Gestione Acqua S.p.A., società del Gruppo Acos, annuncia di voler impugnare nelle sedi competenti la delibera n. 17 del 26 giugno 2025 con cui Egato6 ha disposto la sua estromissione dal ruolo di gestore del servizio idrico integrato nel territorio, affidando provvisoriamente il servizio ad Amag Reti Idriche S.p.A. e relegando Gestione Acqua al ruolo di «gestore salvaguardato».
L’azienda parla di «provvedimento illegittimo, contraddittorio e dannoso», evidenziando che la figura di gestore salvaguardato «non è prevista da alcuna normativa vigente» e che la decisione genera «incertezza e criticità» nella gestione di un servizio pubblico essenziale.
«L’azione di Egato6 è palesemente contraddittoria – sottolinea la società –: da un lato difende davanti al Tar Lazio la legittimità degli affidamenti in essere fino al 2034, dall’altro decide di rimuovere proprio Gestione Acqua S.p.A., senza atti scritti a supporto e senza il necessario rispetto dei principi di coerenza e trasparenza».
Particolarmente critico il giudizio sul nuovo affidatario individuato, Amag Reti Idriche, definito come «il meno affidabile tra i gestori presenti, già oggetto di rilievi per precarietà gestionale e finanziaria».
Gestione Acqua rivendica di avere operato diligentemente e di essere stata legittimamente affidataria del servizio sulla base delle delibere Egato6 del 2018 e 2019, circostanza che aveva consentito anche l’attivazione di importanti linee di credito bancario per finanziare gli investimenti sul territorio. «Le recenti deliberazioni espongono la società a potenziali danni patrimoniali e forti implicazioni sociali», osserva l’azienda, che annuncia di voler rivalersi anche nei confronti di Egato stesso.
Secondo Gestione Acqua, la delibera n. 17 «non solo è priva di basi giuridiche, ma fallisce clamorosamente l’obiettivo di superare la frammentazione gestionale del ciclo idrico, creando anzi maggiore parcellizzazione e incertezza».
L’azienda conclude confermando «ogni azione a tutela dei propri diritti e interessi legittimi, a salvaguardia della stabilità del servizio idrico per i cittadini e per l’indotto economico locale».
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