L’estate non porta sollievo ai pendolari novesi: i disservizi sulla linea ferroviaria Alessandria/Novi Ligure-Milano restano una realtà quotidiana e sempre più insostenibile. Lo certificano i dati diffusi dai comitati pendolari lombardi e piemontesi, tra cui l’Associazione Pendolari Novesi (APN): nella finestra di monitoraggio tra il 16 giugno e il 6 luglio 2025, il 21% dei treni ha accumulato ritardi superiori ai 5 minuti e il 3,8% delle corse è stato completamente soppresso. Numeri peggiori anche rispetto ad altre direttrici problematiche, come la Stradella-Milano o la Mortara-Milano.

Per Novi e dintorni, la linea ferroviaria è un’infrastruttura vitale: si stima che ogni giorno siano circa 500–600 i pendolari novesi che utilizzano i convogli diretti verso Milano, in particolare nelle fasce di punta del mattino e del tardo pomeriggio. Si tratta di lavoratori, studenti e professionisti che non possono fare a meno del treno per i collegamenti con la metropoli lombarda.

I comitati denunciano una lunga serie di problemi strutturali: guasti ai convogli, treni con meno carrozze di quelle previste, climatizzatori e bagni fuori uso, oltre a continui disagi dovuti alla cattiva gestione del personale e a una conflittualità sindacale mai risolta in Trenord.

A questo si aggiunge una comunicazione ai viaggiatori definita «disastrosa», specie da parte di Trenord: informazioni frammentarie o assenti, ritardi comunicati all’ultimo minuto e difficoltà nell’utilizzo dell’APP ufficiale o del sito web.

Il comunicato diffuso dai comitati punta il dito anche contro Regione Lombardia, accusata di «aver abolito il bonus pendolari», che rappresentava uno strumento di parziale compensazione per i viaggiatori abbonati, sostituito dagli indennizzi automatici, meno trasparenti ed efficaci. «L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) – ricordano i comitati – non ha mai chiesto l’abolizione del bonus, che poteva coesistere con gli indennizzi».

Il confronto con il passato è impietoso: «Dieci anni fa, all’epoca di Expo 2015, i convogli erano più vecchi, ma il servizio era nettamente migliore, grazie a una gestione più efficiente. Oggi il materiale è stato rinnovato solo in parte, ma il servizio è peggiorato».

L’APN – Associazione Pendolari Novesi si unisce al grido d’allarme e lancia un appello alle istituzioni piemontesi e locali: «Anche la Regione Piemonte e i Comuni serviti dalla linea devono far sentire la propria voce: il territorio del Novese non può più tollerare ritardi cronici, soppressioni improvvise e disservizi quotidiani su un collegamento fondamentale per il lavoro e la vita di centinaia di persone».

Il comunicato si chiude con una richiesta chiara e condivisa: una svolta immediata nella gestione del servizio ferroviario regionale e il ripristino di standard minimi di qualità e affidabilità per la tratta Alessandria/Novi-Milano, una vera arteria per il presente e il futuro del territorio.

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Di Moscone

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