C’è una storia che parte da Novi Ligure, attraversa continenti e arriva fino ai vertici dell’innovazione tecnologica mondiale. È la storia del novese Davide Casella, che nei primi mesi del 2025 ha ricevuto uno dei riconoscimenti più esclusivi nel panorama dell’IT globale: il titolo di Distinguished Technologist, assegnato da DXC Technology nell’ambito dei prestigiosi DXC Tech Honors.
Un premio che, quest’anno, ha un peso straordinario: su una platea potenziale di oltre 130.000 professionisti distribuiti in tutto il mondo Davide lo ha ricevuto nel 2025. Un percorso lungo, selettivo, senza scorciatoie, più di sei mesi di valutazione formale, preceduti da un cammino di crescita e dimostrazione durato oltre tre anni. È un po’ come le Olimpiadi: la medaglia d’oro, alla fine, va a uno solo.
Per capire davvero il peso di questo riconoscimento, vale la pena fermarsi un momento a inquadrare il contesto. DXC Technology (NYSE: DXC) è una delle realtà più influenti al mondo nel campo dei Servizi IT e della Consulenza Strategica. Quotata alla Borsa di New York, con un fatturato annuo che supera i 14 miliardi di dollari, oltre 130.000 dipendenti e una presenza in più di 70 paesi, DXC accompagna grandi aziende e organizzazioni pubbliche nella trasformazione digitale, dall’intelligenza artificiale alle soluzioni cloud, dalla cybersecurity alla modernizzazione delle infrastrutture più complesse del pianeta.
Per dare un’idea della scala: con un fatturato di quella portata, DXC genera in un anno più ricchezza di quanto fatturino insieme alcune delle più grandi aziende tecnologiche italiane messe in fila. È un’azienda che opera al cuore dei sistemi che muovono il mondo, dai mercati finanziari alle reti energetiche, dalla sanità ai trasporti globali. Partner di Ferrari in Formula 1 e del Manchester United.
In questo ecosistema, il titolo di Distinguished Technologist non è una formalità. È la certificazione che un professionista ha raggiunto un livello di eccellenza tecnica, visione strategica e impatto concreto che pochissimi, in tutto il mondo, riescono a toccare.
Davide Casella porta con sé oltre vent’anni di esperienza nel campo tecnologico, con una specializzazione che si è affinata nel tempo nel settore Energy & Utility. Uno dei comparti più strategici e complessi dell’economia globale, dove la spinta verso la transizione energetica si intreccia con la necessità di sistemi digitali affidabili, scalabili e sicuri. In questo campo, Davide non si è limitato a seguire le trasformazioni: le ha guidate, lavorando a fianco dei principali clienti di DXC con un approccio che unisce profonda competenza tecnica e visione di business di lungo respiro.
La sua carriera ha una dimensione autenticamente internazionale. Ha operato su progetti strategici in più continenti, portando soluzioni trasformative in contesti culturali e di mercato radicalmente diversi tra loro. Le tecnologie su cui ha costruito la propria reputazione come IoT, Intelligenza Artificiale, architetture digitali avanzate, sono oggi al centro del dibattito globale sull’innovazione. E lui è tra i professionisti che quel dibattito lo alimentano dall’interno, come speaker riconosciuto in eventi e forum internazionali di settore, dove le sue analisi sulle tecnologie emergenti hanno contribuito ad accrescere la visibilità e la reputazione di DXC sui mercati mondiali.
Eppure, chi conosce Davide Casella sa che dietro al professionista di respiro internazionale c’è ancora, saldamente, un figlio di Novi Ligure. E questa città, in un certo senso, lo ha visto anticipare il futuro molto prima che il futuro diventasse di moda.
Agli albori degli anni Duemila, quando il web era ancora una promessa nebulosa per la maggior parte dei media locali, Davide fu tra i fondatori insieme ad Andrea Vignoli e Hermes Marenco di Novionline.net, il più longevo quotidiano di informazione online della Provincia di Alessandria, e uno dei primi e più importanti esperimenti editoriali digitali nel panorama locale piemontese.
Novionline non era semplicemente un giornale che finiva su internet. Era qualcosa di strutturalmente diverso da tutto ciò che esisteva allora nel territorio. In un’epoca in cui le redazioni locali ragionavano ancora in termini di carta stampata, edicole e tempi scanditi dai ritmi della tipografia, Novionline nasceva per portare le notizie ai lettori in tempo reale, una rottura radicale rispetto al giornale cartaceo che raccontava fatti già vecchi di ore.
Ma c’era di più. La piattaforma integrava già contenuti multimediali come foto, video e audio. Aveva spazi di interazione per i lettori: commenti, forum e sondaggi online. Una community digitale, quando la parola “community” riferita al giornalismo locale era ancora fantascienza. La piattaforma si è evoluta pensando ad accessibilità e usabilità, una sensibilità verso l’esperienza dell’utente che il mondo del design digitale avrebbe consigliato come standard solo anni dopo. Il processo editoriale era guidato dai dati come analytics sulle visite e sulle letture per articolo con un approccio che oggi chiamiamo data-driven journalism e che allora era praticamente inesistente nelle piccole realtà locali. E la pubblicità era già digitale e locale, un modello di monetizzazione che i grandi editori avrebbero adottato molto più tardi.
In poche parole: Novionline era già quello che oggi consideriamo normale. Lo era quando “normale” non esisteva ancora.
Quella visione, la capacità di leggere il futuro e costruirlo prima che arrivasse, non è mai scomparsa. Si è semplicemente spostata di scala, passando da una provincia piemontese a un palcoscenico globale.
Quando DXC Technology ha annunciato i vincitori dei Tech Honors 2025, il nome di Davide Casella era lì. Un risultato che è il frutto di anni di lavoro, di scelte coraggiose, di una curiosità intellettuale che non si è mai fermata davanti a nessun confine geografico o tecnologico.
Ma è anche, in qualche misura, un risultato che appartiene a Novi Ligure. Perché certe storie non partono dal nulla. Partono da un luogo, da una comunità, da un gruppo di persone come Andrea, Hermes e Davide che un giorno, molto tempo fa, hanno deciso che anche da qui si poteva guardare lontano.
E ci avevano visto giusto.
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