La “scena muta” di Moncalvo sul bilancio consuntivo

Si è svolto ieri sera il consiglio comunale chiamato a votare il rendiconto di bilancio della città di Novi Ligure. 
Molte le domande avanzate dall’opposizione all’assessore al bilancio Edoardo Moncalvo, che ha sostanzialmente fatto “scena muta”, promettendo risposte alle domande dei consiglieri dopo che avrà sentito gli uffici. «Credevo che le domande si fossero esaurite in commissione» ha detto Moncalvo per giustificare la sua impreparazione. «Questo bilancio riguarda più il mio predecessore, io sono arrivato solo a Novembre. Nel prossimo saprò rispondere in maniera più puntuale». 
A difesa di Moncalvo si sono levate solo le voci di Giacomo Perocchio e Luisa Baruffa. Silenzio anche da parte del sindaco (che ha taciuto tutta la sera), come fatto rilevare dalla consigliera Francesca Chessa. 

«Il dato politico fondamentale di questo rendiconto – ha detto il capogruppo Dem Simone Tedeschi – è che i vari settori del comune avevano a disposizione risorse economiche che non hanno speso. Il fatto che dai banchi della giunta non arrivi nessuna spiegazione sul perché queste risorse della città per la città siano state tenute ferme in un momento simile, è incredibile». 

La giunta non ha saputo spiegare il motivo degli avanzi che sono emersi dal rendiconto. Ad esempio, il settore affari sociali ha avanzato 276mila euro, in un anno di grande difficoltà per le famiglie causa covid. Avanzati anche 435mila euro di spese per il personale, 60mila per la pubblica istruzione e 170mila per la biblioteca. 

«È evidente che voi non avete in mano la macchina comunale, non governate il bilancio – ha detto Muliere – la prima attenzione di una amministrazione deve essere legata al bilancio e alla sue risorse. Risorse che non sono state spese, e non sapete neppure perchè». 

«Sulla tari la questione della legittimità è tutt’altro che risolta – ha detto Tedeschi riferendosi alla relazione del Dottor Pellegrin – inoltre la manovra Imu, su cui lo scorso anno è stata incentrata la propaganda leghista, conti alla mano dimostra che l’abbassamento dell’aliquota valeva meno della metà di quello che è stato propagandato lo scorso anno, ma sopratutto degli sgravi fiscali promessi alle attività produttive non è stato erogato un centesimo». Su questi punti, non è stata data risposta né dall’assessore Moncalvo, né dagli altri membri della giunta. Era assente l’assessore alla cultura Andrea Sisti. 

In sintesi, ha sostenuto l’opposizione, l’analisi ufficio per ufficio del rendiconto dice che circa un milione e mezzo di risorse assegnate non sono state spese.  Anche Marco Bertoli di Solo Novi ha attaccato duramente la giunta, accusandola di essere amministrativamente paralizzata da tempo. Bertoli ha comunque dichiarato di astenersi sul rendiconto, così come ha annunciato che farà sul bilancio di previsione, perché «la città non può stare senza un bilancio. Se arriverà un commissario, dovrà avere un bilancio su cui portare avanti la città». 
In finale di consiglio, soliti scontri tra il presidente Poletto e il gruppo di Solo Novi. 

Alla fine il conto consuntivo è stato approvato con 8 voti a favore, 3 astenuti (il gruppo Solo Novi) e 6 voti contrari (Dem e 5 stelle).



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