I diritti dei lavoratori vanno rispettati, anche al Cit

Quando si amministra, soprattutto nella cosa pubblica, capita spesso di fare cose che possono essere definite arroganti. Deriva dal termine latino “arrogantia” che significa, fin da allora, esercitare con senso di superiorità un preteso esercizio verso altri senza averne diritto.

In giurisprudenza il termine latino “ad rogare” significa appropriazione di ciò su cui non si possono vantare diritti, peggio ancora se sono diritti di altri. In questo caso si entra a pieno nel campo della protervia e ignoranza.
È il risultato odioso di chi crede di poter agire da posizione di dominio prevaricando regole e diritti che devono essere gestiti con equità e senza pregiudizi. Il perchè di questa apparente filippica è presto svelato.

Mi giunge notizia che, per non farci mancare niente, la gestione del CIT ha aggiunto una “perla” al suo corollario di tormenti, incertezze e precarietà. E’ infatti noto a tutti che i dipendenti della “nostra” azienda trasporti stiano vivendo mesi, ormai anni, difficili per non dire drammatici. Da lunghissimo tempo i lavoratori non ricevono quanto loro dovuto e alle incertezze aziendali devono aggiungere anche la precarietà finanziaria della propria famiglia sopravvivendo con acconti e senza vedere la luce in fondo al tunnel.
Tempo fa veniva affisso in azienda un comunicato a firma dell’Amministratore Unico Silvio Mazzarello che gli stipendi di aprile sarebbero stati erogati con acconto ed il saldo sarebbe stato saldato il 12 maggio. Fin qui nulla di nuovo, i lavoratori Cit sono ormai abituati a questi spizzichi e bocconi.
In questa ultima tornata retributiva però si è consumata l’ennesima dimostrazione di arroganza e pregiudizio di cui ormai questa amministrazione politico-familiare ci ha abituati. Non li nomino più perchè ormai il quadro è chiaro e in fase di smantellamento come la ruota panoramica di piazza del Maneggio che mestamente sta per lasciare la nostra città.
Ebbene il 12 maggio il saldo di aprile è arrivato per tutti meno due. Senza un apparente motivo un rappresentante sindacale ed un altro dipendente sono rimasti inspiegabilmente fuori dal pagamento di quanto loro dovuto. Chiunque sia armato di equità e buon senso, non quello della rivoluzione di Cabella & C., avrebbe diviso la somma disponibile per tutti i dipendenti, nessuno escluso. Invece no, due sono stati esclusi e tra questi anche un rappresentante dei lavoratori il che ci farebbe pensare ad un pregiudizio o ad una ritorsione per qualcosa detta?, scritta?….Haaaa saperlo.
Di certo non può trattarsi di una sanzione disciplinare perchè in questo caso ci sarebbe stato un preventivo percorso sanzionatorio motivato da fatti financo delittuosi, diversamente si può pensare che l’insano provvedimento sia viziato da ritorsione gratuita e pregiudizio in palese violazione della legge. Aspettiamo le motivazioni dell’azienda ma di certo c’è che questi “parvenu” della politica si stanno comportando in modo non solo discutibile ma in modo eccessivamente disinvolto fino a sostituire la legalità, proprio in questo periodo di concordato preventivo sancito dal giudice. con la loro dabbenaggine e arroganza. Arroganza, si proprio lei, che è il peggior cappello che uno possa mettersi in testa senza pensare che la moderazione e l’equità sono l’abito migliore che una persona possa indossare per dimostrare realmente la sua forza e il suo valore.

Costanzo Cuccuru – Area Civica Insieme per Novi



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Costanzo Cuccuru - Area Civica Insieme per Novi.

Un pensiero su “I diritti dei lavoratori vanno rispettati, anche al Cit

  1. Ho imparato a non stupirmi più di nulla, resto sempre più perplesso e basito.
    Debiti verso i dipendenti, e di notevole entità aggiungo, si riscontrarono e comunicarono già nell’agosto 2019.
    Ma il Cit è in concordato di continuità o preventivo?
    Ad ogni modo, i dipendenti vessati hanno ogni diritto di tutelarsi nelle opportune sedi.
    Stante la situazione in essere, i due esclusi, dovrebbero informare immediatamente il Magistrato preposto alla trattazione del “fascicolo”.
    Spiace che si sia arrivati a questo punto.

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