Spremuti come limoni

L’Alcalde ‘d Neuve non è riuscito, il 31 dicembre, a gettare dalla finestra tutti i grattacapi cumulati negli anni scorsi; ci ha provato, poverino, ma come un boomerang gli sono tornati tutti indietro e questa mattina se li è ritrovati, freschi, freschi, davanti alla porta di casa. Ha provato a non farli entrare, ma … niente, non ci è riuscito.

Ultima grana, in ordine di tempo, è il due di picche che il Comitato Sport in Novi, gestore degli impianti sportivi, gli ha dato pochi giorni prima di Natale, dichiarando che non avrebbe più condotto tali impianti. Una questione che si trascina da quando Mister Cabella si è insediato alla guida della città (N.B.: suggeritore delle mancate soluzioni il chiarissimo uomo dal dito medio all’insù, che, si dice, avesse una soluzione da lui “elaborata”, grazie alla quale avrebbe potuto essere protagonista). Il Bürgermeister ‘d Neuve non è riuscito a risolvere il pasticcio ed ora se lo ritrova fra i piedi (occhio a non inciampare). Forse, sarebbe stato il caso di ascoltare l’allora Assessore Cuccuru, il quale di sport se ne intende, mentre l’attuale Assessore allo sport, a quanto pare, non è propriamente ferrato in materia (indubbiamente, però, si intende di cataloghi di mostre da firmare). In ogni caso, una qualsiasi soluzione che verrà messa in campo costerà al Comune molto di più rispetto alle cifre versate al Comitato Sport in Novi (“E io pago!”, cfr. Totò). Il primo cittadino avrà così buttato alle ortiche una esperienza di volontariato che era e rimane un fiore all’occhiello della città … ma vallo a spiegare all’uomo dal dito medio alzato.

Oltre a questa, c’è pure la grana del Csp (Consorzio Servizi alla Persona), l’ente che si occupa delle persone con problemi di disagio sociale; mai, come in questo momento, c’è bisogno di tale ente. Il Direttore si è dimesso, si vocifera a causa della Presidente, che, pare, voglia decidere tutto da sola; e, a ruota, si sono dimessi anche i membri del Consiglio di amministrazione. Il Mayor ‘d Neuve ha dichiarato che il Sindaco Cabella avrebbe fatto un errore a nominare il Presidente del Csp (e il nipote, stavolta, non può neppure affermare che la colpa è da tributarsi a chi c’era prima). Si attende, col tempo, di conoscere il nome del nuovo Presidente, che nominerà il Sindaco di Novi (pro tempore).

Rimane poi sempre da dipanare la questione Tari, sulla quale non si vuole tediare ulteriormente i lettori; ci sarà tutto il tempo per parlarne, nuovo Assessore al Bilancio permettendo. Certo che se lo “svarione” fosse confermato, il Maire de Novì, Giampaolo Cabella, dovrebbe tirare le orecchie e dimissionare l’Assessore al bilancio del 2020, alias Giampaolo Cabella (attenzione: non si tratta di un caso di omonimia); l’Assessore del 2021, invece, se ne è già andato spontaneamente, lasciando un “significativo” ricordo di sé. Si attendono notizie, possibilmente vergate di suo pugno dal neo-Assessore, il quale, si immagina, sia impaziente di fornirle, insieme all’Assessore al bilancio del 2020 (quello del 2021 risulta irreperibile).

Come azionista di maggioranza, per oltre il 60% delle azioni, u Seindaco ‘d Neuve dovrebbe dare l’indirizzo vincolante ad Acos e, per essa, a Gestione Acqua, e chiedere all’Amag di Alessandria di versare i nove milioni di euro dovuti – senza abbuonare un frillo – anche perché gli amministratori dell’azienda novese, se non li richiedessero, potrebbero essere chiamati a risponderne personalmente, ovvero di tasca propria. Non si conosce sulla questione il “Dolcino-pensiero”: l’ex Assessore aveva dato un “chiaro indirizzo” per “donare” ad Alessandria i cinque milioni provenienti dalle compensazioni del Terzo valico. I “donatori” del club novese pro-Alessandria dovrebbero farsene una ragione: anche volendo, non si può. Come si dice da queste parti: “un po’ per uno in braccio alla mamma”.

