Vicenda Cit, propaganda o informazione?

Il termine “propaganda” è un sostantivo femminile molto usato, soprattutto in politica. Viene usata, solitamente per magnificare strumentalmente una o più azioni pubbliche, da un partito, un gruppo, un “cerchio magico”, che oggi va di moda, una amministrazione o un singolo i quali possono usarlo cercando di conquistare il favore di un pubblico o di una comunità.

Spesso il termine “propaganda” viene usato strumentalmente, di solito senza nominarlo, per influenzare il pubblico con grossolane deformazioni o falsificazione di notizie. In pratica tra propaganda e verità quasi sempre intercorre un abisso ma è la via più breve per nascondere o non ammettere un fallimento o una incapacità di programmare e realizzare.
Ognuno lo fa a suo modo ed oggi, con il dilagare di social network, è facile comunicare, con o senza selfie a cui siamo ormai abituati. Leggo con immutata preoccupazione sulla vicenda Cit che ha visto una sentenza interlocutoria del giudice preposto che ha deliberato per il concordato di continuità dopo aver valutato, su proposta del Pubblico Ministero, anche una istanza di fallimento. Intendiamoci, chiunque venga incaricato di un servizio e non viene pagato ha diritto di farsi le ragioni anche a rischio di conseguenze sproporzionate, apparentemente, rispetto ad un problema più grande come quello ancora in corso della cessione Cit alla società Trotta Bus di Roma.
Per essere obiettivi è stata una sentenza logica quella di rimandare, ripeto rimandare, la soluzione sulla vicenda dei due consulenti assunti prima si e poi no, incaricati e non pagati.
Sentenze o non sentenze esiste il diritto di essere pagati per un lavoro che, per un socialista liberale come me, è un principio sacrosanto. Per questo diritto sono ancora più preoccupato per la situazione che i dipendenti Cit devono subire ormai da anni. Avrei partecipato anche io all’offerta dei fumi dell’incenso acceso dai leoni da tastiera o da certa carta stampata che hanno magnificato, si fa per dire, l’operato di sindaco, nipotino ed il nuovo “deus ex machina” con tutto il codazzo vero o finto che ruota intorno a questa tragica vicenda politico amministrativa.
I dipendenti da un anno circa vivono con le loro famiglie a forza di acconti mangiandosi quei pochi risparmi accumulati in anni di lavoro e facendo fronte ad obblighi accesi in tempi più fecondi. Il “soccorso finanziario” è da anni proibito dalla legge, quindi il comune proprietario non “potrebbe”, il condizionale è d’obbligo, far fronte con proprie risorse. Ma la tragedia che si sta consumando è ben più grave dei problemi contingenti e riguarda il futuro. Debiti verso fornitori, parco macchine con una vetustà media di 25 anni, Tfr a secco e senza certezza di onorabilità, servizi multipli che potrebbero vedere la loro continuità come la loro dismissione con il nuovo socio subentrante. dopo il fallimento politico della maggioranza-non maggioranza “cabelperocchiana” il tutto si è trasferito in Tribunale sotto la guida di un giudice chiamato a dirimere l’intricata vicenda. Per questo motivo il giudice stesso ha chiesto la garanzia fidejussoria di svariati milioni di euro, gli stessi denunciati dai consulenti incaricati e non pagati, che adesso Trotta Bus deve presentare unitamente ad un piano di risanamento e rilancio.
Se il buon giorno si vede dal mattino non c’è da stare allegri visti gli esiti attuali ad Ovada dove la Saamo, entrato a far parte dell’universo Trotta Bus, non ha ancora visto neppure il cambio di una gomma. Intanto la preoccupazione che deve riguardare i novesi e loro circondario, visto che il problema riguarda l’intero comprensorio novese, è relativa agli impegni che riguardano l’amministrazione comunale che dovrà fare fronte alla fidejussione firmata a favore del Cit per il mutuo del movicentro e che residua per circa 1,7 milioni di euro e che peserà sulla già difficoltosa gestione economica finanziaria della città.
Se poi aggiungiamo una prevedibile modifica, al rialzo si intende, delle quote orarie di parcheggio e all’incognita di un problematico utilizzo dei fondi regionali derivati dal Pnrr, possiamo prevedere quasi certamente un futuro buio. Sono pessimista? può darsi, ma sarei davvero lieto se tutti questi problemi venissero risolti al meglio possibile visto che non possiamo far altro che prevedere il male minore e non la piena risoluzione di tutta la vicenda che, ricordiamolo, ha visto parecchi soggetti amministrativi e politici manifestare riserve e palesi illegittimità sotto lo sguardo distratto degli attuali estensori di fumo di incenso che in città sono ormai pochi mentre i delusi aumentano con cadenza quotidiana. 

Costanzo Cuccuru – Area Civica “Insieme per Novi”.



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Costanzo Cuccuru

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