Rumenta gate, la relazione del comune: il piano economico Tari “non è congruente”

Siamo riusciti a sbirciare la famosa relazione sulla Tari che ha fatto dichiarare all’assessore al Bilancio Edoardo Moncalvo che i novesi hanno pagato la giusta cifra di Tari. Letta la relazione, ci sono sorti molti dubbi sulle sue dichiarazioni. O Moncalvo la relazione non l’ha letta, oppure l’ha letta e non l’ha capita. Oppure ancora l’ha letta, l’ha capita, ma ha colto nella relazione solo gli elementi che più gli piacevano, tacendo gli altri. 

La relazione è stata stesa dal dottor Simone Pellegrin dell’azienda NeoPa di Alessandria ed è stata presentata nella commissione consiliare bilancio del 20 aprile scorso. 
Curiosamente, la stessa ditta NeoPa è stata incaricata dal comune in data 22 aprile di gestire per il comune di Novi tutta la partita della Tari, e in particolare le è stato affidato (per 5300 euro più iva) “il servizio di supporto in materia di TARI 2022-2025, comprendente, tra l’altro, la realizzazione del Piano Finanziario (parte Comune) e il supporto nella definizione del PEF complessivo”. Proprio quanto lo scorso anno il comune ha fatto in autonomia e ha fatto scattare il cosiddetto “rumenta-gate”. 
Nella relazione di Pellegrin si legge nel primo paragrafo una cosa su cui forse Moncalvo ha sorvolato, e cioè che “con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 52 del 30 giugno 2021 è stato approvato un Piano economico finanziario (PEF) TARI non congruente rispetto alle disposizioni dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA)”.

Quindi il caso esiste, eccome. La delibera del comune (che ha aumentato del 9,6% la Tari dei novesi) non è conforme alle disposizioni dell’autorità di regolazione, che è stata creata apposta per fissare i criteri che il comune non ha osservato. 
La relazione di Pellegrin, che comprensibilmente cerca di dare un colpo al cerchio e l’altro alla botte, spiega però abbastanza bene cosa è successo. Nel 2019 Arera ha introdotto il cosiddetto Metodo Tariffario per la determinazione delle entrate relative alla gestione dei rifiuti. Coerentemente con il metodo di Arera, il comune ha fornito a Gestione Ambiente (società affidataria dei servizi di raccolta e spazzamento dei rifiuti) i suoi dati di costo. A suo volta Gestione Ambiente ha inviato la documentazione al Consorzio Servizi Rifiuti (CSR) che ha provveduto a compilare il Piano economico finanziario e ha inviarlo al comune, per deliberare le tariffe Tari. 
I consiglieri comunali (di maggioranza) hanno però approvato una delibera contenente un piano finanziario differente da quello inviato dal Csr. Un piano maggiorato, probabilmente a loro insaputa. 
La relazione prosegue disquisendo sulla regolarità delle decisioni prese dal comune, e sulla legittimità delle disposizioni di Arera. In sostanza, al comune risultavano costi superiori a quanto stabilito con il metodo tariffario, e si è scelto di tenere conto dei costi reali (per il comune) anziché dei costi certificati dal Csr. Questo per evitare un possibile “buco” nel bilancio, da coprire negli anni successivi. 
La relazione precisa che “è comunque rilevabile che nel caso specifico …. i costi effettivi ed i costi “efficienti” (determinabili secondo la disciplina ARERA) non generano uno scostamento eccessivamente rilevante e comunque non tale da inficiare la legittimità delle stesse tariffe determinate”. Insomma, i conti sono differenti e le tariffe avrebbero dovuto essere differenti, ma lo scostamento non è “eccessivamente rilevante”. Certo, sopratutto se lo scostamento grava sulle tasche dei cittadini.

Restano ferme alcune domande. Perché l’assessore Delfino allora in carica, che è uno dei massimi esperti di questa materia, non ha comunicato ai consiglieri che era stato deciso di non tenere conto dei conti del Csr? Perché il comune, vista la difformità dei Pef, non ha provveduto a comunicare al Csr che i conti non gli tornavano, invece che limitarsi a correggere gli importi ricevuti? 
Perché c’è stato bisogno di una interpellanza dell’opposizione, per far emergere questa decisione?

Nel consiglio comunale tenutosi ieri sera il capogruppo Dem Simone Tedeschi ha posto queste – e molte altre – domande all’assessore al bilancio. Nel prossime ore sul Moscone l’articolo sul consiglio comunale. 

La relazione si conclude con una raccomandazione: “per il futuro il suggerimento è sicuramente quello di procedere con la predisposizione di un unico Piano Finanziario, basato sui criteri di cui al MTR-2 nel frattempo emanato dall’Autorità con Deliberazione 363/2021/R/Rif, considerando comunque la necessaria copertura integrale dei costi del servizio così come disciplinata dalla legge attualmente vigente”.
Insomma, dice il consulente, la prossima volta cercate di seguire le regole di Arera. E infatti, il comune lo ha incaricato di occuparsene… 

(foto di apertura tratta dall’articolo di Panorama di Novi del 11 febbraio 2022, pag. 5)



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