è cambiata e noi che siamo più vecchi, non Novi che è peggiorata. Questo è un piangersi addosso inutile e patetico. Saluti.

  4. Comodo addossare all ultima Ammistraziine i disastri delle precedenti Amministrazioni che per oltre trenta anni hanno governato la città.
    La sua lettera mi sembra sia solo un attacco politico neppure molto velato, per cui ritengo inutile e con qualche contraddizione di troppo.
    Provi a fare il rapporto TRE ANNI( con pandemia) e TRENTA ANNI.
    Cordialmente

    Cordialmente

  5. Per gli amministratori di questa lugubre città: è facile nascondersi e dare la colpa tutto all’outlet di Serravalle… e qui mi fermo.

  6. (tra parentesi pensavo che quei quattro idioti che se ne sono usciti con “Novi Lugubre” si fossero estinti… quelli di lugubre hanno il cervello)

    1. “Quei quattro idioti” sono tutti i giovani Novesi (me compreso) che sono stufi di vivere in un paese amministrato da dei dementi, con la spazzatura in centro e tutti i negozi chiusi

      1. In quanto giovane (beato te) immagino tu non abbia mai provato a vivere altrove. Io purtroppo sì (“purtroppo” per l’età), in Italia e all’estero – anzi: ho passato più anni via da Novi che a Novi – e ribadisco che di lugubre a Novi c’è solo la testa di chi se ne è uscito con una cazzata del genere, che non dovrebbe essere ripetuta neanche per scherzo.

        1. Nata e cresciuta a Novi io invece ripeto e ribadisco il concetto Novi Lugubre oggi più di ieri ma in fondo sempre stata 😶

  7. Sono d’accordo su tutto quello che ha scritto, ma credo che la situazione generale della “nostra” Novi rispecchi quella nazionale. Oramai da circa 30 anni. Una lenta discesa. Siamo una nazione alla deriva.

    1. Alessandro, non sono d’accordo. Senza andare troppo lontano e per farti un solo significativo esempio, basta fermarsi a guardare Genova: in questi ultimi anni attrae sempre più turisti ed è una città sempre più viva e bella. E sono tante le realtà in espansione manageriale/commerciale e culturale.
      Qui il male è stato avere per anni amministrazioni di sinistra scadenti (intanto avevano il controllo di Novi) con una opposizione altrettanto scadente.

  8. Ciao condivido su tutto quello che hai scritto. Il vero problema è che prima di amministrare una città dovresti imparare ad avere un minimo di capacità manageriale. La ns città è come se fosse un azienda non deve necessariamente produrre reddito ma i costi devono giustificare i risultati ottenuti altrimenti non vai da nessuna parte o meglio i risultati sono sotto gli di tutti. Ciao da uno nato e vivente a novi

  9. Le amministrazioni di sinistra saranno anche state scadenti, ma per lo meno non avevano come unico obbiettivo fare gli interessi di Alessandria. I 5 milioni regalati da Novi per fare il ponte di Alessandria ve li siete dimenticati?

  10. Io son di Asti ma vivo a Pozzolo F.ro. da 2003 .Sono d’accordo con altri , ma in 18 anni non ho visto migliorie. Certo che percorrere via Roma è una desolazione.

  11. Concordo pienamente con il suo articolo ….non sono novese ma ho frequentato negli anni 70 …74 il boccardo e ho nostalgia di novi avendo avuto li i ricordi bellissimi di gioventu

  12. Condivido in pieno la tua opinione circa la ‘nostra Novi’. Ho 75 anni e ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza quando Novi era una città che molti ci invidiavano ed è con un grande rimpianto che l’ho sempre ricordata negli anni in cui sono stata lontana.
    Ritornavo sovente e ho assistito, con dispiacere, al suo degrado che è decisamente aumentato negli ultimi anni.
    So benissimo che, quando si invecchia, si idealizzano persone e cose del passato, ma non è nostalgia, non è ‘piangersi addosso’, il desiderio di vivere in una città che, nonostante la situazione attuale sanitaria ed economica, sia più pulita (e questo riguarda anche tutti noi cittadini) e vivibile.
    Io amo sempre la mia città, non è più così bella (le crisi, le scelte sbagliate hanno pesato tantissimo), ma l’amore di cui tu parli dovrebbe essere il motore per fare ripartire la ‘nostra Novi’.
    Un saluto cordiale, un abbraccio ai miei concittadini novesi!
    Eralda Palenzona

  13. Buonasera.ho letto l’articolo della signora circa cinquantenne riguardante novi.condivido onestamente essendo un coetaneo quasi tutte le cose dette nell’articolo ma non darei tutte le colpe alle istituzioni politiche novesi nel tracollo finanziario e di immagine di Novi ligure.mi piacerebbe diciamo fare una specie di aggiunta sulle questioni riguardanti il declino novese.si dice che una persona ama dove vive e comunque ci rimane male vedendo un simile declino e onestamente Novi Ligure o come con i miei amici dicevamo Novi Lager che non è tanto dissimile da Novi Lugubre purtroppo.se vi interessassero altre opinioni sono a disposizione.buona serata e auguri per un buon anno

  14. Frequento Novi Ligure da qualche mese ed è una cittadina che mi piace.Sono però d’accordo con l’autrice dell’articolo che sottolinea in maniera molto lucida,quelle che sono le lacune e i punti deboli dell’aspetto cittadino.Effettivamente vedere negozi chiusi lasciati nella sporcizia, pavimentazioni del centro molto mal curate e una sensazione di degrado diffuso non fa certo una bella immagine.Ed è un peccato perché il posto mi piace e avrebbe le potenzialità per essere valorizzato al meglio.

  15. Sono certamente d’accordo con quanto riportato dall’articolo di Daria, che con sensibilità e precisione ha fotografato la situazione attuale della mia città a cui sono legata e che anch’io vedo peggiorare. Segnalo a chi di dovere tutto ciò che non è secondo regole e leggi, spero possa essere utile, ma……. Buon anno novesi !!!!!!

  16. Sono nato a novi ho 56 anni e condivido in pieno l articolo su NOVI LIGURE… CMQ Questo aggettivo era già in voga quando ero un ragazzo… E ho detto tutto….

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