Penultimo appuntamento con la stagione lirica dell’Opera Carlo Felice 2024-25: in scena Carmen di Georges Bizet fino a domenica 25 maggio.

Maestro concertatore e direttore emerito del Teatro Donato Renzetti, per la regia di Emilio Sagi, ripresa da Nuria Castejón, scene di Daniel Bianco, costumi di Renata Schussheim, coreografie di Nuria Castejón e luci di Eduardo Bravo. Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice: Maestro del Coro Claudio Marino Moretti e Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini. 

Allestimento della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

A dare vita ai protagonisti sono: Francesco Meli, Amadi Lagha (17, 24) (Don José), Luca Tittoto, Abramo Rosalen (17, 24) (Escamillo), Armando Gabba (Le Dancaire), Saverio Fiore (Le Remendado), Paolo Ingrasciotta (Morales), Luca Dall’Amico (Zuniga), Annalisa Stroppa, Caterina Piva (17,24) (Carmen), Giuliana Gianfaldoni, Angela Nisi (17,24) (Micaela), Vittoriana De Amicis (Frasquita), Alessandra Della Croce (Mercédes).

Carmen è un’opéra-comique in quattro quadri su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dall’omonima novella di Prosper Mérimée del 1845 che si proietta nel mondo contemporaneo: la protagonista, Carmen è un’eroina libera, sensuale, carnale, ribelle (“…gli amori di Carmen non durano sei mesi)e determinata a respingere qualsiasi imposizione. 

L’opera venne composta tra il 1874 e il 1875 per l’Opéra-Comique di Parigi, dove Bizet stesso curò la preparazione dell’allestimento durante i mesi di prove, continuando a rimaneggiare la partitura fino alla prima del 3 marzo 1875. La lavorazione continuò anche in seguito,ì e il compositore produsse una versione senza le canoniche sezioni parlate e recitate dell’opéra-comique, in vista di un allestimento viennese dove il genere era poco frequentato, sostituendo le parti parlate con recitativi. L’edizione del 1877, oggi la più rappresentata, si attiene alla “variante viennese”. L’adattamento della novella vide diverse modifiche, tra cui l’introduzione del personaggio di Micaela e il maggior rilievo dato al torero Escamillo. La vicenda si svolge a Siviglia attorno al 1820, dove il militare Don José viene sedotto dalla zingara Carmen, allontanandosi dal suo mondo e avvicinandosi a quello di lei in una spirale di gelosia e illegalità che lo porterà ad uccidere lei e a consegnarsi infine ai gendarmi. La forza seduttiva di Carmen (….”Gli amori di Carmen non durano sei mesi” – ammette Escamillo) è il motore attraverso il quale si muovono tutti i personaggi, ma sarà, insieme al suo inespugnabile senso di libertà, anche la causa della sua fine tragica: “Mai Carmen cederà!/Libera è nata e libera morrà!”

Katia C. Tonzillo

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