La conferenza dei sindaci dell’EGATO6 Alessandrino ha approvato, con 12 voti favorevoli e 3 contrari (Novi Ligure, Vignole Borbera e Parodi Ligure), la delibera che affida il servizio idrico integrato a un gestore unico transitorio, la SOGERI – Società Gestione Riunita Idrico, a partecipazione totalmente pubblica. La società, nata dalla trasformazione di AMAG Reti Idriche, opererà in questo ruolo per i prossimi 18 mesi, mentre Gestione Acqua spa (partecipata da ACOS e con quota privata) continuerà a operare nei Comuni già serviti in qualità di gestore operativo tutelato, ma senza titolarità piena.
La decisione rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda che si protrae da mesi, generando fratture politiche, ricorsi al TAR e una netta polarizzazione tra le forze politiche, in particolare tra Lega e Partito Democratico, con il Comune di Novi schierato a difesa di Gestione Acqua e del proprio ruolo nella futura governance del servizio.
La posizione della Lega: «Una vittoria per l’acqua pubblica»
La Lega provinciale ha rivendicato la delibera come «una vittoria per l’acqua pubblica», accusando il Partito Democratico di aver causato mesi di ritardo con un presunto ostruzionismo interno. Secondo il Carroccio, la strada dell’affidamento in house alla nuova SOGERI sarebbe stata l’unica compatibile con la normativa per non perdere i 17 milioni di euro del PNRR destinati a interventi infrastrutturali.
«La Lega si è battuta a tutti i livelli con determinazione e trasparenza», affermano i rappresentanti, che sottolineano come le divisioni interne ai Democratici abbiano rischiato di mettere in discussione l’intero processo. Lodi esplicite vengono rivolte al presidente di EGATO6, Giacomo Perocchio, per l’impegno mostrato «nonostante l’ostracismo del PD, soprattutto a Novi, dove si è andati oltre i limiti della dialettica politica».
Anche la Lega di Novi Ligure ha approfittato dell’occasione per attaccare l’amministrazione guidata dal sindaco Rocchino Muliere, accusandola di aver costruito negli anni un «castello di carte» attorno allo scalo ferroviario di San Bovo e a Gestione Acqua. «Nessun progetto concreto, solo narrazioni fuorvianti», scrivono, e rilanciano l’idea di cogliere le opportunità logistiche offerte dallo scalo di Alessandria e da un sistema integrato di gestione dei servizi pubblici.
Il PD replica: «È un nostro progetto, nessun ostruzionismo»
Durissima la replica del Partito Democratico provinciale, che ribalta la narrazione leghista e accusa il Carroccio di distorsione dei fatti. Secondo il PD, la nascita della SOGERI è il risultato di un percorso avviato e guidato proprio dall’amministrazione comunale di Alessandria a guida centrosinistra, che ha promosso l’idea di un gestore unico transitorio per sbloccare i fondi del PNRR.
«SOGERI non è una nuova società, ma la trasformazione di AMAG Reti Idriche, fortemente voluta sia dal sindaco Abonante di Alessandria che dall’allora assessore Laguzzi, oggi segretario provinciale del PD», sottolineano i Democratici. «Già da inizio anno lavoriamo a questo assetto, con il sostegno di numerose amministrazioni del centrosinistra. Altro che ostruzionismo».
Il PD rivendica inoltre un approccio costruttivo e istituzionale, finalizzato a garantire continuità occupazionale, servizio efficiente e tutela dell’interesse collettivo, e guarda già al prossimo passo: costruire una governance condivisa con ACOS – Gestione Acqua, da cui il centrosinistra non intende prescindere.
Muliere: «Una scelta miope e dannosa»
Tra i principali contrari alla delibera, il sindaco di Novi Rocchino Muliere, che non ha usato mezzi termini: «EGATO6 ha fatto un errore gravissimo. Escludere Gestione Acqua – una società con bilanci sani e 130 dipendenti – è una precisa volontà di indebolirla. Siamo al fianco di ACOS nelle scelte giudiziarie e confidiamo nel TAR». Muliere lamenta che la scelta indebolisca non solo l’azienda, ma anche il processo di costruzione di una multiutility provinciale e l’unitarietà del piano d’ambito.
Il sindaco si dice certo che il tempo darà ragione a chi ha difeso la solidità di Gestione Acqua, sottolineando che il vero rischio è compromettere un’esperienza positiva a favore di decisioni frettolose e di corto respiro.
Uno scontro ancora aperto
L’impressione è che la vicenda sia tutt’altro che chiusa: i 18 mesi di mandato affidati a SOGERI potrebbero non essere sufficienti per stabilizzare una governance solida e condivisa, mentre i ricorsi pendenti e le divisioni politiche rischiano di allungare ulteriormente i tempi di un processo che coinvolge migliaia di utenti, decine di comuni e milioni di euro in gioco.
Quel che è certo è che la gestione dell’acqua, bene comune per eccellenza, si è trasformata nell’ennesimo terreno di scontro tra forze politiche contrapposte, tra visioni divergenti su gestione pubblica e modelli aggregativi, e tra interessi territoriali che faticano a trovare un equilibrio.
Una risposta a “Egato6 affida il servizio idrico a Sogeri: scontro politico tra Lega, PD e Comune di Novi”
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Sono anni che alessandria deruba i cittadini novesi.
E in questo il PD e i partiti di estrema destra sono sempre stati d’accordo. Il caso dei 5 milioni di mancetta per la devastazione del TAV passati da novi ad alessandria è emblematico, con la complicità della fallita giunta novese. Come le faccende delle ecoballe della camorra (a proposito, come è finita quell’indagine giudiziaria in cui erano coinvolti politici alessandrini?) e dei rifiuti alessandrini che il meloniano presidente provinciale cerca di rifilare alla discarica novese con l’accordo del comune mandrogno. Ora lo scippo dell’acqua e della cassa attiva di acos per spostare moneta alla agonizzante azienda alessandrina.
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E in questo il PD e i partiti di estrema destra sono sempre stati d’accordo. Il caso dei 5 milioni di mancetta per la devastazione del TAV passati da novi ad alessandria è emblematico, con la complicità della fallita giunta novese. Come le faccende delle ecoballe della camorra (a proposito, come è finita quell’indagine giudiziaria in cui erano coinvolti politici alessandrini?) e dei rifiuti alessandrini che il meloniano presidente provinciale cerca di rifilare alla discarica novese con l’accordo del comune mandrogno. Ora lo scippo dell’acqua e della cassa attiva di acos per spostare moneta alla agonizzante azienda alessandrina.
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