Oggi voglio parlare di topi. Sì, proprio così. Dei topi che vediamo sempre più spesso nelle strade, nei cortili, nei pressi delle scuole e degli ospedali. Non è una barzelletta, purtroppo, e nemmeno un folclore urbano: è degrado reale. È il simbolo di una città lasciata andare, di una politica che ha smesso di prendersi cura del bene comune.

I topi non sono solo un problema igienico. Sono il risultato di anni di tagli alla manutenzione, di appalti al ribasso, di privatizzazioni che hanno trasformato i servizi pubblici in affari per pochi e disservizi per tutti. Dove i rifiuti non vengono raccolti con regolarità, dove le fogne non vengono pulite, dove i quartieri vengono ignorati, i topi si moltiplicano. E mentre i cittadini fanno sacrifici, pagano tasse, rispettano le regole, i topi banchettano.
Questo non è solo un problema di salute pubblica, che già basterebbe. È un problema politico, la colpa, però non è solo dei sindaci o dei consiglieri comunali che ogni giorno cercano di tamponare l’emergenza con mezzi sempre più scarsi. La colpa è di uno Stato che ha progressivamente abbandonato i territori, tagliando i fondi ai Comuni, lasciandoli soli davanti alle emergenze sociali, sanitarie e ambientali. Chi governa deve assumersi le responsabilità!
I topi che vediamo per le strade non sono solo un problema igienico: sono il sintomo di un degrado più profondo, di un’idea di Stato che smette di finanziare i servizi pubblici ma trova sempre soldi per spese militari, grandi opere inutili, o sgravi fiscali per chi ha di più.
Non possiamo più accettare che i Comuni debbano scegliere tra sistemare le scuole, pulire le strade o garantire l’assistenza sociale. E non possiamo continuare a fare finta che il problema dei topi riguardi solo la spazzatura o le fogne. Riguarda una visione: quella di uno Stato che considera la cura del territorio una spesa da tagliare, anziché un investimento fondamentale.
I Comuni sono l’ultimo baluardo della democrazia reale. Sono il primo punto di contatto tra le persone e le istituzioni. Ma se non ricevono risorse, se non hanno il personale, se vengono strangolati dal patto di stabilità e dai vincoli di bilancio, allora si crea il vuoto. E dove c’è vuoto, ci sono degrado, rabbia, rassegnazione. E ci sono, purtroppo, anche i topi.
È tempo di ribaltare le priorità. Non servono piani straordinari con i fondi una tantum. Serve una riforma strutturale del rapporto tra Stato e Comuni. Servono finanziamenti certi, continui, proporzionati alle reali esigenze delle città e dei territori. Servono risorse per la manutenzione, per l’igiene urbana, per l’ambiente, per la salute pubblica.
Perché vivere in una città pulita, curata, sicura non è un privilegio. È un diritto.E perché se le strade si riempiono di topi, il problema non è solo del Comune.Il problema è di uno Stato che ha smesso di prendersi cura del proprio popolo.
Noi vogliamo uno Stato che investa nei beni comuni, nella dignità dei quartieri, nella salute collettiva. Uno Stato che metta al centro le persone e non i profitti. E lo diciamo chiaro: se non tornano i fondi ai Comuni, le città continueranno a morire lentamente, tra incuria, disuguaglianza e abbandono.
Ripartiamo dal basso, ma non da soli. Pretendiamo giustizia sociale anche nei bilanci pubblici. Perché un Paese che lascia marcire i suoi Comuni, è un Paese che ha perso la sua dignità.
Robbiano Laura PRC

2 risposte a “Cercasi pifferaio magico”

  1. Avatar MF
    MF

    i ratti peggiori sono quelli che infestano la politica e le stanze del potere.
    Non sono attratti da rifiuti e spazzatura, ma dai soldi.

  2. Avatar Bruno Mars
    Bruno Mars

    Al Parco Castello non c’è nemmeno un topo. Stanziamento di 3.500.000 euro. Al Parco Castello non c’è nulla e nessuno. Ci sono soltanto i soldi
    Nel bilancio comunale le risorse, anche se poche, ci sarebbero. Ma la pulizia comincia dal basso, dai sindaci, i quali dovrebbero considerare i servizi un dovere primario. Invece si continua da anni a costruire e ad ampliare con l’edilizia le periferie di questa città, ignorando che nuovi quartieri comportano una spesa considerevole per impianti fognari, servizi di trasporto, bus per gli studenti, rimozione neve (quando c’è), raccolta e trasporto dei rifiuti, manutenzione del verde, ecc. Per contro il centro storico sta morendo. Si potrebbe cominciare da lì. Da dove ci sono i “topi”.

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2 pensiero su “Cercasi pifferaio magico”
  1. i ratti peggiori sono quelli che infestano la politica e le stanze del potere.
    Non sono attratti da rifiuti e spazzatura, ma dai soldi.

  2. Al Parco Castello non c’è nemmeno un topo. Stanziamento di 3.500.000 euro. Al Parco Castello non c’è nulla e nessuno. Ci sono soltanto i soldi
    Nel bilancio comunale le risorse, anche se poche, ci sarebbero. Ma la pulizia comincia dal basso, dai sindaci, i quali dovrebbero considerare i servizi un dovere primario. Invece si continua da anni a costruire e ad ampliare con l’edilizia le periferie di questa città, ignorando che nuovi quartieri comportano una spesa considerevole per impianti fognari, servizi di trasporto, bus per gli studenti, rimozione neve (quando c’è), raccolta e trasporto dei rifiuti, manutenzione del verde, ecc. Per contro il centro storico sta morendo. Si potrebbe cominciare da lì. Da dove ci sono i “topi”.

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