Giro di boa? Mala tempora currunt

Leggo con interesse e buona dose di delusione le vicende che squalificano il nostro quadro politico amministrativo cittadino e dintorni. Intanto il “giro di boa” di Cabella e soci è un fatto solo riferito allo scorrere del tempo e non di “rotta”, come buona navigazione consiglierebbe, e non significa aver programmato o fatto almeno una parte di quanto promesso.
Certo i tempi sono difficili ma non è un porto dove ripararsi e giustificarsi perchè così non dimostri buone capacità e, per dirla con un passo di una poesia di Eduardo De Filippo, “con mare in calma tutti songhe bbuoni a purtà nu vapore a pazzià”. Concetto semplice, che significa che è con il mare in tempesta che bisogna saper usare il “manico”. Ma oggi il vaporetto di quella che fu la coalizione di centro destra a Novi si è frantumata contro gli scogli senza dimostrare conclamate capacità ma arroganza, pregiudizio, prepotenza, dabbenaggine e altro che è bene tacere per carità di Patria. Anzi, la promessa più eclatante di Cabella e soci di attuare una “rivoluzione del buonsenso”, idea morta ancora prima di nascere, ha generato la rivoluzione del non senso.

Un processo differente da quello mitologico dell’Araba Fenice, uccello rapace, simile ad un’aquila infuocata, che si rigenerava dalle sue ceneri. L’amministrazione Cabella non solo non ha generato buonsenso che genera buonsenso ma la sua presunzione, alla luce dei fatti, ha ridotto la mitica aquila di fuoco in un uovo andato male…praticamainte in laidnu….un uovo barlaccio.
Leggo che si sta trattando sulla dotazione di bilancio di capitolo che riguarda la prestazione di servizio gestione impianti sportivi di SportinNovi che passerebbe da 188000 euro a oltre 300000 con un aumento di oltre il 60%, conditio sine qua non per approvare il bilancio di previsione che, salvo rinvii, dovrà essere varato entro il 31 marzo p.v.. Senza questa previsione di spesa posta a bilancio si va tutti a casa, almeno così da tempo si vocifera. Contestualmente leggo sorprendenti dichiarazioni del nuovo assessore Moncalvo e della consigliera Chessa che oltre un anno fa votarono contro il prosieguo della convenzione, da me proposto prima in giunta e poi in ratifica in consiglio, e dopo aver sottoscritto una petizione, consegnata al sindaco che non la mandò al protocollo, dove si chiedeva la risoluzione della convenzione con SportinNovi e la messa a gara del servizio.
Oggi ammettono di avere sbagliato e di essere stati male informati dalla “strana coppia” Perocchio e Saracino e non solo. Almeno a loro vada il mio riconoscimento di un atto di onestà intellettuale. La firma sulla petizione e il voto contrario in consiglio videro discutibili protagonisti anche il sindaco Cabella, Poletto, presidente del consiglio, Baruffa capo gruppo Lega e…udite udite…anche la consigliera dei 5 stelle Zippo che, in quella occasione, fece da stampella alla maggioranza già traballante bocciando la delibera e motivando con pietose e strumentali banalità. Finita qui? Nemmeno per sogno. Sull’onda di questo “successo” contro la meritoria opera di SportinNovi ci fu il consiglio successivo dove a porre la pregiudiziale sul prosieguo, da lui stesso deliberato in giunta vista l’unanimità, entrò in scena Sor Tentenna. Il sindaco, comandato da più burattinai, sproloquiò in un intervento senza capire realmente il problema sul tappeto e che, ancora oggi, dimostra di non aver capito, sostenendo dannose e pretestuose ragioni di una consorteria di ostracisti contro il sottoscritto e SportinNovi.
Una azione, caro sindaco, che non le ha fatto onore e ha dimostrato il suo vuoto politico, amministrativo, umano, razionale e la sua sconosciuta riconoscenza verso chi ha creduto in lei. La sua azione caro sindaco, fece il paio a manifestazioni pubbliche e giornalistiche di personaggi discutibili che inventarono di sana pianta persino “truffe ai danni della pubblica amministrazione” che avrebbero dovuto portarli a giudizio e che invece, fatte le opportune verifiche hanno confermato la meritoria e volontaristica opera di SportinNovi e hanno portato lei e il suo rimasuglio di maggioranza nel campo delle sette pertiche.
Eppure le informazioni dovute, mediante i bilanci di SportinNovi, furono debitamente consegnate a Saracino & C. che invece di studiarci sopra hanno baipassato le dovute analisi e continuato nella loro azione distruttiva fuori e dentro il palazzo. Alla vicenda seguì una doverosa visita di controllo della Guardia di Finanza che non portò ad alcuna sanzione, come ampiamente e doverosamente previsto. Ci si è messo pure il nuovo assessore Sisti a cercare di rispondere a questi “parvenu” con un piano B mai nato ma che lo ha portato miseramente in un campo troppo lontano dal suo modo di conoscere e di agire.
Sulla base di queste note, caro sindaco, e sull’onda di quanto sta accadendo nel mondo della politica locale e nazionale, dove il sistema dei partiti è praticamente saltato in aria, senza tralasciare le possibili complicazioni che entro poco tempo potrebbero echeggiare in modo fragoroso da Alessandria fino a noi, vorrei farle presente che il detto di Cicerone “mala tempora currunt sed peiora parantur”, traduco avendo studiato il latino: “corrono brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”, potrebbe suggerirle, e io le suggerisco, un consiglio logico, visti gli sviluppi di tante problematiche irrisolte: se ne faccia una ragione e, con un positivo e meritorio sussulto di dignità riconsegni la parola agli elettori novesi.

Costanzo Cuccuru – Area Civica “Insieme per Novi”



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Costanzo Cuccuru

Un pensiero su “Giro di boa? Mala tempora currunt

  1. Bell’articolo! Condivido totalmente quello che è stato scritto, che a mio avviso corrisponde proprio alla realtà dei fatti!
    Ritengo inoltre che se gli amministratori fossero intellettualmente onesti, ammetterebbero pubblicamente il loro “flop” e rimanderebbero il loro mandato alla volontà dei novesi. Meglio questo che essere tenuti per gli attributi (leggasi pa..e, che peraltro non ci sono) da un soggetto che in consiglio comunale fa il bello e il cattivo tempo. Questa è un’ulteriore prova dell’instabilità politica che di fatto danneggia i cittadini, che si sentiranno ulteriormente presi in giro, anche perché non bisogna essere Mandrake per capire che magicamente all’ultimo momento il ricatto si risolverà a tarallucci e vino, visto che che se il soggetto farà affondare la nave affonderà anche lui e gruppo consigliare che rappresenta.
    Novi sta diventando un teatro, (non quello appena restaurato), il comune un palco dal quale si esibiscono teatranti, marionette (magari fossero quelle del compianto Pallavicini) e comparse varie; il pubblico pagante è rappresentato dai cittadini novesi, che, loro malgrado, sono costretti a vedere ancora per due anni uno spettacolo mediocre, con un biglietto pagato a caro prezzo!

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