Quest’anno il Primo Maggio assume un significato ancora più importante. Non solo una giornata simbolica, non solo la celebrazione del lavoro, ma l’occasione concreta per migliorarlo. L’8 e 9 giugno i cittadini e le cittadine saranno chiamati a votare cinque quesiti referendari: un’occasione preziosa per intervenire su norme che negli ultimi trent’anni hanno indebolito i diritti, la sicurezza e le prospettive delle lavoratrici e dei lavoratori, soprattutto delle nuove generazioni.
Diciamolo chiaramente: anziché avanzare, siamo andati indietro.
Abbiamo visto precarietà dilagante, tutele svanire, salari che non bastano a vivere.
È inaccettabile vedere persone lavorare 8 ore o più al giorno per uno stipendio che non consente loro di condurre una vita dignitosa.
Oggi, grazie a questi referendum, possiamo invertire la rotta. Possiamo costruire un mondo del lavoro più sicuro, più giusto, più stabile.
Come Partito Democratico, a livello nazionale ci siamo battuti per garantire anche a studenti e lavoratori fuori sede la possibilità di votare. Un diritto che deve valere per tutti. Ricordo che la registrazione per i fuori sede scade il 4 maggio: è una scadenza da non dimenticare.
A livello locale, come maggioranza di centrosinistra a Novi Ligure, abbiamo istituito l’Osservatorio sul lavoro e promosso una mozione per chiedere che il congedo parentale sia equiparato tra entrambi i genitori, perché crediamo in un futuro di vera parità.
Ma questo Primo Maggio ha anche un valore profondamente locale.
Dopo anni di assenza, torna finalmente il Concerto del Primo Maggio ai Giardini Garibaldi, nel cuore della città.
Una tradizione interrotta durante la giunta Cabella e che oggi riprendiamo con orgoglio.
L’ultimo concerto ai Giardini si era svolto con Rocchino Muliere Sindaco e ora, di nuovo con lui alla guida della città, possiamo riaprire un capitolo di partecipazione, cultura e socialità.
Penso al mio primo Primo Maggio, da bambino, portato in piazza da chi mi ha insegnato il valore del lavoro e la dignità di chi, ogni giorno, costruisce il nostro futuro.
A te che mi hai insegnato questo, papà, posso solo dire: grazie.
E mi torna in mente quello che scrivevo un anno fa, su Il Moscone:
“E se facessimo finalmente qualcosa di sinistra?”
Oggi lo stiamo facendo, non con slogan, ma con azioni: il sostegno ai referendum, le battaglie per il salario minimo, la sicurezza sul lavoro, i diritti delle famiglie.
Anche quando si sono commessi errori nel passato – e non lo neghiamo – è importante avere il coraggio di guardare avanti e dare a tutti la possibilità di costruire un futuro migliore.
Per capire meglio cosa si vota, come si vota e come funziona il voto fuori sede, consiglio questo video della rivista Will:
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=ObI6WFos9hg&t=583s
È tempo di agire. È tempo di scegliere da che parte stare.
Il Primo Maggio 2025 non sia solo una festa, ma un punto di ripartenza, un atto di coraggio collettivo.
Facciamolo per noi, per chi verrà dopo di noi.
Partecipiamo. Votiamo. Cambiamo.
di Daniele Mascia, Segretario PD Novi Ligure
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basterebbe abolire le porcate dell’osceno Jobs Act e della schifosissima legge Fornero, per cominciare a restituire un minimo di dignità e speranza ai lavoratori..