Oggi è un giorno in cui la memoria si carica di dolore, un ricordo, profondamente triste, che riaffiora con forza: è legato a un evento tragico che ha segnato la storia collettiva del nostro Paese.
Sant’Anna di Stazzema. 12 agosto 1944.
Un piccolo paese in Versilia.
Un luogo di pace.
All’alba arrivano le truppe naziste, con i fascisti repubblichini al seguito.
Circondano il paese. Bloccano le vie di fuga.
Vanno casa per casa.
Raccolgono tutti. Donne, bambini, anziani.
Non ci sono partigiani armati in quelle case.
Non c’è nessuna battaglia in corso.
Solo civili. Solo innocenti.
Li ammassano nelle piazze, nei cortili, nelle stalle.
E poi — il fuoco. Le mitragliatrici. Le granate.
Le urla. Il fumo.
In poche ore, 560 vite spezzate.
Il più piccolo aveva venti giorni.
Madri bruciate abbracciando i loro figli.
Vecchi falciati mentre pregavano.
Neonati uccisi senza pietà.
Questo fu Sant’Anna di Stazzema.
Non un “episodio di guerra”.
Non una “tragedia inevitabile”.
Fu fascismo.
Fu nazismo.
Fu terrorismo di Stato.
E c’erano anche gli italiani.
I fascisti della Repubblica Sociale.
I collaboratori.
Quelli che indicavano le case. Quelli che conoscevano i nomi.
Complici dello sterminio.
Questa è la verità storica.
E guai a chi prova a riscriverla.
Guai a chi vuole cancellare la parola antifascismo dalla memoria di questo Paese.
E oggi, 2025, cosa vediamo?
Un governo con ministri e sottosegretari che si richiamano apertamente al fascismo.
Un governo che mette in discussione i valori della Costituzione nata dal sangue di Sant’Anna di Stazzema, di Marzabotto, delle Fosse Ardeatine
Un governo che:
Aumenta le spese militari mentre ospedali chiudono.
Regala miliardi alla NATO e alle industrie delle armi.
Taglia scuola, sanità, welfare.
Criminalizza chi soccorre i migranti.
Restringe il diritto di sciopero e di manifestare.
Questo governo è nemico dello spirito della Resistenza.
Nemico della Costituzione.
Nemico della giustizia sociale.Perché la Costituzione non è neutrale.
È antifascista, partigiana, nata dalla lotta.
E dice chiaramente:
Articolo 3 – uguaglianza.
Articolo 11 – ripudio della guerra.
Articolo 21 – libertà di parola.
Tutti principi calpestati ogni giorno.
A Sant’Anna di Stazzema i fascisti volevano dare un messaggio:
“Questo succede a chi sta con la Resistenza.”
Oggi il messaggio è diverso, ma la logica è la stessa:
intimidire, dividere, reprimere.
Ma noi non ci pieghiamo.
Perché la memoria non è un esercizio scolastico.
La memoria è un’arma.
E la useremo.
Difendere la sanità è Resistenza.
Difendere il lavoro è Resistenza.
Difendere l’ambiente è Resistenza.
Difendere i diritti di tutti è Resistenza.
I morti di Sant’Anna di Stazzema gridano ancora.
Gridano contro il fascismo vecchio e contro quello nuovo.
Gridano contro chi mette le armi davanti alla vita.
Gridano contro chi governa per i potenti e calpesta i deboli.
Noi dobbiamo stare da una parte sola:
quella dei partigiani, degli oppressi, dei lavoratori, dei poveri.
Sant’Anna di Stazzema non è passato.
Sant’Anna di Stazzema è presente.
Ogni volta che un governo semina odio.
Ogni volta che si cancellano diritti.
Ogni volta che si costruisce paura per giustificare la repressione.
E allora, oggi, qui, gridiamolo insieme:
Ora e sempre, Resistenza!
Ora e sempre, antifascisti!
Robbiano Laura PRC
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Ora è sempre Resistenza
MEMORIA ICONOGRAFICA
Vedere l’immagine che illustra questo articolo mi ricorda un mio minuscolo contributo alla memoria.
Il 14 agosto del 2007 aggiungevo una foto alla pagina, allora molto scarna, che era dedicata su wikipedia all’eccidio. Una immagina presa da lontano, per giunta in una giornata uggiosa, in occasione della mia visita a quel luogo. Col passare del tempo, la pagina si è molto arricchita di dettagli e anche di foto. Tanto è che il 27 giugno del 2021 la mia foto è stata tolta dalla pagina. Nulla da eccepire, erano ormai presenti foto molto migliori, il che mi fa molto piacere. Come si usa dire, il suo dovere l’aveva fatto.
Piccola curiosità: come spesso succede, una foto introdotta in una versione linguistica magari resta in altre versioni. Per esempio, è ancora visibile nella versione francese.