Leggendo l’articolo di Teresa Mantero pubblicato qualche giorno fa, mi è venuta in mente questa frase che ho recentemente letto: “Quando la sinistra non guarda ai bisogni del popolo, il popolo guarda altrove”.
Se dovessi dire quale “colpa” ha la sinistra oggi direi proprio questo: quello, certamente, di non saper parlare al popolo ma ancor di più di non rappresentare i bisogni del popolo.
La sinistra italiana, ma non solo, negli ultimi tempi ha concentrato la sua politica sul tema dei diritti, facendo battaglie non solo condivisibili ma sacrosante ma che riguardano specifiche minoranze.
Nel fare questo si è dimenticata però che altrettanto importante è rappresentare le necessità della maggioranza. Anche perchè se la maggioranza (il popolo) non si sente rappresentato dalla sinistra, finisce nelle braccia della destra e a quel punto si arretra anche sul tema dei diritti.
Credo che sintomatico sia stato il risultato dell’ultima tornata referendaria. Il quesito sulla cittadinanza agli immigrati ha riscontrato un’alta percentuale di”no”.
Quei no provenivano evidentemente da un elettorato di sinistra, che si era recato alle urne per dare un segnale sui temi del lavoro e della precarietà.
Ho letto alcuni commenti di uomini e donne di sinistra che hanno liquidato quel voto con un “purtroppo, anche tra i nostri elettori vi sono dei razzisti”.
Io non credo sia cosi ma che invece vi sia un popolo insicuro, spaventato del futuro, che ha una forte sensazione di precarietà e in cui fa presa la narrazione della destra in cui vi è perfetta coincidenza tra immigrazione , clandestini, insicurezza, sbarchi incontrollati. Ma questo messaggio passa perchè non vi è la capacità della sinistra di dare una narrazione diversa che vada oltre alla, ovviamente condivisibile , solidaristica necessità di accoglienza ma che faccia passare il messaggio che il paese ha un forte bisogno di immigrazione controllata e legale perché manca la manodopera e perché siamo un paese che sta progressivamente invecchiando.
Questo per dire che diritti e bisogni vanno a braccetto e che dare risposte ai bisogni porta anche a maggiore apertura ai diritti. La sinistra fa la sinistra cioè, quando dà risposte credibili alla necessità di cambiamento del sistema economico, alla diminuzione delle diseguaglianze, al raggiungimento dell’equità sociale. Quando costruisce piattaforme credibili e attuali in cui il popolo può sentirsi rappresentato e sostenuto.
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Credo che il problema sia legato al fatto che non ci sia più una sinistra che aveva a cuore i problemi dei lavoratori e della classe meno abbiente. Quella attuale è una specie di ricovero dove ideali politici diversi e talvolta discordanti si sono unificati appoggiandosi qua e là a seconda della convenienza del momento. Non c’è un vedere comune, non c’è una linea che manifesti un dissenso costruttivo contro queste destre inette e dannose. E naturalmente il “popolo” ne prende atto.
Onestamente poi è con tutto rispetto non ci sono veri leader che portano avanti un discorso politico serio e costruttivo. Per me la sinistra, quella del dibattito e della solidità degli ideali è venuta a mancare nel 1984.