L’intervista, Tedeschi: vorrei una Novi che sappia guardare avanti senza dimenticare le proprie radici

Sono passati quasi due anni e mezzo dall’elezione della giunta Muliere. Siamo giunti praticamente a metà mandato. In città, come i cittadini vedono bene, sono aperti numerosi cantieri. Abbaimo chiesto al viceSindaco, ed Assessore ai lavori pubblici, di fare un  bilancio dei lavori pubblici in corso e di quelli in previsione. 

Vicesindaco, In città sono aperti parecchi cantieri. A che punto sono? 

«Tra fondi del terzo valico, finanziamenti europei, risorse PNRR e comunali, abbiamo a disposizione circa 25 milioni di euro. È una grande opportunità che dobbiamo cogliere per rendere Novi bella e sostenibile, capace di affrontare le sfide sociali e ambientali che ha di fronte.
Ci stiamo sforzando di legare le diverse opere in un unico progetto di rigenerazione urbana che risponda ai bisogni dei novesi senza inventare dal nulla “cattedrali nel deserto”. I primi cantieri sono già partiti: la nuova mensa della scuola Pieve verrà aperta tra poco, il primo lotto della Cavallerizza sta procedendo speditamente e così la ristrutturazione dell’Oneto dove stiamo realizzando un nuovo asilo nido comunale grazie al quale risolveremo il problema delle liste d’attesa. A settembre partirà il cantiere per il raddoppio del canale scolmatore del Rio Gazzo, fondamentale per ridurre il rischio di nuove alluvioni. La situazione del Parco Castello è invece più delicata».

Parco Castello. A che punto siamo? 

«Abbiamo dovuto affrontare vari problemi. Molti li abbiamo risolti, ma oggi i lavori sono fermi. La ditta appaltatrice non ci ha mai fornito una ragione convincente per questo stop e, anche per questo, in estate abbiamo contestato formalmente le inadempienze. In questi giorni i tecnici stanno valutando la risoluzione del contratto e l’ingresso di una nuova ditta. L’obiettivo è finire bene i lavori e restituire ai novesi un Parco bello e fruibile. Stiamo facendo del nostro meglio per arrivarci in tempo e faremo del nostro meglio perché il Parco sia poi mantenuto il meglio possibile. Sarebbe inutile spendere milioni sul Castello, se poi non riuscissimo a mantenerlo nel decoro come merita».

Cavallerizza. L’opposizione in consiglio comunale ha presentato una interrogazione, chiedendo come mai le vecchie travi non verranno recuperate. 

«Nel progetto originario le capriate dovevano essere restaurate e rinforzate con dei pali di metallo. Dopo averle smontate tuttavia ci si è resi conto che le condizioni erano talmente ammalorate da impedire il recupero. Abbiamo interpellato diverse ditte e nessuna si è detta in condizione di fare il lavoro garantendone la riuscita. Insieme alla soprintendenza abbiamo quindi deciso di sostituirle con capriate nuove, atte ovviamente su misura, ma identiche per materiali e tipo di costruzione».

Tra i lavori previsti in futuro c’è poi la riqualificazione di Corso Marenco. Come diventerà? Quando partiranno i lavori?

«Corso Marenco è il centro della Città: connette il centro storico alla città contemporanea ed è il principale punto di arrivo a Novi per chi viene da fuori; lì attorno si sviluppa la maggior parte dei servizi (scuole, uffici pubblici, commercio, ecc.). Per questo ne abbiamo fatto il cuore del progetto di rigenerazione urbana, destinando quasi 3 milioni di fondi europei veicolati dalla Regione. L’obiettivo è renderlo più bello, migliorare l’arredo e l’illuminazione, aumentare il verde, dare più spazio a pedoni e biciclette e alle attività commerciali, migliorare i collegamenti con i parcheggi e rendere il traffico più fluido. I tempi sono dettati dalla Regione: nel 2026 svilupperemo il progetto esecutivo e i lavori partiranno nel 2027. Riusciremo però ad anticipare il restauro dei Portici Vecchi, che ovviamente è parte essenziale del progetto e che cercheremo di far partire già nel 2026».

