Quel matrimonio non s’ha da fare

Solennemente, il Consiglio Comunale ha deciso, nella seduta del 21 febbraio scorso, che il “matrimonio” tra la Città di Novi Ligure e quella russa di Boroviči – da dove, secondo gli scritti, il generale Aleksandr Suvorov partì per la campagna di guerra in Italia, che sfociò nella Battaglia di Novi del 1799, vinta contro i francesi – non si farà. Recentemente il Sindaco di Novi aveva scambiato con il Мэр di Boroviči le palle (di cannone, reperti della Battaglia suddetta).

Con un tempismo da far rabbrividire l’orologio del Cremlino, Cabella e nipote hanno portato in approvazione la proposta di gemellaggio con la città russa proprio quando i venti di guerra contro l’Ucraina fischiavano in tutto il mondo. Pare strano non li abbiano uditi in via Giacometti, erano arrivati persino ai merli di via Cava; probabilmente i russofili della Giunta novese (Assessore Sisti, detentore della cultura novese, in testa) non li avevano sentiti … a Palazzo Pallavicini avranno avuto le finestre chiuse.

Radio Scarpa sostiene che, nella mattinata del 21 febbraio, le “diplomazie” consiliari della Città si fossero sentite; quella dei sinistri (nonché cattivi) Dem aveva suggerito agli attuali inquilini di Palazzo Pallavicini di soprassedere, considerate le intenzioni di Putin, nel proporre il gemellaggio, in attesa di tempi migliori. La delibera avrebbe potuto essere sospesa con una motivazione qualsiasi, ma invece, alla sera, la questione è stata posta all’attenzione del Consiglio comunale. Non contenti, i consiglieri Democratici (sfoggiando la consueta cattiveria) hanno nuovamente proposto la sospensione della delibera, motivandola con la considerazione della sua inopportunità, proprio nel momento in cui l’Unione Europea (di cui, notizia recentissima, Novi Ligure, nonché l’Italia, sono parte) stava discutendo la possibilità di sanzioni nei confronti della Russia. Gemellaggio decisamente inopportuno, dunque, più prudente attendere gli eventi.

Nella riunione è parso (ma fu solo per un attimo) che il Mungitore volesse correre in soccorso della traballante maggioranza, opponendosi con decisione alla proposta Dem di stralciare la delibera, che, pertanto, è stata posta in approvazione; ma il presunto soccorritore (unitamente ai consiglieri del suo gruppo e a Francesca Chessa) ha poi votato contro la delibera stessa, “mandando a bagno” (e non esattamente in limpide acque di fonte) i suoi – a volte – amici – a volte – avversari della traballante maggioranza (si ribadisce il concetto di maggioranza tremula, a vantaggio di chi non se ne fosse ancora accorto). 
Non è che per un voto negato su un gemellaggio la maggioranza debba andare in crisi, ce ne sono ben altri, di motivi … 
Certo è che la figura di “menta” nei confronti dei russi è sicura. Alcuni si chiedono se Cabella dovrà restituire i centomila rubli, pardon, euro alla Fondazione Suvorov, alla quale era stata promessa anche una stanza a Palazzo Dellepiane. Altri si domandano che fine faranno le famose palle a suo tempo scambiate … quelle novesi torneranno in città? Certo, sarebbe inelegante trattenere quattrini e palle. 

Infine, certuni si chiedono se il Comune manterrà l’impegno di posare un busto del Generale in una qualche sala comunale; come detto, il Generale russo partì proprio da Boroviči per venire in Italia e, nello specifico, a Novi, a combattere la celebre battaglia. Raccontano le cronache che alcuni cantori della Giunta, nell’agosto 2020, durante una manifestazione ufficiale abbiano dichiarato (notizia inedita) che: “… in quella occasione l’Amministrazione Comunale si riunì in seduta permanente per tutta la durata della battaglia e, al momento della vittoria, alcuni russi entrarono nella sala distruggendo mobili e malmenando i consiglieri”. Insomma, Suvorov, o chi per lui, nel lontano 1799 le avrebbe “suonate agli amministratori novesi. Per ringraziare il Generale russo del gesto (si rammenta che non era il 1999 l’anno in cui in Comune c’erano i bolscevichi, bensì il 1799: vuoi vedere che si trattava di Amministratori comunali filo-francesi?) Cabella & Company prepareranno il tanto agognato e bramato busto, da collocarsi, presumibilmente, proprio nella Sala consiliare, ad imperitura memoria delle botte ricevute dai novesi. Superlativo.

Divorzi

Nella successiva seduta del 28 febbraio, Cabella & Co. sono nuovamente andati a bagno, e non già nelle acque del fiume Msta, che scorre nella città russa. Questa volta Sindaco e maggioranza sono naufragati su una variazione del Dup (Documento unico di programmazione), strumento molto importante per la gestione di un Comune, con otto voti di consiglieri contrari, due astenuti e solo sei favorevoli; ancora una volta la maggioranza – già traballante – barcolla, e non solo per colpa o merito dei comunisti che, pare, il Presidente del Consiglio veda annidati in ogni cantone della città e a causa dei quali non dorme sonni tranquilli. Il Sindaco, da par suo, dopo aver preso le botte – non dai nipotini di Surovov, ma dai suoi ex tovarisch ‘d Neuve (divorzisti) – ha dichiarato che i “rubli” russi sono stati posti nel freezer, e che lì giaceranno fino a quando i russi non passeranno all’incasso.

Il lupo perde il pelo … ma non il selfie

Selfie-man ha fatto sapere che sta realizzando una nuova, grande opera: la sistemazione del porfido in alcune vie della città, in stato comatoso da mesi, annunciando poi, con la dovuta solennità, che a seguire si occuperà anche delle riasfaltature (seconda grande opera). Ponendo in primo piano e in bella mostra il suo faccione, ha concluso il post scrivendo: “Non ci si ferma mai”, della serie: “Chi si ferma è perduto”.

Piazza pan di Spagna

Il mercato degli ambulanti di Forte dei Marmi è stato organizzato, con il patrocinio del Comune, nella piazza ex corriere di via Pietro Isola, oggi rinominata dal volgo piazza Pan di Spagna; si tratta della medesima piazza ove era stata ospitata, la scorsa estate, la manifestazione meroliana “Bravissima”, ove è già annunciata la replica con l’edizione di questo anno, nonché una gara di karting. I commercianti hanno protestato … forse non comprendono la ragione per la quale tali manifestazioni si svolgono sempre e solo a piazza Pan di Spagna (per l’occasione una pasticceria in loco è stata aperta fino alle 20). Ai posteri …

Il Malalingua



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