La punta dell’Iceberg

Non ci si soffermerà sulla dichiarazione d’intenti elettorale avvenuta nell’ormai lontano 2019, appellata “rivoluzione del buon senso”, dichiarazione che, cammin facendo, è divenuta “l’involuzione del non senso”. Si rammenterà solo che il leitmotiv dell’ispiratore, nonché nipote del Sindaco, era: quanto è stato precedentemente fatto deve essere negato e distrutto (in altre parole: tutta cacca). Si ricordano, invece, i “fasti” della “prematura scomparsa” della prima (e si auspica ultima) Giunta a trazione leghista novese del secondo dopoguerra (non si indispongano i supini alleati).

Ad perpetuam rei memoriam, si ricorda che il primo bilancio di previsione comunale dell’era leghista era stato approvato – prova di “indubbia efficienza” – ad anno inoltrato (fine agosto), con ben otto mesi di ritardo. Responsabile del documento, al tempo, era lo stesso Sindaco; si potrebbe affermare ci avesse “pensato a lungo”, ma, in realtà, nell’occasione erano pubblicamente emersi i primi problemi della maggioranza, meglio identificati come scricchiolii, fino a quel momento rimasti nelle segrete stanze. E si trattava solo della punta dell’iceberg.

Ad perpetuam rei memoriam, si rammenta che, fra le varie altre questioni, uno dei “casus belli” del suddetto bilancio riguardava la gestione degli impianti sportivi, fino a quel momento governato dai “bolscevichi” del Comitato SportinNovi. La furia distruttrice della ex Amministrazione avrebbe voluto che l’esperienza di gestione degli impianti, maturata dai volontari del Comitato e consolidata in oltre venti anni di attività, fosse estirpata come la gramigna nei campi di grano. Non tutti però, nell’allora maggioranza, la pensavano come i novelli Robespierre: e così dalla querelle era nata una sorta di telenovela, tra stop and go, protrattasi fino al giugno scorso.

Ad perpetuam rei memoriam. Coloro i quali affermavano di voler abbassare le tasse, decidevano altresì (all’insaputa di una parte di loro stessi, selfie-man in testa) di aumentare la tassa Imu per i proprietari di case che affittavano a canone controllato. Leggasi: Cabella per il sociale. Il ricavato di tale aumento, si diceva (forse questa pensata fu frutto dell’insonnia del nipote del Sindaco), dovesse andare a favore delle attività economiche in difficoltà; invece non è stata mai liquidata alcuna somma per le suddette attività. Forse, se ne erano dimenticati.

Ad perpetuam rei memoriam. A proposito di Cabella per il sociale: non si dimentichi la tentata soppressione dello sportello immigrati, ipotesi che aveva subitaneamente destato vibrate proteste, tanto che il servizio era stato poi ripristinato, sebbene in piccola parte. I quattrini risparmiati, si diceva, sarebbero andati a favore di uno sportello per aiutare in vari ambiti gli ultrasessantacinquenni; ma di tale progetto non abbiamo notizia.

Ad perpetuam rei memoriam, si ricorda l’aumento della tassa rifiuti per il 2021, che i novesi hanno pagato, aumento, a quanto pare, illegittimo. A dimostrazione dell’efficienza dell’allora Amministrazione comunale, si rammenta che l’aumento dell’aliquota della tassa era stata stabilita, in un primo momento, al 16%, poi ridotta al 9,6%; forse gli allora lungimiranti Amministratori erano stati folgorati sulla via di Damasco? O forse, tra una decisione e l’altra, avevano riparato la calcolatrice, rielaborando i conti e cambiando idea? Come si suol dire, avevano fatto i conti senza l’oste: il Consorzio preposto a legittimare o meno tale decisione, ha sentenziato che anche l’aumento del 9,6% era illegittimo. Intanto, però, i novesi hanno pagato più del dovuto. E comunque, loro stessi si sono smentiti, in quanto, si dice che nella bozza di Bilancio 2022 – naufragato insieme alla Giunta il 1° luglio scorso – avevano fatto marcia indietro, annullando le decisioni precedenti, ma ormai fuori tempo massimo.

Ad perpetuam rei memoriam, non si dimentichi che, in forza dell’editto “quello che hanno fatto gli altri era tutta cacca”, nell’autunno 2019 era stata decisa la sospensione dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta “spinta”, poiché eredità di chi c’era prima, e dunque da cancellare. Tale sistema avrebbe dovuto portare benefici ai contribuenti virtuosi in termini di riduzione della tariffa, ma, per la sua attuazione, gli Amministratori allora in carica avrebbero dovuto approvare anche un nuovo regolamento. Ancora una volta colpiti sulla via di Damasco, costoro sono riusciti a far partire, con circa due anni di ritardo, la cosiddetta raccolta spinta (uguale a quella ereditata nel 2019) e completata solo nel mese di gennaio dell’anno corrente. Del nuovo regolamento nemmeno l’ombra; forse se ne erano dimenticati, tanto i novesi possono attendere. E, a quanto pare, in quella che ormai era divenuta quel che resta della maggioranza, non tutti erano d’accordo sulla approvazione di tale regolamento.

Ad perpetuam rei memoriam, si rammenta anche la “regalia” che Cabella, insieme al fido scudiero suo Vice, hanno elargito al dirimpettaio Comune di Alessandria. Si trattava di ripartire i quattrini derivanti dalle compensazioni del Terzo Valico; la linea ferroviaria, è risaputo, insiste per un lungo tratto sul territorio di Novi Ligure, mentre non tocca assolutamente il Comune di Alessandria, interessato soltanto perché ospita una cava per ricoverare lo smarino. Pertanto sarebbe stato logico che, nella ripartizione, il Comune di Novi dovesse avere la parte più importante del “malloppo”; ma non è stato così. L’abile contrattualista, nonché vice-Sindaco, in una memorabile trattativa ha ceduto almeno (dicesi almeno) cinque milioni di euro al capoluogo alessandrino, in quanto voleva costruire, e in fretta, il Museo del Cioccolato, al contrario del Mungitore, il quale voleva, altrettanto in fretta, realizzare l’Accademia Enogastronomica. Risultato: circacinque milioni di euro sono andati in fumo, e nessuna delle due opere è stata realizzata. Per la cronaca, ci si riferisce al mese di ottobre dell’anno 2020. In questo caso è d’uopo affermare: Cabella per Alessandria.

E, per ora, ci si ferma qui.

Il Malalingua



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il Malalingua

Un pensiero su “La punta dell’Iceberg

  1. Ad perpetuam rei memoriam: Siamo alla solita solfa.
    I corridori sono già passati ma qualcuno continua a sprecare tempo e corrente elettrica col solito refrain.
    Comunque, problema risolto. Quando mi ritrovo a leggere roba simile mi affretterò a passare oltre.

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