Un “ma”, come le ciliegie, ne tira un altro.

Era il settembre dello scorso anno e il Sindaco Cabella esultava sui giornali perché, a suo dire, erano stati ultimati i lavori di sistemazione nell’ex ristorante Bunet, adiacente al Museo dei Campionissimi; lavori per i quali erano stati stanziati 50.000 euro dal Comune. I locali erano destinati all’Istituto Ciampini-Boccardo e adibiti a laboratorio didattico per la sezione enogastronomica della scuola.
La mattina del giorno 11 settembre, riferiva un giornale, “il sindaco Gian Paolo Cabella ha compiuto la prima visita nei nuovi locali che tra qualche giorno saranno messi a disposizione della scuola, dopo una lotta contro il tempo anche per i problemi giudiziari dell’ex gestione”. Dunque, il Sindaco riteneva che i lavori avrebbero potuto essere terminati anche prima, ma che si erano prolungati nel tempo; sosteneva altresì che la localizzazione avrebbe permesso di inserire la sezione enogastronomica del Ciampini “…in sinergia con l’Accademia enogastronomica che stiamo organizzando alla Cavallerizza” (a proposito, che fine ha fatto l’Hdemia?). Orgoglioso, Cabella – con nipote al seguito – probabilmente già sognava il giorno dell’inaugurazione, nel quale avrebbe tagliato il nastro tricolore; ma, forse, il Sindaco aveva fatto i conti, è il proprio il caso di dirlo, senza l’oste. 
L’anno scolastico è iniziato il 13 settembre, due giorni dopo, ma … di studenti all’ex Bunet nemmeno l’ombra.
Infatti era ancora mancante il contratto di locazione tra il Comune, proprietario dei locali, e la Provincia di Alessandria, competente per l’Istituto superiore Ciampini-Boccardo. L’ente provinciale, all’epoca, era governato da Gianfranco Baldi, già Forza Italia e ora Fratelli d’Italia. Insomma, si trattava di un contratto da stipulare in “famiglia”! Due scartoffie, due firme e … vai! Che ci vuole? Così avrà pensato il Sindaco, esperto in questioni burocratiche.
Invece sono trascorsi i giorni, è arrivata la fine di settembre, ma gli studenti nell’ex Bunet non sono entrati; è trascorso anche il mese di ottobre, e poi quello di novembre, di dicembre … ma nel locale mai l’ombra di uno studente. 
E poi è arrivata l’Epifania, che, si sa, tutte le feste porta via. Forse si sperava che la Befana lasciasse nella calza del Sindaco le chiavi del Bunet ed il relativo contratto con la Provincia, che, nel frattempo, ha rinnovato gli organismi e ha eletto Presidente Enrico Bassolino, di fede leghista come Cabella.
Ma, a gennaio, alla ripresa scolastica, il Bunet era ancora chiuso. Questa volta, è stato riferito, per colpa di un guasto all’impianto di riscaldamento; ma l’Assessore ai Lavori pubblici ha spiegato che i ritardi sono da ascrivere a modifiche strutturali richieste dalla scuola (a qualcuno bisognava pur imputare la responsabilità! Mica è sempre colpa sua!), assicurando comunque di stare intervenendo per la definitiva sistemazione. 
La domanda, sempre per dirla con Marzullo, sorge spontanea: ma i locali non erano pronti, Sindaco esultante, a settembre, ovvero quattro mesi fa?
Nel frattempo l’anno scolastico è al giro di boa; nel mese di gennaio si tengono gli scrutini del primo quadrimestre, ma l’Istituto non è a conoscenza se e quando saranno messi a sua disposizione i locali. E c’è un altro ma.
I nuovi cugini in Provincia, tempestivamente, hanno firmato il contratto di locazione dell’ex ristorante a gennaio (che sia forse questo uno dei motivi della mancata consegna dei locali alla scuola?), ma solo per un anno.

Un ma, come le ciliegie, ne tira un altro.

La neo Assessore provinciale alla Edilizia scolastica, Anna Sgheiz, ha dichiarato che per l’Istituto-Ciampini Boccardo arriveranno “Quattrocentomila euro per la realizzazione della sala per l’indirizzo enogastronomico dell’istituto Ciampini nella sua sede di via Verdi (*) e due milioni e centomila euro (tutti contributi statali, N.d.R.) per il suo adeguamento alle misure antisismiche e strutturali”. Sia chiaro: ben vengano.
Ha poi proseguito: “Finita la pandemia del Coronavirus, si spera il più presto possibile, e conclusi i lavori per la nuova sala enogastronomia al Ciampini, si farà il ragionamento per capire (e questo è l’ultimo ma, N.d.R.) se la provincia ha la disponibilità economica per continuare a pagare l’affitto al comune di Novi e se ce ne sarà ancora la necessità (*)”.
Ad essere maliziosi, si può affermare che non a caso è stato siglato il contratto di un solo anno, poiché l’ente provinciale (a guida leghista, come il Comune di Novi) deciderà successivamente se pagare ancora l’affitto al Comune di Novi e se l’Istituto necessiterà ancora dei locali ex Bunet. Dunque non è detto che i cugini della Provincia continueranno a pagare la locazione … E quindi? Quindi i 50.000 euro spesi dal Sindaco Cabella per adeguare i locali ex Bunet ad uso scolastico, forse, saranno stati spesi inutilmente … 
Come si dice: mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

P.S.: Le frasi con asterisco (*) sono state evidenziate in grassetto dallo scrivente Malalingua. 

Musei

Nota a margine, per gli Amministratori novesi. Definizione di museo secondo il vocabolario Treccani: “Muṡèo, s. m. [dal lat. Musēum, gr. Μουσεῖον, der. di Μοῦσα, «musa» (propr. «luogo sacro alle Muse»), nome di un istituto culturale dell’antica Alessandria d’Egitto]. Raccolta di opere d’arte, o di oggetti aventi interesse storico-scientifico, etno-antropologico e culturale; anche, l’edificio destinato a ospitarli, a conservarli e a valorizzarli per la fruizione pubblica, spesso dotato di apposito corredo didattico”. 
A buon intenditor…



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Il Malalingua

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