Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento…

In tutta sincerità devo dire che tutta questa retorica e questo assordante parlare di cose che non si conoscono seduti in uno studio televisivo cominciano a essere intollerabili, almeno per me, vista anche la tragicità della situazione, che richiederebbe ben altro. Tutto perché stavolta il disastro è vicino a noi e il Dottor Stranamore è ricomparso all’orizzonte, ma quante volte abbiamo girato la testa da un’altra parte! Nel nostro paese gli avvenimenti di Ungheria e Cecoslovacchia (per chi se li ricorda) colpirono profondamente le coscienze della gente comune, soprattutto a sinistra e la politica subì mutazioni laceranti. Ma da tempo non è più così.

Proviamo a ricordare le girate di testa. Non so, gli argentini buttati giù dagli aerei in Atlantico, Kissinger (premio Nobel per la pace) che condanna a morte Allende e il popolo cileno, l’embargo contro l’Iraq di Saddam (caro amico contro l’Iran di Komeini) quanti bambini sono morti per mancanza di medicine e per denutrizione? Sabra e Chatila, gli attentati e le stragi di Al Qaida, le armi di distruzione di massa mai trovate ma sufficienti a scatenare una feroce guerra, la distruzione della Siria. E ora l’ennesima naqba, l’ennesima catastrofe degli innocenti. E se siamo arrivati a questi punti, è evidente la macroscopica inettitudine dell’Europa che avrebbe potuto e dovuto essere la protagonista di un nuovo corso politico nei confronti dei paesi ex Urss, un nuovo corso oltre le logiche della guerra fredda e delle politiche di potenza: “si vis pacem, para pacem” bisognerebbe dire insieme al Professor Montanari. Invece è stata la Nato il dominus della politiche verso in nuovi stati.

Adesso è tragicamente tardi e siamo sicuri che le sanzioni economiche metteranno in ginocchio Putin? Può darsi; per ora sicuramente mettono in ginocchio il popolo russo, che è un popolo orgoglioso, che è sopravvissuto alla sua tremenda storia, agli assedi di Leningrado e Stalingrado e che, se umiliato, potrebbe ricompattarsi attorno al suo Presidente. Altri dicono: ma guarda te, non me lo sarei mai aspettato da Putin. I nomi di Anna Politoskaya,  Alexander Litvinenko,Boris Nemcov, Stanislav Markelov, Sergej Magnitskij, Navalny , Boris Berezovski non ci dicono più nulla; si pensa che dalla salita al potere di Putin nel 2000 siano stati eliminati circa 200 giornalisti e l’autoincoronazione a vita non è bastata; ma si sa, businnes as usual, la realpolitik perbacco, il gas ecc… Forse Putin cadrà dall’interno (qualcuno sostiene questa tesi), oppure si siederà al tavolo della pace, ma se si siederà sarà da vincitore sul campo, e allora sarà stato un dramma. Adesso tutti mandano, compresi noi, armi letali (in che senso? Quali sono le armi non-letali?) ma a chi, chi le utilizzerà, esiste ancora l’esercito Ucraino? Per ora abbiamo visto civili con preparano Molotov. Respingeranno i russi? Prolungheranno l’agonia dell’Ucraina? Intanto l’articolo 11 della Carta è sempre li. Tutto sembra così tragicamente surreale.Ogni volta che ci voltiamo dall’altra parte di fronte alla guerre, alle catastrofi umanitarie, perché pensiamo che non ci tocchino, che sono lontane, ricordiamoci sempre il sermone del pastore Martin Niemöller: Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento…



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Giacomo Orlando

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