Global Sumud Flotilla: la solidarietà non si bombarda!

La mattina dell’8 settembre 2025 un atto gravissimo si è consumato nel Mediterraneo: un drone ha colpito la “Family Boat”, una delle principali imbarcazioni del Global Sumud Flotilla (GSF), che trasportava membri del Comitato Direttivo della missione. La barca, battente bandiera portoghese, si trovava nelle acque tunisine ed era in preparazione per la traversata verso Gaza, quando l’attacco ha provocato un incendio all’albero maestro e danni allo stivaggio sottocoperta. Per fortuna non ci sono state vittime, ma il messaggio è chiaro: qualcuno vuole impedire con la forza un atto di pace e di solidarietà internazionale.

Questo attacco non è solo contro una barca: è contro un’idea.

La Global Sumud Flotilla è un progetto collettivo che unisce attivisti, sindacalisti, pacifisti e movimenti sociali di ogni parte del mondo, con un obiettivo semplice e rivoluzionario: rompere l’assedio di Gaza, denunciare l’occupazione e portare un segnale concreto di vicinanza al popolo palestinese.

Colpire una flotilla significa colpire il diritto internazionale, la libertà di navigazione e, soprattutto, il principio stesso di solidarietà tra i popoli. È un atto di intimidazione e di guerra preventiva contro chi osa sfidare l’ingiustizia.

Ma se la mano che ha lanciato il drone pensava di fermare la determinazione del movimento, si sbagliava di grosso.

La storia ci insegna che ogni attacco repressivo, ogni atto di violenza, ogni tentativo di zittire le voci solidali non fa che moltiplicare la rabbia e la determinazione di chi lotta per la libertà. Gaza oggi è un simbolo planetario di resistenza e dignità, e il Global Sumud Flotilla ne è la controparte internazionale, una staffetta morale che unisce il Mediterraneo alle lotte globali per la giustizia.

Di fronte a questa aggressione, serve una risposta politica, non solo una denuncia morale.

I governi europei e le istituzioni internazionali non possono continuare a chiudere gli occhi: è necessario pretendere un’indagine indipendente, identificare i responsabili, garantire protezione alle imbarcazioni civili e affermare il principio che portare aiuto a un popolo sotto assedio non è un crimine, ma un dovere.

Noi, dal basso, abbiamo un compito urgente: rafforzare la mobilitazione, diffondere la notizia, organizzare presìdi, chiedere che i porti europei aprano le loro banchine alla Flotilla e che i media rompano il muro di silenzio.

La Global Sumud Flotilla tornerà in mare, e noi saremo con lei, perché la solidarietà non si bombarda, la libertà non si affonda e la dignità non si abbatte con un drone.

Robbiano Laura PRC 

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Laura Robbiano

2 commenti su “Global Sumud Flotilla: la solidarietà non si bombarda!

  1. Non si è mai visto una cosa del genere! La sfrontatezza con cui il governo israeliano (non i cittadini) agisca consapevole dell’immunità per qualsiasi gesto e operazione criminale. Per altre situazioni abbiamo visto agire al primo sternuto nei confronti di certi governi. È intollerabile che dei criminali continuino nel loro intento infernale. L’ obbiettivo ,oltre che farsi odiare, è ricostruire il tempio di Salomone?….

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