A proposito della petizione sul Parco Castello

Qualche giorno fa “il Moscone” ha pubblicato la petizione sul parco Castello, provocando una notevole discussione in città. La stessa petizione era stata già pubblicata da altri, senza particolari echi, ma si sa che il Moscone fa discutere, è nella sua natura. 

Ho avuto modo di leggere la petizione originale, corredata dalle firme, che sono meno di una trentina. Un po’ poche, forse, per un tema così importante. Magari gli estensori sono stati un po’ pigri nella condivisione dei loro intenti. 
In generale, la petizione punta il dito contro il degrado del parco e su quanto, a loro avviso, sarebbe meglio non farvi. 
Ancora una volta torna in ballo la vicenda della discoteca (correva l’estate del 1999), il parco avventura, ecc. Insomma, pare che ogni cosa che si sia fatta in castello sia stata sbagliata. 
Ma il fulcro della petizione sta nel grosso problema di oggi, almeno secondo gli estensori: i ragazzini in bicicletta. 
Nel giugno scorso sono andato a vedere la Piemonte cup organizzata dall’associazione sportiva novese “I cinghiali”. Se non ricordo male, furono 700 i partecipanti che, tenuto conto degli accompagnatori, mi fa stimare che la manifestazione abbia portato in città circa 3mila persone. Se in quell’occasione l’animatore dei cinghiali Luigi Fiorone avesse raccolto firme su una qualche petizione, sarebbe andato ben oltre la trentina. 

Negli ultimi anni ho partecipato alle iniziative di pulizia del parco promosse dalla proloco di Marco Barbagelata. Avendo preso scopa e rastrello, mi sento titolato di dire la mia sul parco più di chi, magari, lo fa dal suo salotto. Ho potuto vedere come, anno per anno, il parco sia sempre più pulito. Chi continua a pensare che “in castello ci sono solo i tossici” si faccia un giro di persona. 
Questo non vuol dire che tutto va bene: molto c’è ancora da fare, atti vandalici ce ne sono ancora (lo sanno bene quelli della proloco), e sicuramente serve maggiore sorveglianza. Ma dire che il parco è terra di nessuno è sbagliato. 

“Il recupero e la valorizzazione – scrivono gli estensori della petizione – dovrebbero essere orientati al riordino dell’area puntando esclusivamente su percorsi pedonali, poiché la promiscuità ciclopedonale, che di per sé non contribuisce ad incrementare l’offerta turistica, verrebbe ad alterare la vocazione stessa del parco, che è quella di polmone verde della città, e dunque meta di passeggiate e di soste contemplative”. 
Insomma, pare che l’unica strada per valorizzare il castello sia vietarlo alle biciclette, e dedicarlo a scopi “contemplativi”. Non sono per nulla d’accordo: vietare il parco a ragazzi che fanno sport mi pare francamente un stupidaggine. 

Ma perché ultimamente è tornato di attualità il futuro del parco? Perché i fondi del Pnrr hanno assegnato al suo recupero la cifra di 3,5 milioni di euro. Una cifra forse spropositata, basti dire che al castello di Mirandolo sono stati assegnati 1,9 milioni e a quello di Racconigi 2 milioni. Ma a Mirandolo e Racconigi i castelli ci sono ancora, mentre a Novi è rimasta solo la torre e il castello è stato abbattuto nel 1777. Spendervi sopra quella cifra non è facile. Ma si sa che un modo di spendere i soldi si trova sempre. 

Nel giugno scorso, negli ultimi giorni della giunta Cabella, presso il museo dei campionissimi venne organizzato un incontro pubblico con la cittadinanza (che non venne perché l’incontro non fu molto pubblicizzato) con il progettista dell’intervento, Enrico Frigerio. Allora il progetto ancora non c’era, oggi c’è (il commissario Ponta ha approvato il 3 agosto il progetto di fattibilità tecnico economica) ma non si sa cosa c’è scritto dentro. L’unica cosa che si sa (dalla delibera) è che lo studio di Frigerio ci è costato 60mila euro. 

3,5 milioni, lo ripeto, sono una cifra grande, forse troppo da spendere sul parco. Un po’ di trasparenza in più, anche in tempi di commissariamento, non guasterebbe: cosa c’è scritto nel progetto? 

Su una cosa gli estensori della petizione hanno ragione: dal 15 marzo, data di presentazione della petizione, una risposta il comune poteva darla. Ma non scopriamo certo oggi che l’ex sindaco non era molto portato per i rapporti con i cittadini. 



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

Un pensiero su “A proposito della petizione sul Parco Castello

  1. Quando si vuole spiegare che cos’è la strumentalizzazione, basta prendere ad esempio questo articolo.

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