Nel gioco di Bertoli è il gatto che rischia di essere mangiato dal topo

La prima reazione che ho avuto ieri mattina leggendo le notizie che riguardano la nostra pubblica amministrazione è stata quella di ritornare ad una vecchia lettura di un classico della psicologia contemporanea dal titolo “a che gioco giochiamo” di Eric Berne.

Da mesi, ormai anni, stiamo assistendo ad un tira e molla stucchevole di una maggioranza non più maggioranza ma che potrebbe esserlo nuovamente fino allo scompaginamento definitivo. In questo gioco non si capisce chi è il gatto e chi è il topo. il tutto sotto gli occhi degli attoniti novesi costretti a sorbirsi quotidianamente annunci roboanti di investimenti epocali, senza vedere alcuna parvenza, straccio di programma o piano finanziario.
Credo si stia giocando al gatto con il topo senza sapere se il gatto mangerà il topo o avverrà il contrario. Mah!. Di certo c’è che nelle teorie di personalità, di sviluppo, di comunicazioni relazionali che ci è dato a vedere dovremmo chiedere un necessario approccio psicoterapeutico da obbligare lo psicologo canadese Berne, se fosse ancora in vita, a rivedere in peggio le sue teorie.

Andiamo per ordine. Da quando a Cabella è capitato di sedersi sul massimo scranno cittadino ha dovuto fare i conti con le intemperanze di Marco Bertoli, allora capo gruppo Lega, che aveva capito, da subito, l’insofferenza di tutti, me escluso, nei suoi confronti. Anzi, più volte ho invitato i miei colleghi di giunta e membri di consiglio ad avere più pazienza e dialogo con l’intemperante Mungitore visto che la compagine uscita vincitrice delle elezioni non pareva, e oggi men che meno, una solida garanzia di virtuosa proposizione e continuità.
Sono passati quasi tre anni da allora ed è successo di tutto a quella che fu una maggioranza a guida leghista. Licenziamenti, defenestrazioni sommarie, abbandoni politici, invasioni barbariche di competenze, insulti espressi e velati oltre i limiti, giudizi pesanti su vizi privati e pubbliche virtù di questo e quella, confusione di ruoli, eccesso di disinvoltura con i soldi dei contribuenti. Il tutto accompagnato da un’inesorabile decadenza cittadina finita inopinatamente in mano a dilettanti allo sbaraglio che credono di essere diventati per magia occulta salvatori della patria. Negli ultimi mesi si sono diffuse voci sempre più insistenti sulla prossima caduta della giunta Cabella da parte di fuoriusciti della maggioranza che non solo hanno messo in minoranza il sindaco più volte ma hanno espressamente prefigurato una fine ingloriosa vista la conclamata dabbenaggine e mancanza di vera personalità e, aggiungo anche io, unita ad un generale decadimento cittadino facilmente rilevabile, basta guardarsi intorno.
Questo processo sotterraneo non ha ancora espresso una data di fine corsa ma la stessa è stata valutata da molti indispensabile per il bene di tutti. Quante volte abbiamo sentito Bertoli rimbrottare la maggioranza o il suo rimasuglio, come l’ha battezzata lui, su temi svariati. Quante volte gli abbiamo sentito dire che o si fa come dice lui o si va a casa. Sembrerebbe, dalle sue parole, che la chiave per il fine corsa di Cabella e soci ce l’abbia in mano lui, ma non si riesce a capire se questa sorta di “golden share” verrà usata o meno. Pochi giorni fa mandò in minoranza il sindaco sul Documento Unico di Programmazione, oggi dichiara di votarlo nel prossimo consiglio comunale del 21 p.v. e di votare anche il bilancio peraltro non ancora pronto e pieno di incognite.

Nel gioco del gatto col topo se lui è il gatto il topo si è trasformato in una nutria e ha messo paura al gatto?. In questo balletto stucchevole e apparentemente privo di senso ci sono gli interessi dei novesi ai quali occorrerà dire quando, come e dove verranno realizzate le loro aspettative invece di propinare loro un gioco infantile e semiserio. Quando si minaccia di prendere una decisione è perchè ci sono validi motivi di interesse pubblico già conclamati. I tre punti imposti da Bertoli alla sua maggioranza nulla hanno a che fare con il DUP e non si capisce allora perchè non lo abbia votato prima.

Intanto serpeggia tra le argomentazioni dei novesi un venticello simile a quello descritto da Gioacchino Rossini nella cavatina di Don Basilio nel Barbiere di Siviglia…“la calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar“…. Se Cabella e soci sono meritevoli di sfiducia lo si dica chiaramente nel bilancio di previsione che è la massima espressione politica e amministrativa di una maggioranza, vera o fittizia che sia. Il bel gioco dura poco e non vorrei che qualcuno rimanesse imprigionato nell’ingranaggio da lui stesso costruito. 

Costanzo Cuccuru – Area Civica Insieme per Novi.



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Costanzo Cuccuru - Area Civica Insieme per Novi

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