Termovalorizzatore, chiaroveggenza o allucinazione?

A quasi due terzi del mandato amministrativo la Lega, soprattutto e sopra tutti, insiste per progettare in tempi brevi un inceneritore meglio battezzato come termovalorizzatore per rendere la pillola meno amara. La questione è annosa ed è datata ancora al tempo del sindaco Mario Angeli quando l’ottimo, e compianto, amministratore Oreste Soro proponeva uno studio di fattibilità per la realizzazione dell’impianto a Novi Ligure.

A quell’epoca i dati di raccolta differenziata erano molto bassi e si realizzò un impianto di separazione automatica di quasi tutto il conferito per raggiungere una percentuale quantomeno accettabile. Il sistema di raccolta e smaltimento raggiunse un risultato apprezzabile ma niente a che vedere con le disposizioni di legge attuali che prevede di raggiungere oltre i tre quarti di differenziata entro pochi anni.
Novi, che a quel tempo otteneva risultati migliori di tanti altri centri ha invertito la rotta in questi anni anche perchè proponendo, senza riuscirci, un sistema diverso ha dovuto forzatamente adattarsi, in forte ritardo, al nuovo sistema del porta a porta.

L’operazione non è stata indolore perchè questo lungo contrattempo ha avuto un costo per gli utenti novesi da aggiungersi agli ingiustificati aumenti Tari ed in attesa della tariffa puntuale che, con questi chiari di luna attuali, sarà certamente un ulteriore aggravio per tutti noi. Ripeto con questi chiari di luna, perchè la confusione regna regina nella compagine lego-forzista e il sistema tariffario si adatterà pedissequamente ai costi di gestione buona o cattiva che sia.
La attuale amministrazione non pare proprio che potrà produrre equità e qualità di gestione. Se i vincenti si riconoscono alla partenza abbiamo poco da sperare in bene con l’attuale compagine. Scrivere un programma elettorale, si sa, è facile, si tratta semplicemente di scrivere tutto ciò che piace o potrebbe far piacere agli amministrati compilando una sorta di libro dei sogni per compiacere ipotetici strati elettorali ritenuti vicini e promettere un miglioramento gestionale che, come nel nostro caso, oltre a parole vuote rimane tutto al palo.
Il termovalorizzatore a Novi è stato scritto nel programma di Cabella e soci, ma dallo scrivere al fare di mezzo c’è un mare e non solo di rifiuti. Per studiare questo tema ci sono soggetti ad hoc indicati con tanto di deliberazioni legislative regionali che devono essere rispettati fino a disposizioni ufficiali diverse.

Questo soggetto a Novi, Tortona e dintorni è il Consorzio Smaltimento Rifiuti oggi presieduto da Angelo Ravera, detto “Mimi” per gli amici, che pare essere diventato una sorta di fantasma per questi parvenu ormai conclamati, visto che non lo hanno convocato sia per trattare il termovalorizzatore, sia per la determinazione delle tariffe Tari. Anzi, per queste ultime ha presentato uno studio della società Paragon Business Advisors S.r.l. che ha certificato un aumento Tari ingiustificato, voluto dal Comune, poi sconfessato dalla NeoPA S.r.l. di Milano che ha certificato esattamente il contrario. Il tutto già in essere e già applicato e pagato dai contribuenti ed avallato dal neo assessore Moncalvo che candidamente asseriva in consiglio comunale che sono state e saranno applicate le normative Arera che fino ad ora non ha espresso alcun parere.

Vuoi vedere che Cabella, Moncalvo e soci riescono a vedere oltre con doti sublimi di chiaroveggenza? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto la disputa sui rifiuti si sposta su chi farà l’inceneritore. Da tempo Giorgio Pafumi sostiene che spetterà ad Acos il compito e guai a lui se disobbedisce, in questo periodo di purghe sommarie a questi parvenu non resta che imitare il dantesco Minosse che giudicando i lussuriosi ..”giudica e manda secondo ch’avvinghia” ….all’Inferno naturalmente.

Quindi non più il Csr preposto? O forse una nuova società che sarà fondata per fusione tra tutti i soggetti giuridici interessati al ciclo completo dei rifiuti? E se sarà così come potranno agire i soggetti interessati senza una indagine di mercato, senza un piano regionale che dovrà decidere se oltre al Gerbido di Torino ci saranno altri impianti in regione o se ne farà un altro? E se se ne farà un altro, deve per forza essere Novi Ligure il posto deputato? sulla base di che cosa o, meglio, per volere di chi? Qui si sta vendendo la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

Intanto il sindaco di Genova Bucci, con Toti d’accordo, in un primo tempo possibile socio ligure di un nuovo soggetto giuridico ad hoc costituendo nella nostra città pare si stia indirizzando verso l’area spezzina per risolvere il problema ligure lasciando a Novi e suoi neofiti dirigenti, o presunti tali, a litigare come i quattro capponi manzoniani che Renzo portava all’avvocato Azzeccagarbugli per salvare il suo matrimonio.

Ricapitolando, un casino dove non ci si capisce un accidente ma che viene presentato come prossimo realizzo senza avere l’autorizzazione nè ligure nè piemontese. Se sarà un problema di chiaroveggenza o di allucinazione lo sapremo a tempo debito. Ma se ci vogliono tre settimane per aggiustare un semaforo pensiamo davvero che questi abbiano poteri di interdizione necessari a risolvere un problemone come il termovalorizzatore?

Costanzo Cuccuru – area civica “Insieme per Novi”



Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone oppure per "dire la tua" scrivici su WhatsApp al numero +39 320 713 7299 (no telefonate)

Condividi questo articolo

Costanzo Cuccuru

Torna in alto

Contact Us