La Direzione Investigativa Antimafia, unitamente al Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti, ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di prevenzione emesso dal Tribunale di Torino su proposta del Direttore della DIA, nei confronti del nucleo familiare di un noto pregiudicato astigiano, oggetto di numerosi provvedimenti giudiziari restrittivi della libertà personale.
La persona a cui sono stati confiscati i beni è il 65 enne Giuseppe Lo Porto, accusato di estorsioni, rapine, usura, traffico di droga, tentato omicidio. Ha ricevuto una condanna definitiva a 9 anni di carcere.
L’uomo ha avuto contatti con esponenti di spicco di strutture criminali ‘ndranghetiste” presenti nel territorio piemontese.
La confisca ha colpito complessivamente 15 immobili (uno quello in foto), due complessi aziendali, quote di partecipazione societaria e numerosi rapporti finanziari per un valore totale di circa 2 milioni di euro, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dal proposto.
L’interessato è stato inoltre sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di permanenza nel Comune di Asti per 5 anni, da applicarsi una volta terminato il periodo di detenzione che il soggetto in questione sta attualmente scontando.
L’intera attività si inserisce nel più ampio lavoro di coordinamento tra la locale DDA, la DIA di Torino e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti, finalizzato a sviluppare una strategia di contrasto al crimine organizzato di stampo mafioso attraverso il lavoro investigativo e la scrupolosa analisi dei flussi economici e dei patrimoni illecitamente acquisiti.
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