Alcuni cantieri però stanno portando disagi ai cittadini. L’asse di via Verdi, in particolare, è bloccato da due cantieri. Il primo, in corrispondenza del sottopasso ferroviario, il secondo, in corrispondenza della Pieve, per il cavalcaferrovia del terzo valico. I lavori dovevano essere completati entro il 30 agosto ma molto probabilmente non sarà così. A che punto siamo? 

«Si tratta di cantieri gestiti da enti diversi: Reti (società del gruppo Acos) e Cociv, quindi non direttamente da noi. Entrambi purtroppo sono in ritardo, ma devo dire che i lavori stanno proseguendo senza sosta. Al Basso Pieve è terminato il riempimento della strada (la parte più complessa) e devono essere completati i nuovi sottoservizi. Al sottopasso di via Verdi, Reti ha trovato una situazione complessa. Una volta aperta la strada, ci si è resi conto che la fogna e l’acquedotto avevano problemi significativi. Si è scelto di intervenire per sistemare tutti i sottoservizi (e non solo la rete del gas come inizialmente previsto). Questo ha allungato i tempi, ma credo sia una scelta giusta per migliorare i servizi ai cittadini. Si lavora comunque per finire entro ottobre». 

Hai seguito la discussione sul moscone provocata dal Daria Ubaldeschi su “Novi Lugubre”? Cosa ne pensi?

«Daria ha fatto una provocazione stimolante, ma personalmente sono convinto che i novesi siano tutt’altro che “lugubri”, come per altro in molti hanno ribadito. La nostra è una comunità solidale e attiva. Lo testimoniano la qualità delle nostre scuole, le tante associazioni di volontariato, le attività sportive e culturali e la forza delle nostre imprese.
Ci sono però dei problemi che dobbiamo affrontare per dare il senso di una Città più viva. La crisi del commercio al dettaglio, che ha cause profonde e non solo locali, il senso di insicurezza e il decoro urbano sono temi di cui l’Amministrazione deve farsi carico. In questi anni abbiamo avuto un confronto costante con i commercianti, abbiamo scelto di concentrare in centro tutte le risorse disponibili per gli eventi con lo scopo di animare la Città, abbiamo messo in piedi un programma di aperture settimanali dei nostri siti storici più importanti (Maddalena, Museo dei Campionissimi, Teatro Marenco, Palazzo Dellepiane). Inoltre abbiamo progressivamente aumentato la spesa per la manutenzione di verde e strade e ora abbiamo stanziato 300mila euro per un nuovo piano di arredo urbano che costruiremo anche con un concorso di idee che coinvolga i novesi. C’è ancora molto da fare, ma credo siano passi nella direzione giusta. Dobbiamo essere costanti nel perseguire questa direzione e l’immagine di Novi sarà più ordinata e pulita». 

Qualcuno punta il dito sui novesi stessi, o almeno su quelli che abbandonano i rifiuti, ad esempio. 

«Il tema è quello del civismo. Se vogliamo una città vivace, tutti noi come cittadini dobbiamo saperla tenere nel decoro. Io credo che i novesi in generale siano responsabili e amino la propria Città. È vero, però, che a volte singoli gesti possono dare l’impressione di una mancanza di senso civico. Penso per esempio ai vandali che hanno sparso olio sul campo da basket delle Martiri. Su questo tema credo ci voglia un impegno collettivo che passa dall’amministrazione, ma investe la scuola, le famiglie e tutti i singoli cittadini».

Sei padre di tre bambini. Che Novi vorresti trovassero tra 20 anni?

«Una Novi che sappia guardare avanti, che valorizzi le proprie radici senza esserne ostaggio e sappia essere fino in fondo quel crocevia di esperienze, intelligenza e culture che è stata fin dalla sua fondazione.
In concreto, non possiamo prescindere dalla nostra vocazione industriale e logistica, che rimane l’asse economico portante della Città. Oggi più che mai, però, la vocazione industriale va a braccetto con altri due elementi.
Da un lato c’è il tema della qualità della vita, che passa per la valorizzazione del territorio, della sua storia e dei suoi prodotti anche in chiave di accoglienza turistica, l’attenzione alla sostenibilità ambientale e lo sviluppo dei servizi. Su questo le nuove tecnologie rappresentano una grande opportunità, come dimostra il nuovo trasporto urbano a chiamata che in un anno ha visto quadruplicare gli utenti.
Dall’altro lato abbiamo invece la questione delle connessioni di area vasta. Oggi siamo ben inseriti sull’asse Torino-Genova. La scommessa per il futuro è di agganciare l’area di Milano. Milano sta espandendo le proprie connessioni verso Genova e la presenza a Novi del Terzo Valico è certamente un’opportunità, ma è solo una premessa. 
Nei prossimi anni dovremo investire i nostri sforzi per cogliere in pieno queste opportunità». 

