Il Pd scenda dal piedistallo

Il consiglio di amministrazione del Consorzio Servizi alla Persona è stato sfiduciato in toto.  Da quello che si è capito, tutto è avvenuto a seguito della lettera di sfiducia alla dottoressa Ferretti. da parte del signor Tentenna, come da un po’ di tempo viene definito il sindaco del comune più popoloso del suddetto consorzio.
Sembra che in fatto di sfiducia il sindaco sia tutt’altro che un tentennatore; quando si tratta di questioni di così personale apprezzamento, appare piuttosto deciso… e sì che la fiducia è un cosa seria, sulla quale non si può scherzare ne tanto meno esitare.
È una condizione che si deve rimuovere con una lettera, se si ravvisano atti e comportamenti non in linea con le aspettative. Se poi questi atti o comportamenti siano a favore o meno dell’interesse del consorzio o meglio degli assistiti è un’altra questione, di secondaria importanza 
Resta il mistero del perché e del percome, la dotteressa Ferretti abbia perso la fiducia del Sindaco che gliela aveva accordata per la notevole esperienza e capacità. Deve aver fatto un’azione ritenuta avventata o sgradevole, una azione non resa pubblica e nemmeno puntualizzata all’interessata che, non potendo difendersi nello specifico, ha resistito alle dimissioni coinvolgendo nella sfiducia l’intero consiglio di amministrazione. Ha indotto inoltre alla rinuncia all’indicazione del successore da parte del primo cittadino il quale, in questo fase, ha assunto un atteggiamento tutt’altro che esitante. Questo non è un aspetto da poco conto: chi indicherà il sostituto? Di certo l’assemblea e all’assemblea che dovrà garantire la sua fiducia? E nel caso, il nuovo soggetto non fosse in linea con le aspettative del sindaco, che provvedimenti potrà adottare?  Viene il dubbio: ma il nostro rappresentare è assolutamente convinto di quello che fa, e sopratutto tutela in primis gli interessi dell’ente e la nostra comunità?
Riferendoci all’articolo dell’ex assessore Cuccuru, sembrerebbe proprio una commedia Pirandelliana, sul comico però, con recita a soggetto. Sicuramente c’è dietro l’uscio un aspirante alla presidenza al quale non si può dire di no. E se questo è il movente, si pongono altri interrogativi: quali interessi si celano dietro la nobile azione di assistenza ai bisognosi? 
Sono interrogativi che l’arguzia ela profonda conoscenza dei soggetti in commedia, l’ex assessore lascia intuire nel suo articolo pubblicato dal Moscone. La parte comica drammatico è che a livello di intenzioni tutti sostengono con toni accalorati che in questi enti si devono mettere alla guida persone indipendenti dalla politica, ma professionalmente capaci e corrette. 
Se poi, nella gestione operativa, danno corso a una condotta che esprime effettive competenze e capacità, se questi quesiti cozzano con gli obbiettivi politici. Apriti cielo, vengono contestati di lesa maestà.
La nuova amministrazione si è venuta a trovare nella condizione di gestire una vasta prateria, direi riccamente sostanziosa che suscita la tentazioni di personaggi oltre confine, ben camuffati che fanno fatica a contenere scorribande.  Favorite da una classe politica non eccessivamente esperta forse al di là di effettive intenzioni nell’accondiscendenza vera e propria . 
Serpeggia qualche dubbio: più semplicemente non sarà che non riescono a comprendere completamente l’importanza delle azioni che approvano? Sembra che vengono guidati ad azioni che non concretizzano completamente la salvaguardia degli interessi comuni.
Naturalmente è una considerazione personale, surrogata dall’analisi di tanti eventi che si sono succeduti. E si sa che dove scorre del denaro ci sono multiple tentazioni e non necessariamente illecite, ma comunque allettanti serbatoi di voti. Inclusa la metodologia che ha portato alla cessione del Cit: la vendita era l’opzione più idonea? Cominceremo a capirne gli effettivi risvolti fra qualche anno quando verranno analizzati i bilanci, e ci renderemo conto da dove provengono i ricavi della società subentrate. A meno che non sia una società di mutuo soccorso a perdere. 
Tralasciamo le problematiche dei crediti dell’ambito idrico e la rinuncia ad una sostanziosa quota di contributi per il terzo valico. Elementi particolarmente invisi all’opposizione e non solo. 
Comunque il giro di boa per questa amministrazione è cominciato, è tempo che le forze politiche che hanno a cuore, il progresso socio economico della nostra comunità, comincino ad organizzarsi, e creare le condizioni per una ampia aggregazione sia di forze civiche che politiche. Sopratutto la componente PD scenda dal piedistallo dell’esperienza, non si faccia illudere dallo scontento generalizzato e non si faccia offuscare dalla pretesa di rivalsa per lo scettro perduto e dal malcontento che si vocifera per la città; questi stanno espandendo la loro tela e da questo punto di vista non bisogna sottovalutarli se non si vogliono sorprese. 
Sopratutto intensificate il rapporto con i cinque stelle, con un po di umiltà, che possono portare nella coalizione una ventata di aria nuova, più fine, e garantire la vittoria.



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Francesco Giannattasio

Un pensiero su “Il Pd scenda dal piedistallo

  1. Egregio Giannattasio,
    fermo restando che una SMS ha obblighi di legge rigidi per quanto riguarda la gestione dei bilanci, che DEVE essere sempre mirata al pareggio e alla costituzione di fondi di riserva strettamente vincolati allle finalità statutarie, anche dal punto di vista MORALE le Società di Mutuo Soccorso non sono mai “a perdere”, se svolgono il loro ruolo storico di interesse sociale alla solidarietà reciproca e promuovono come da Statuto finalità mutualistiche di sostegno ai deboli, in campo previdenziale, sanitario, educativo e culturale.
    E’ evidente peraltro che le SMS, date le finalità sopra scritte prive di qualsivoglia interesse di lucro e personale, sono ben lontane da superficiali mentalità commerciali di basso profilo, mirate al breve periodo e all’incasso giornaliero senza capacità di visione a medio e lungo termine. Al contrario spesso accade che “a perdere” siano proprio i depositari delle logiche “commerciali”, le cui avventure rischiano involuzione e corto respiro, e alla fin fine, risultati fallimentari. A perdere, appunto.
    Auguriamoci che il recupero di un tessuto sociale aperto, generoso e solidale, che curi il lavoro, la salute, la crescita culturale collettiva, e una gestione del bene comune senza finalità di stampo privatistico-affaristico possano diventare finalmente il primo e unico scopo di una nuova classe politica e amministrativa che porti la Città ad essere non un luogo per tristi speculazioni ma una COMUNITA’ vissuta con gioia dai nostri concittadini.

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