Ravetti, sanità: “Non parliamo solo di pandemia, ma anche di liste d’attesa”

Tornato da Roma dove ha partecipato come rappresentante della Regione Piemonte all’elezione del presidente della repubblica, Domenico Ravetti ha puntato la sua attenzione sul tema della sanità pubblica.
“Analizzando il dibattito provinciale alessandrino sulle politiche per la salute noto due fattori necessariamente d’attualità che lo contraddistinguono: la pandemia e la centralità degli ospedali, compresa la realizzazione, del tutto ipotetica, del nuovo ospedale nel capoluogo. Mi pare però doveroso chiedere più attenzione rispetto a priorità che non sono meno importanti. Faccio riferimento alle “liste d’attesa” del sistema sanitario pubblico contraddistinte da tempistiche sempre più lunghe sia per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, sia per le moltissime esigenze chirurgiche, alle quali associo la non più rinviabile definizione di una offerta più efficace di prestazioni socio sanitarie domiciliari e territoriali” dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico.

Domenico Ravetti

Sul fronte critico e ampiamente migliorabile di tutto ciò che riguarda la salute e che non è “ospedale” dovrebbe essere noto ormai a tutti che l’articolato sistema sociosanitario è in difficoltà, in particolare pare subire una crisi molto aggressiva l’offerta residenziale pubblica. Per questo, da tempo, ho maturato la convinzione che il modello debba essere trasformato e adeguato in modo da rispondere alle esigenze di un bisogno sanitario che la pandemia ha profondamente modificato. E’ chiaro che per fare questo non può bastare una singola azione, tuttavia, si possono compiere atti concreti: per esempio alcuni anni fa mi sono convinto a promuovere una legge sulle trasformazioni delle ex Ipab piemontesi e, in questi ultimi anni, ho chiesto scelte precise all’attuale maggioranza al governo della nostra Regione circa la programmazione delle politiche sociali e sanitarie che riguardano proprio un destino differente per la domiciliarità e per la residenzialità” spiega Ravetti.
Mi auguro – ha concluso l’esponente dem – che si comprenda la necessità di compiere urgentemente delle scelte che, nel concreto, sappiano soddisfare i bisogni di una popolazione sempre più anziana e pluripatologica che non può e non deve essere dimenticata, e nemmeno orientata a cercare rifugio negli ospedali come se questi fossero la sola scorciatoia possibile”.



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