Stamattina ho letto, sul moscone un articolo che mi ha lasciata sbigottita. Il consigliere Paolo Coscia, del movimento 5 stelle (forse ha sbagliato movimento o partito) ha presentato un contro emendamento al documento della maggioranza, che parla chiaramente di «genocidio».
Quello che sta accadendo a Gaza è un crimine contro l’umanità. Non servono eufemismi, non servono giri di parole: è genocidio. Lo dicono le Nazioni Unite, lo dicono i giuristi, lo dicono i dati delle ONG che ogni giorno raccolgono i corpi dei bambini sotto le macerie. Più di 30.000 morti, fame e sete usate come arma, ospedali e scuole bombardati, intere famiglie annientate.
La mozione presentata dalla maggioranza del Consiglio comunale aveva il merito di dire le cose come stanno, di rompere il silenzio e di chiedere che l’Italia faccia la sua parte: riconoscere lo Stato di Palestina, fermare le forniture di armi a Israele, applicare sanzioni come quelle adottate contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina.
L’emendamento proposto da Coscia è l’esatto opposto: cancella la parola “genocidio”, toglie ogni riferimento alla responsabilità diretta del governo israeliano, trasforma una denuncia coraggiosa in un testo vago e innocuo. È il solito tentativo di addolcire la realtà per non disturbare, per non “urtare la sensibilità” di qualcuno. Ma qui non si tratta di sensibilità: si tratta di migliaia di vite spezzate ogni giorno.
Chi rifiuta di usare la parola genocidio, di fronte a ciò che sta accadendo, si rende complice del silenzio che permette questo massacro. Novi Ligure ha l’occasione di dimostrare che non tutti chinano la testa davanti ai potenti.
Oggi il minimo che possiamo fare è denunciare con forza, pretendere lo stop immediato ai bombardamenti e all’assedio, bloccare la vendita di armi, schierarci apertamente con chi subisce l’occupazione e la pulizia etnica. Non esiste neutralità di fronte a un crimine simile: o si sta dalla parte degli oppressi, o si sta dalla parte dei loro carnefici.
La mozione va difesa nella sua interezza, senza edulcorarla. Novi deve alzare la voce, non abbassarla. Deve chiamare le cose con il loro nome: quello che sta accadendo è genocidio, e va fermato.
Robbiano Laura (foto) PRC
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Potrebbe andare a scrivere per “Il Tempo” o per “il riformista” in quegli squallidi ambiti sarebbe apprezzato.
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