Voglio fare un appello al Comune di Novi Ligure, al Signor Sindaco e ai membri del consiglio comunale, per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Mi rivolgo a voi, non solo come cittadina italiana, ma come essere umano che non può più tacere di fronte a una tragedia che si consuma ogni giorno sotto gli occhi del mondo: quella del popolo palestinese.
Chiedo, con determinazione e con un profondo senso di giustizia, che il Comune di Novi Ligure, come tanti altri comuni italiani hanno fatto e stanno facendo tutt’ora, dichiari ufficialmente il riconoscimento dello Stato di Palestina, con chiarezza, schierandosi dalla parte del diritto e della giustizia, e che lo faccia con un atto politico chiaro, netto, coraggioso.
Non si tratta di prendere posizione in un conflitto come se fossimo arbitri neutrali. Non siamo spettatori. L’Italia ha una storia antifascista, una Costituzione fondata sui diritti umani, sulla pace, sulla dignità dei popoli. Non possiamo tradire questi valori restando in silenzio di fronte a un’occupazione militare illegale che dura da decenni, alle colonie che si espandono ogni giorno, alla negazione sistematica del diritto all’autodeterminazione per milioni di palestinesi.
Non possiamo tacere di fronte a bombardamenti su civili, alla distruzione di ospedali, scuole, case, infrastrutture vitali. Non possiamo tacere di fronte a decine di migliaia di morti – la maggior parte donne, bambini, civili – che gridano giustizia.
Il diritto internazionale parla chiaro: la Palestina ha diritto a esistere, ha diritto a essere uno Stato, ha diritto a liberarsi dall’occupazione e a costruire un futuro di pace e autodeterminazione. 138 Paesi nel mondo hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina.
Anche in Italia circa 40 comuni, grandi o piccoli si sono uniti a questo fronte di dignità. E il nostro Comune può essere parte del cambiamento.
Non sottovalutiamo la forza della politica locale. I Comuni sono la prima istituzione democratica che incontra la vita quotidiana delle persone. Abbiamo la responsabilità di alzare la voce quando la politica nazionale è troppo compromessa. Dobbiamo dare un segnale, un messaggio politico forte: Novi Ligure è dalla parte del diritto, della pace, dei popoli oppressi.
Oggi, chiedere il riconoscimento della Palestina non è un gesto simbolico. È un atto concreto di resistenza morale e politica contro il genocidio, contro il razzismo, contro ogni forma di colonialismo moderno. È un atto di solidarietà attiva con i civili sotto le bombe, con le famiglie che scavano tra le macerie, con i bambini che non sanno più cosa significhi vivere senza paura.
Chiedo dunque al Signor Sindaco e al Consiglio comunale di approvare una mozione che impegni il Comune di Novi Ligure a:
– Riconoscere lo Stato di Palestina nei confini del 1967;
– Invitare il Governo italiano a fare lo stesso, seguendo l’esempio di Paesi come la Spagna, la Norvegia e l’Irlanda.
-Esporre simbolicamente la bandiera della Palestina nel Palazzo comunale, accanto a quella italiana e a quella europea, come segno di vicinanza e rispetto.
– Sostenere iniziative umanitarie, culturali e di cooperazione con il popolo palestinese, anche attraverso gemellaggi e scambi solidali.
Il nostro silenzio sarebbe complice. La nostra voce può essere parte di un coro che cambia la storia. È tempo che anche Novi Ligure dica: la Palestina esiste. Il suo popolo ha diritto alla vita, alla libertà, alla pace.
Facciamolo per loro. Ma facciamolo anche per noi. Per la nostra dignità, per la nostra coscienza, per il futuro dei nostri figli, che meritano un mondo in cui la giustizia non sia solo parola, ma scelta.
Robbiano Laura PRC
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E pensare che il 17 ottobre 2023 la destra novese presentava una mozione per esporre la bandiera israeliana.
Non capite niente di politica locale figuriamoci di quella estera!
D’accordo, ma con due precisazioni:
1 – non ha senso dire che il comune di Novi deve riconoscere la Palestina. Un comune non può riconoscere uno stato. Le mozioni degli altri comuni chiedono che l’Italia riconosca la Palestina. Così dobbiamo fare.
2 – l’esposizione delle bandiere dai balconi degli enti pubblici italiani è normata per legge. Possono essere esposte solo le bandiere dell’Italia e dell’Europa, o le bandiere di uno stato straniere solo in occasione della visita di un capo di stato straniero. Quindi, la bandiera potrebbe essere esposta in consiglio comunale, cosi come è presente da tempo quella del Tibet.
Vorrei aggiungere al più che condivisibile appello di Laura Robbiano, che il sottoscritto, attivista per i diritti umani da lunga data, si fece promotore di un recente e duro richiamo, verso il sindaco ed il consiglio comunale, per l’assordante silenzio con il quale continua ad ignorare l’apocalisse palestinese. In dirompente contrasto con le azioni di centinaia di comuni italiani, a medesima conduzione politica. A cominciare dal comune di Sesto Fiorentino, il quale sindaco ha disposto il boicottaggio di ogni prodotto israeliano da tutto il territorio comunale. Però il sindaco Muliere sostiene che ogni azione “non serve a nulla”… Uno di quelli che un tempo scendevano in piazza ad urlare: “Palestina libera!”… Giusto?….
Ottima scelta . Bell’ articolo
Sono d’accordo. Molto d’accordo! A due condizioni: Vengano liberati gli ultimi ostaggi e che d’ora innanzi il Consiglio Comunale di Novi “Ligure” si occupi delle questioni che riguardino i suoi contribuenti.
Dopodiché, Signora Laura, cosa vuol dire: “Riconoscere lo Stato di Palestina nei confini del 1967”? Prima o dopo la Guerra dei 6 giorni del 5/10 giugno 1967?