10 anni senza Lucio… Chissà come sarà domani?

Permettetemi in questo 4 marzo, pieno di tristezza, paura e rabbia, di esprimere un pensiero che mi riporta indietro nel tempo e nello spazio. Anche allora, eravamo all’inizio degli anni 80, la preoccupazione per la tenuta della Pace era tanta, e anche allora come oggi si organizzavano in tutto il mondo manifestazioni per gridare la nostra volontà di Pace. Ricordo con emozione la marcia per la Pace che organizzai nell’aprile del 1980 dal Pian degli Eremiti sino al Sacrario della Benedicta.

Oltre 300 persone camminarono per chilometri arrivando in mezzo ai tanti partigiani e a tutti coloro che quel giorno, come ogni anno, alla Benedicta ricordavano e rendevano omaggio ai caduti fucilati o deportati dai nazifascisti nell’aprile del 1944.
Si stava uscendo da un’altra pagina buia del nostro Paese, il terrorismo, ma era tanto l’entusiasmo, la voglia di discutere, di impegnarsi, di vivere.

Era l’estate del 1981 e allo stadio Moccagatta di Alessandria organizzai con Mauro D’Ascenzi un grande concerto con Lucio Dalla, credo il più grande concerto che si è tenuto nella nostra Provincia. Non era la prima volta che Dalla veniva qui da noi. Era già venuto alla “Festa dell’Unità” a Novi e a Tortona, ma allora non era ancora famoso. Nel 1979 uscì il suo album “Banana Republic” frutto del grande tour negli stadi con Francesco De Gregori e nell’80 usci l’album “Dalla” che conteneva una delle sue canzoni più belle, “Futura”.
Mauro era stato prima di me segretario provinciale dei giovani comunisti ed io lo divenni subito dopo nel 1979. Avevamo una organizzazione con tremila ragazzi iscritti e una organizzazione radicata in tutta la provincia. Organizzare concerti era un modo per sostenere finanziariamente la nostra attività politica, ma soprattutto un modo attraverso il quale legare con i giovani e così dal 1976 al 1981 ne organizzammo davvero tanti. Dai mitici Inti Illimanni, da Francesco Guccini a Edoardo Bennato, da Eugenio Finardi ad Alberto Fortis, da Francesco De Gregori a Pino Daniele, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, da Ivan Graziani ai Pooh, sino ad arrivare al già citato mitico concerto con Lucio Dalla.

Potrei raccontare di quella notte nel giugno del ’77 passata a cantare con Francesco Guccini bevendo vino e whisky (soprattutto lui) perché a causa della pioggia fummo costretti a rinviare il concerto al 1° luglio. La sera del concerto vennero più di 6.000 persone. Oppure della partita a pallone con Francesco de Gregori nel pomeriggio sul prato dello stadio poche ore prima del concerto, o di quella volta che fui costretto ad alzare la voce con Pino Daniele, Toni Esposito e James Senese, perché non volevano iniziare in quanto la pioggia aveva appena smesso di cadere e il palco era scoperto. Allora Pino Daniele si rivolse a tutta la band dicendo: “Uagliò iamme a canta”.
Organizzare i concerti non era semplice tantomeno facile. Bisognava ottenere tutte le autorizzazioni e non erano poche, organizzare la campagna pubblicitaria, la prevendita e il giorno del concerto. 

La prevendita del concerto di Dalla era andata molto bene più di 3.000 biglietti venduti e quindi tutto faceva presagire una grande folla al concerto. Il rischio, però, era sempre in agguato: le condizioni metereologiche. Quella sera ci fu una vera e propria invasione di ragazze e ragazzi. Vendemmo 13.000 (tredicimila) biglietti e fummo costretti a non far entrare per problemi di capienza altre tremila persone. Un successo strepitoso. Per i cento volontari che quella sera garantirono tutti i servizi fu una gioia immensa, ma, c’è sempre un ma, ad un certo punto del concerto un migliaio di persone sfondarono la recinzione del campo e invasero il prato. Se il campo da gioco fosse stato rovinato per noi sarebbe stato un grande guaio. Decisi di salire sul palco invitando Lucio Dalla ad interrompere il concerto, cosa che lui fece e con grande capacità invitò tutti i ragazzi a sedersi, così miracolosamente riuscimmo a concludere il concerto senza incidenti. Di lui mi colpì la sua gentilezza e il suo rispetto. Dopo 10 giorni io e Mauro andammo a trovare Lucio Dalla a Genova al concerto che avrebbe dovuto tenere alla Fiera del Mare. I paganti erano circa 8.000 e Dalla ci fece ancora i complimenti perchè quello di Alessandria fu uno dei concerti più riusciti del suo tour.

Sono dieci anni che Lucio Dalla non c’è più ed oggi 4 marzo sarebbe stato il suo compleanno.

Dalla raccontò che scrisse “Futura” davanti al muro di Berlino e quel muro parlava di divisione, guerra, dolore e armamenti. Seduto su una panchina scrisse sulla sua agenda la prima parola che gli venne in mente e la parola era chissà … chissà come sarà domani…. E se sarà femmina si chiamerà futura.

Chissà come sarà il nostro domani. Crediamoci nella Pace, e facciamo tutto, davvero tutto il possibile perché questa nostra umanità e i nostri ragazzi possano credere di avere ancora un futuro, e se sarà femmina si chiamerà futura.



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Rocchino Muliere

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