Scusatemi, so che i temi che pervadono le opinioni, a senso unico per quanto riguarda i giornaloni e giornalisti, quasi tutti prezzolati e indirizzati, sono di portata di notevole interesse e relativa propaganda di regime, ma noi del popolino non possiamo guardare e tacere come spettatori inebetiti.
Di supercazzola in supercazzola la presidente del Consiglio figlia romana della Garbatella, per darle una tenera definizione, ci propina a raffica incongruenze che ormai facciamo fatica a seguire. Tralasciando le pessime figure di palta che stiamo facendo in giro per il mondo, dal canto di vittoria urlato a Kiev dove avremmo dovuto assistere ad una vittoria rapida e trionfale contro la Russia, al blocco navale contro gli immigrati che invece di intimorirli sono aumentati a dismisura e con il perentorio ordine di non darne più rendiconti quotidiani come si faceva un tempo per permettere alla nostra di gridare ai microfoni che li aveva fermati, e per avviare una azione di rimpatrio di massa si è inventata un costoso centro di smistamento in Albania, quasi un miliardo di euro, che ha fatto felici solo gli albanesi per i soldi che ci abbiamo buttato.
So anche io che il presidente albanese come la vede si inginocchia e le bacia la mano, e ci è anche venuta a dire che per questo ci sta copiando mezza Europa…ma dai!!…a Giorgiaaaa, ma falla finita, ma chi ti sta copiando, dillo ai contribuenti italiani…chi ti sta copiando?!?. Diceva, la pacchia è finita….ma per chi? Si riferiva genericamente alla sinistra, ma la nostra della Garbatella dopo aver strillato ai microfoni un nuovo moralismo e una nuova meritocrazia che fa? Si inventa un novo “amichettismo”, salva il cognato che ferma i treni, difende Santanchè di fronte ad una evidente truffa allo Stato, promuove il figlio del padrino di Santanchè, tal Ignazio La Russa che aspira alla prima carica dello Stato, l'”apache” Geronimo a presidente di ACI a 240000 euro anno, impedisce l’arresto di Almasri, e lo riaccompagna con tutti gli onori a nostre spese nella patria libica e, dopo la procedura giudiziaria dei magistrati che hanno messo sotto accusa Nordio, Piantedosi e Mantovano, ha chiesto pateticamente di essere incriminata anche lei, che ne era a conoscenza, ma senza “impietosire” i magistrati che non l’hanno neppure presa in considerazione nonostante sia reo confessa.
Riconosce per una svista che a Gaza è in corso un genocidio ma continua ad armare quella poca feccia di Nethanyau e dice che i tempi per uno Stato palestinese non sono maturi.., me che disa chi a Nòve a “propositu di pompudogni… pitostu che maghirò i marsisa”.
Questo e altro ci propina quotidianamente la nostra Giorgia, l’equivoco politico più evidente della storia italica repubblicana con sondaggi gonfiati ad arte dalle oligarchie nostrane e d’oltre Atlantico perchè una così per loro è manna caduta dal cielo. Ma quello che oggi mi fa bollire il sangue è quello che si sta consumando sullo stretto di Messina. Al di quà e al di là del tratto di mare dove Ulisse, avvertito dalla maga Circe, resistette al suadente canto della sirena Partenope, che per la delusione andò a morire sull’isolotto di Megaride dove oggi sorge il castel dell’Ovo davanti a Napoli. I tre chilometri di mare che separano Calabria e Sicilia è diventato teatro di una supercazzola che rischia di oscurare tutte le altre. In Calabria ci sono state le improvvise e strane dimissioni di Occhiuto, l’attuale presidente che, però, impone subito la sua ricandidatura.
Un atteggiamento che fa pensare che la democrazia sia solo una ciofeca inutile. Le sue dimissioni fanno il paio alla ripresa della proposta del ponte sullo stretto, un ponte a campata unica di 3300 metri, oltre un kilometro in più di quello sullo stretto dei Dardanelli in Turchia, attualmente il più lungo al mondo. Per farlo viene riesumato un vecchio progetto dei tempi di Berlusconi di oltre 15 anni fa. Un progetto di massima che oggi costerebbe salvo aggiornamenti in corso d’opera dai 17 ai 20 miliardi. Senza progetto esecutivo e senza un piano finanziario approvato il CIPE, organismo autoreferente del Governo e che ha già dato l’assenso di massima senza alcuna certificazione tecnico-amministrativa e con Cosa Nostra che sicuramente ne segue i passaggi. In pratica, senza sapere se il ponte si farà, Salvini, quello del grottesco premio israeliano, in pompa “magna” comunica alla Patria che in ottobre partiranno gli espropri e i primi cantieri sulla sponda calabra, la terra di Occhiuto, dove in ottobre ci saranno le nuove elezioni. Che tempismo, ma che importa tanto noi paghiamo e stiamo zitti.
Poco importa se vicino ai primi cantieri esiste da secoli un lago con acqua salata, poco importa se siamo in una zona ad alto rischio sismico sia in orizzontale che in verticale. A nord il Vesuvio e le terre Flegree, a sud l’Etna e, per non farci mancare nulla. in mezzo lavora in continuità lo Stromboli. Una densità di attività sismica attiva senza pari e con rilievi storici che vanno dall’immediato dopo Cristo, anno 79 eruzione del Vesuvio, al terremoto, 7.8 della scala Richter, e conseguente maremoto che causò a Messina circa 80000 morti nel non lontano 1908. Io penso che si stia recitando una megasupercazzola ma a Lor Signori poco importa di fare il ponte o meno, importante è dare fiato alle trombe e spendere un mare di denaro, tanto ormai pensano che noi paghiamo e stiamo zitti.
A Occhiuto, Salvini, Meloni e compagnia cantando perchè non viene chiesto conto del fatto che con le stesse cifre ipotizzate del ponte si sarebbe potuto terminare la Salerno – Reggio Calabria di Alta Velocità, opera che da decenni aspetta. ormai rassegnata, il suo completamento. Intanto in terra Sicula, ai piedi dell’Etna, Franco Battiato continua a cantare…”povera Patria, schiacciata dagli abusi del potere, di gente infame che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene, quello che fanno e tutto gli appartiene…tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni….
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