E poi rimane sempre aperta la faccenda del Teatro Marenco; in città si vocifera che il Direttore artistico potrebbe non essere riconfermato dopo la “brillante” performance dell’inaugurazione … A proposito, Rai Cultura ha trasmesso, la sera del 23 dicembre, il Ballo Excelsior di Romualdo Marenco (con la C): che sia la stessa persona cui è intitolato il Teatro?

Successivamente alla pseudo inaugurazione, il Direttore deve aver perduto le chiavi del Teatro, ritrovate fortunosamente per la esibizione in ricordo del suo mito “Gipo” e per spettacoli, non programmati da lui, per i quali non ha potuto cimentarsi come voce narrante. Ruolo, quest’ultimo, che deve essergli consono, e che si presume svolga gratuitamente, considerato il fatto che il Direttore di un ente pubblico – si presume – non possa assegnare un incarico a se stesso (oltre ad essere azione inelegante, si configura come conflitto d’interesse); nemmeno fosse Vittorio Gassman o, se si preferisce, Romualdo Marenco (sempre con la C)! Pertanto in città si chiacchiera sul fatto che potrebbe non essere confermato, anche a ragione dei conflitti che sarebbero nati a causa del suo decisionismo, nonché, forse, per una interpretazione erronea del suo ruolo. Corre voce che voglia comandare sempre e solo lui … qualcuno dice “come se fosse il padrone”, dimenticando di essere solo il Direttore artistico (nen el padron). Per l’attività del Teatro esiste un Consiglio di Amministrazione, organo decisorio per definizione; poi, in seconda battuta, l’Amministrazione comunale; ultimi, ma non ultimi, i novesi, veri proprietari del Teatro medesimo; novesi fra i quali “ee pù lucu u suòna ee viulèin”. Poiché l’incarico al Direttore artistico era stato assegnato dal Consiglio Comunale (e non dalla Fondazione Teatro: chissà poi perché?), anche in questo caso sarà il Sindaco (pro tempore) a dover dipanare la questione, nonché a ricercare i quattrini necessari per la futura stagione teatrale. Forse sarebbe stato il caso di pubblicare un bando per l’assegnazione dell’incarico di Direttore artistico (come già aveva fatto il vituperato precedente Consiglio di Amministrazione della Fondazione), inserendo magari qualche paletto, assicurato da robusti blocchi di cemento (citofonare Diego), e non procedere, semplicisticamente, per simpatie di… “vicinanza”.

Restano infine aperte numerose altre questioni, quali ad esempio quella dello scalo ferroviario di San Bovo, che dapprima si voleva affossare, con tanto di viaggio ufficiale a Roma, ma che ora si dice voler riesumare (senza spiegare in che modo); o quella della Cavallerizza, di cui gli Amministratori parlano, parlano, parlano … ma dalle loro chiacchiere non esce nemmeno un’idea.

Questa Giunta, con relativa maggioranza a sostegno (anche dei fuoriusciti), è l’immagine, fin dai suoi esordi, di un limone spremuto. E non c’è proprio niente per cui ringraziare.

Il Malalingua

P.S.: L’uomo dei selfie nel nuovo anno ritroverà tutte le buche sulle strade, quale promemoria; di lui i fotografi dicono che è un bravo Assessore, e i suoi colleghi Assessori assicurano essere un bravo fotografo.

PP.SS.: Ponzio, Cabella, Pilato ha atteso il decreto di quel “cattivone” di Draghi prima di decidere se sospendere la festa in piazza di Capodanno, decisione che invece aveva preso, anzitempo, il suo collega leghista di Alessandria. Forse, il nostro non voleva scontentare la celebre associazione novese di Cosenza (per la quale, si dice, fosse già stato previsto un nuovo contributo) e l’affiliato locale, noto pasticcere novese, il quale, indubbiamente, ne avrebbe goduto dal punto di vista pubblicitario. Pare che, per l’occasione, fosse prevista la distribuzione del tradizionale dolce cosentino “Varchiglia alla monacale”. Ma la festa, a quanto pare, è solo rinviata: anche il contributo del Comune?



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