L’assessore bifronte

L’Assessore Ai Lavori Pubblici / Vice Sindaco Diego Accili ha dato un intero episodio di propensione tra le battute demenziali e l’intento di baggianare i cittadini novesi con progetti a dir poco inverosimili, già coperti da fondi nazionali e assolutamente inesistenti. L’episodio si è ultimamente rilevato in due occasioni: La Stampa e Panorama entrambi del 21 gennaio u.s. contenenti due balordaggini su uno stesso problema. Sulla Stampa, dopo la notizia della futura presenza di un “Bando” non meglio identificato, ma solamente nella testa dell’assessore, spesse volte dal cervello non collegato con la sue parole, bando di 4 milioni di euro in grado di essere in condizioni di costruire un nuovo diversore al Rio Gazzo, per evitare le certe e annuali future alluvioni. Dichiarando insufficiente detto esistente scolmatore (e questo è vero) che portano le acque (6 min/sec) allo Scrivia con 12 curve, passaggi, ponticelli vari carrai e tubazioni varie e quindi affiancando il nuovo in parallelo. 

Opera inutile e ferraginosa poiché il problema delle alluvioni, come da anni andiamo richiamando, nasce in Via Mazzini al di sotto del sovrappasso ferroviario, in cui si collegano due tubazioni, una costruita nell’ 800, l’altra più di recente con inizio in Via S.G. Bosco. La differenza di portata è sui circa 30 min/sec per più formando quindi un “collo di bottiglia” le cui acque in arrivo tornano indietro ed escono dai tombini stradali creando alluvioni che già conosciamo e che saranno sempre più frequenti con il passaggio del 3° Valico in città. Segno evidente che il nostro Assessore non conosce alcunchè di quanto di problema si tratta nei volumi costituenti il P.A.I. imposto dalla Regione e già approvato dall’Amministrazione Comunale. Ma questo non basta perché il nostro eclettico assessore ne ha già pensata un’altra. Nell’ultimo numero di Panorama, sul problema delle acque del Rio Gazzo, ne ha pensata una diversa: quindi non più diversore, ma bensì la costruzione di “ n° 3 vasche di laminazione” (cioè vasche scavate da mq. 2.000 a mq. 5.000) già presente in area artigianale Cipian destinata a raccogliere acque e rilasciarle con più lentezza sempre nel rio) Affermando che esistono i fondi dal Ministero dell’Interno, il nostro afferma di costruirne una nei dintorni di Villa Minetta (quindi a mezza costa, cosa mai vista) e le altre due “nei pressi d Via Raggio” per intercettare le acque che scendono dalla collina prima che si riversino nel Rio Gazzo ed in Via Casteldragone. Ma in quel tratto siamo già nell’abitato della città. Cosa fa, espropria case e terreni per fare le fosse? E poi il Rio Gazzo in quel punto non è più tra la linea ferroviaria , ed il percorso stradale, ma corre intubato a Nord della linea ferroviaria, come prima indicato. Cosa facciamo, le gallerie sotto la ferrovia??????

Resta evidente come la materia grigia dell’Assessore è in profonda confusione e larga incapacità perché, tra l’altro, parlando e descrivendo i lavori che vuole fare dimentica (volutamente?) quanto sta cercando di attuare il consigliere Bertoli sulla Z3, unico intervento di una certa logica. E così impossibile cercare l’aiuto di qualche geologo che ha redatto il P.A.I. per non incorrere in simili bestialità?

L’unico modo di salvare la città dalla fuori uscita del Rio, consisteva, come più volte descritto nello spostamento della linea ferroviaria passante in città (come da primo progetto RFI con la costruzione dello Shunt) potendo così “saltare” il cosidetto collo di bottiglia: Senza dimenticare che il Rio Gazzo dopo il confine ovest del Comune di Novi Ligure, assume il nome del Rio Lovassina anch’egli responsabile di esondazioni che hanno causato e causeranno ulteriormente altri danni con le naturali proteste degli abitanti di quelle aree e paesi collocati sino al fiume Bormida. Ne vedremo delle belle !!!! 

Povera città in che mani sei finita!!!!!!!



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Dario Ubaldeschi

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