In questo quadro che ruolo giocherebbe la cosiddetta tangenzialina? È un sogno nel cassetto irrealizzabile? 

«La tangenziale è un’infrastruttura strategica rispetto a quanto dicevamo prima. Connetterebbe direttamente l’area industriale di Novi con quella di Pozzolo e con l’area logistica di Rivalta. Avrebbe inoltre un impatto positivo perché consentirebbe di eliminare il traffico pesante dal centro. È a portata di mano. Abbiamo 19 milioni, ne servono ancora 8. Se consideriamo quello che il Governo sta investendo nella nostra provincia si tratta di una cifra accessibile. La Regione è con noi e penso che a questo punto il nodo vada sciolto al Ministero dei trasporti. Il Sindaco si è speso molto per questo arrivando a minacciare il blocco del traffico pesante come gesto dimostrativo per sbloccare le cose. Penso che occorra andare fino in fondo. Se poi, per ragioni di partito, il Governo non ascolterà i novesi, ne trarremo le conseguenze».

Uno dei temi emersi dal dibattito, sui social, è la carenza comunicativa della vs. Amministrazione. Hanno ragione? È necessario che anche i comuni siano “social” oppure no?

«La responsabilità di comunicare bene fa parte integrante dei compiti di un’Amministrazione, dei politici e dei dipendenti. La comunicazione è un fatto complesso e non può essere ridotta all’uso o meno dei social, anche se ogni strumento, social compresi, può essere utile per migliorare il dialogo con i cittadini. Noi abbiamo un ottimo Ufficio relazioni con il Pubblico, capace di ascoltare e rispondere a centinaia di cittadini e vogliocogliere l’occasione per ringraziare pubblicamente chi ci lavora. Tuttavia abbiamo bisogno di un salto di qualità che deve riguardare la capacità di raccontare quello che l’Amministrazione fa, l’accessibilità delle informazioni e la capacità di ascolto. Ci siamo affidati a dei professionisti che ci stanno aiutando a ristrutturare completamente i nostri processi di comunicazione. Nei mesi scorsi c’è stata un’ampia fase di ascolto della Città, attraverso una serie di focus group. Nei prossimi mesi metteremo capo a un riordino complessivo dei canali comunicativi del Comune e dei suoi linguaggi».

Avete votato la ri-edizione del giornale del comune. A che punto siete?

«Pubblicare nuovamente Novinforma fa parte di questo ragionamento. Abbiamo stanziato le risorse e l’obiettivo è quello di uscire con un primo numero entro Natale».

2 risposte a “L’intervista, Tedeschi: vorrei una Novi che sappia guardare avanti senza dimenticare le proprie radici”

  1. Avatar Signora maria
    Signora maria

    Due anni e mezzo dopo mi pento di aver votato per questo elemento.
    Le interviste le fate sempre a quello in giacca e cravatta seduto dietro la scrivania ma il giornalismo non è questo lo sapete? Andate a intervistare i novesi e poi ne riparliamo.

    1. Avatar Bruno Mars
      Bruno Mars

      Ma sciúra, l’ha perso un po’ di memoria. Chies’chi l’era no candidatt. L’era compreso nel pacchetto del Rocchino.

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Moscone

2 commenti su “L’intervista, Tedeschi: vorrei una Novi che sappia guardare avanti senza dimenticare le proprie radici

  1. Due anni e mezzo dopo mi pento di aver votato per questo elemento.
    Le interviste le fate sempre a quello in giacca e cravatta seduto dietro la scrivania ma il giornalismo non è questo lo sapete? Andate a intervistare i novesi e poi ne riparliamo.

    1. Ma sciúra, l’ha perso un po’ di memoria. Chies’chi l’era no candidatt. L’era compreso nel pacchetto del Rocchino.

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