Il body positivity è un movimento che si fonda sul concetto che tutte le persone meritano di avere un’immagine corporea positiva indipendentemente da come la società e la cultura popolare vedono la forma, le dimensioni, l’aspetto ideale. 

Ho letto recentemente un articolo sulla sofferenza delle donne belle: sofferenza data da molti motivi tra i quali il fatto che le donne belle pensano e temono di essere scelte, sul lavoro ad esempio, per la loro bellezza e non per la loro competenza e poi perchè la bellezza svanisce e se si è abituate ad essere guardate , ammirate , desiderate, la fine di tutto può fare molto male. 

Mi ha incuriosito questa riflessione. 
Da donna brutta ho sempre invidiato la bellezza. 
Ho sempre pensato che chi è bello ha la strada spianata o comunque meno in salita. 
Da donna brutta e con un peso eccessivo ho sempre sofferto del pregiudizio che la,mia forma fisica si porta dietro. 
Una conoscente una volta mi ha detto , credo per farmi un complimemto , “quando ti si conosce si scopre che non hai il carattere da grassa”, intendendo quindi, da un lato che i grassi avrebbero un carattere specifico che li identifica, dall’altra che evidentamente su una donna in sovrappeso grava un pregiudizio che solo la conoscenza può contraddire. 
Un caro amico, uomo intelligente colto e certamente non misogeno anni fa mi raccontava che lui e sua moglie si chiedevano perchè il loro figlio scegliesse sempre come fidanzate ragazze grassottelle. Una sera , presenti anche i nonni, ne avevano discusso con lui. 
Mi aveva stupito: pensavo che per dei genitori fosse importante che un figlio trovasse una persona perbene che lo rendesse felice, mentre per loro sembravano essere un problema, talmente importante da discuterne in famiglia, il peso e i cm della circonferenza dei fianchi . 

Mi è stato raccontato recentemente di una ricerca fatta negli Usa: a diversi colloqui di lavoro sono state mandate 2 gruppi di donne uno formato da donne sovrappeso e non particolarmente avvenenti,l’altro con donne normopesoe carine. Le donne avevano parità di competenza e di esperienza ed il lavoro non aveva nessun legame con la fisicità .Ebbene nessuna donna in sovrappeso è stata scelta. 
Purtroppo per le donne l’estetica gioca ancora un ruolo fondamentale, in tutte le attività della vita anche in quelle in cui l’esteriorità non dovrebbe contare nulla. 
Sottolineo per le donne: avete mai sentito commenti sulla fisicità di uomini impegnati nel mondo economico, politico, accademico o della finanza? 

Invece i commenti su donne con medesimi incarichi si sprecano:perchè sono brutte o perchè sono belle, perchè sono sciatte o troppo curate, perchè non combattono l’età che avanza o perchè la combattono troppo.  Commenti che non provengono solo dagli uomini ma anche da noi donne, complici in questo caso, del perpetrare una cultura profondamente maschilista. 

Il body positivity nasce alcuni decenni fa proprio per combattere gli stereotipi e stimolare la cultura dell’inclusione ma è negli ultimi anni che ha assunto una rilevanza particolare, affiancandosi a quella che viene definita cultura woke. 
Quello che noto però è che un movimento che nasce per opporsi alla cultura del giudizio , diventa esso stesso promotore del giudizio. 
Ci si oppone, cioè, alla cultura che giudica negativamente un aspetto, una forma fisica non conforme all’estetica dominante, attraverso l’esaltazione della stessa. Per semplificare ad esempio si dice “grasso è bello”. 

In una società sempre più acritica nei confronti dei temi etici, morali e di interesse comune, in una società dove la politica e il bene comune non sono per molti temi coinvolgenti, sembra impossibile invece non essere giudicanti su temi che riguardano la stretta individualità delle  persone. 

L’aspetto fisico a volte è una scelta, molte volte una condizione, spesso una problematica, ma che in tutti casi riguarda esclusivamente l”individuo e il suo privato.
E allora mi piacerebbe che si combattesse la cultura dell’esclusione e del pregiudizio non con la cultura della positività in cui, spesso in maniera ipocrita, si esaltano come pregi quelli che la società definisce come difetti ma una cultura della neutralità in cui si promuove una visione che tende a cambiare il valore che la società da alla bellezza ma sopratutto in cui si confina l’estetica al ruolo che dovrebbe avere: privato, intimo e personale. 

Una risposta a “L’estetica femminile è un fatto pubblico o privato?”

  1. Avatar Teresa Bertan
    Teresa Bertan

    Gli ultimi casi di donne che sono morte dopo interventi di chirurgia estetica fanno riflettere, sono state vittime della ricerca della perfezione e, non essendo abbienti, hanno cercato posti dove spendere poco. Grande tristezza. Sono una vecchia, brutta e grassa.

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Un pensiero su “L’estetica femminile è un fatto pubblico o privato?”
  1. Gli ultimi casi di donne che sono morte dopo interventi di chirurgia estetica fanno riflettere, sono state vittime della ricerca della perfezione e, non essendo abbienti, hanno cercato posti dove spendere poco. Grande tristezza. Sono una vecchia, brutta e grassa.

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