Si è svolta ieri, giovedì 25 settembre, la conferenza dei servizi per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) a Solvay, oggi Syensqo. Ancora una volta, la riunione si è conclusa senza decisioni concrete, confermando la lentezza e l’immobilismo che caratterizza questo procedimento.
Esprimiamo una profonda delusione per l’inerzia mostrata dagli enti preposti, che continuano a posticipare una decisione cruciale per la salute e la sicurezza del nostro territorio. Ma questo risultato non è una sorpresa per noi. Questo continuo procrastinare rafforza la nostra convinzione che non si tratti di una mera lentezza burocratica, ma di una vera e propria strategia per guadagnare tempo. Nel frattempo, l’azienda continua a produrre con un’AIA scaduta da anni, nonostante una condanna per disastro ambientale e un nuovo processo penale in corso.
Il nostro fondato timore, infatti, è che questi continui rallentamenti (si pensi che la prima riunione per il rinnovo dell’Autorizzazione Ambientale risale al 2022) siano una tattica per arrivare al 2026, anno cruciale a livello europeo per la probabile messa al bando di alcune sostanze della classe dei PFAS, inquinanti che il polo chimico di Spinetta Marengo continua a immettere nell’ambiente.
Ricordiamo inoltre che una delle prescrizioni ricevute da Solvay per il rilascio dell’autorizzazione a produrre cC6O4 (poi concessa) imponeva che nessuna molecola di inquinante fuoriuscisse dallo stabilimento: un vincolo completamente disatteso, come dimostrato dalle analisi sulla qualità dell’acqua e dell’aria condotte da ARPA. Ci chiediamo perché la Provincia- pur avendo gli strumenti- non abbia ancora emesso una nuova diffida, lasciando che gli sversamenti continuino e la situazione degeneri.
A rendere ancora più grave la situazione è stata, nuovamente, l’assenza dell’ASL, ente preposto alla vigilanza sulla salute pubblica. Quando finalmente la terza fase dell’indagine epidemiologica sulla popolazione verrà avviata dal Comune, sarà proprio l’ASL a doversi occupare materialmente di quest’ultima e delicatissima parte. Per questo motivo il suo assenteismo e il silenzio mantenuto negli ultimi anni sull’emergenza sanitaria di Spinetta appaiono ancor più allarmanti e preoccupanti.
Il tempo è la risorsa su cui Solvay conta, ma è anche il peggior nemico per la salute della popolazione. Rinviare, logorare, aspettare che gli enti si perdano in passaggi burocratici risponde ad interessi molto lontani da quelli della collettività e mette a rischio la salute della nostra comunità e la tutela del nostro territorio.
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