A inizio agosto l’ISTAT, l’istituto centrale di statistica, ha pubblicato le proprie previsioni sull’andamento della popolazione per comune da oggi al 2050. Si tratta di scenari basati su calcoli statistici, per quanto rigorosi, nel contesto di una previsione totale che vede scendere la popolazione residente da 59 milioni a meno di 55 milioni. Ci vorranno 25 anni, ma un calo del 10% è un dato impressionante per i suoi effetti sulle pensioni, sulla sanità, sul sistema scolastico e su tutta l’economia.
Ma veniamo a noi.
Per Novi l’autorevole istituto prevede un lieve incremento della popolazione fino al 2030, quando dovremmo raggiungere quota 27.527, grazie ad un lieve incremento delle nascite, che nel 2030 saranno 179, ad un numero costante di morti (circa 380-390 all’anno), all’apporto degli iscritti da altri comuni e anche dall’estero. Questi ultimi però, smentendo ogni allarmismo, a Novi sarebbero per l’Istat in diminuzione dagli attuali circa 300 all’anno prima a 250 e poi progressivamente meno pe arrivare a meno di 200 nel 2050, anno finale delle previsioni.
Anche il numero di cancellati perché trasferiti all’estero è previsto in calo, dagli attuali 90-95 a una settantina nel 2050.
Per chi amministra la città e per chi ci vive e ci lavora (o semplicemente per chi si chiede se un investimento immobiliare da mettere a reddito sia una buona idea in prospettiva) il quadro è quindi quello di una sostanziale tenuta complessiva, con anche qualche anno di crescita. Dato, questo, da confrontare con il citato andamento nazionale ben diverso.
Ma bisogna fare i conti anche con un altro dato: la composizione della popolazione per fasce di età, con gli ultrasessantacinquenni che oggi sono già il 28 per cento, diventeranno quasi il 30 per cento nel 2030 per superare il 31 per cento nel 2050. Mille anziani in più, con esigenze, attese, necessità e percezione ad esempio del livello di servizi e del livello di sicurezza ben diverse da quello dei giovani.
Nel frattempo, la fascia di età 5-24 anni da oltre 4.500 residenti scenderà a poco più di 4.200. Sembra poco, ma sono pur sempre 12 classi scolastiche (quanti insegnanti in meno?).
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