La mattina del 02 agosto, presso la Croce Verde Ovadese è squillato il telefono, dandoci una di quelle notizie che vorremmo non sentire mai. Siamo abituati a soccorrere, conosciamo le procedure, ma non siamo mai pronti a ricevere queste notizie. Oggi salutiamo non solo un giovane Volontario, ma un Amico e un Consigliere della Nostra Associazione.
Daniele Ravera, internamente chiamato “Micino”, un ragazzo con la voglia di vivere, la sua autoironia, il suo sorriso e per il tempo dedicato al prossimo, senza chiedere nulla in cambio.
Questa è una di quelle ferite che sembrano non volersi chiudere mai. Una ferita che ci lacera dentro, perché ha il volto giovane e sorridente di Daniele Ravera, per tutti Micino.
Un soprannome che dice già tutto di lui: della sua dolcezza, del suo modo gentile di muoversi nel mondo, della sua educazione così rara e preziosa.
Micino non è più con noi. Se n’è andato via troppo presto, a soli 36 anni, in un tragico incidente in moto. E il tempo, da quel momento, sembra essersi fermato.
Era un ragazzo buono, di cuore limpido, uno di quelli che si fanno amare senza sforzo, perché hanno dentro qualcosa di vero, di profondo, di autentico.
Un giovane uomo che aveva fatto della solidarietà una scelta di vita: milite volontario della Croce Verde Ovadese, sempre presente, sempre pronto a intervenire, a confortare, a sostenere.
Ma Daniele non si limitava a “fare servizio”: faceva parte del Consiglio Direttivo, e si prendeva cura, con dedizione e responsabilità, dell’organizzazione, del gruppo, delle persone.
Era uno di quelli che sapeva ascoltare. Uno che non alzava mai la voce, ma che parlava con la forza della calma e del rispetto.
Uno che non cercava mai il centro della scena, ma che era centrale per tutti, semplicemente con la sua presenza buona, pulita, sincera.
Chi l’ha conosciuto sa che Micino aveva uno sguardo dolce e serio, pieno di attenzione per gli altri. Non giudicava, non si metteva mai su un piedistallo. Aveva un cuore grande e silenzioso, che batteva forte per la sua comunità. Con la divisa della Croce Verde addosso, Daniele non era solo un soccorritore: era un simbolo di cura e speranza.
E quando oggi guardiamo quella divisa vuota, ci sembra di vedere ancora lui: in piedi, composto, pronto a dare tutto, anche quando nessuno glielo chiedeva. La sua morte ci lascia attoniti, increduli, disperati. È una perdita che taglia il fiato, che non ha parole sufficienti per essere detta.
Perché nessuno dovrebbe morire a 36 anni. Perché nessuno dovrebbe vedere spezzata così brutalmente una vita piena di luce. Perché Daniele aveva ancora tanto da dare, da vivere, da sognare. Ma in questo dolore che ci sovrasta, dobbiamo anche stringerci gli uni agli altri. Perché Micino lo avrebbe fatto.
Ci avrebbe abbracciati con discrezione, con la mano sulla spalla, senza retorica, come sapeva fare lui. Ci avrebbe detto di andare avanti. Di prenderci cura gli uni degli altri. Di continuare a credere nel bene. E allora oggi, anche tra le lacrime, vogliamo promettergli che non lo dimenticheremo mai.
Che il suo sorriso resterà con noi.
Che ogni volta che un volontario della Croce Verde salirà su un’ambulanza, lo farà anche in suo nome.
Che ogni scelta, ogni gesto di aiuto, ogni sguardo verso chi soffre porterà dentro un po’ della sua eredità.
Caro Daniele caro Micino, ci manchi già in un modo che non si può spiegare. Ma sei con noi, nella riconoscenza profonda che questa comunità ti deve. E nel nostro cuore, il tuo nome continuerà a vivere, forte e dolce, come lo eri tu.
Ti vogliamo bene.
Per sempre.
Robbiano Laura
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