L’ultimo Consiglio comunale di Novi, avvenuto ieri sera, ha segnato uno dei passaggi politici più rilevanti dell’anno sul tema dell’acqua pubblica, con una maggioranza ampia e trasversale che ha approvato la mozione presentata dalla capogruppo Teresa Mantero (foto di apertura) per difendere Gestione Acqua e il ruolo del Gruppo Acos nel sistema idrico provinciale. La discussione, lunga e spesso accesa, ha messo in evidenza non solo la complessità della vicenda aperta dall’atto di Egato6 del dicembre 2024, ma anche le profonde ricadute economiche, patrimoniali e politiche che la decisione potrebbe avere per il territorio novese.
La discussione in consiglio ieri sera è stata lunga, e ha visto contrapporsi Teresa Mantero (che per una sera ha ceduto il posto di presidente del consiglio comunale al suo vice Alessandro Reale) e Giacomo Perocchio, che si è prodotto in un intervento fiume di 30 minuti, in cui ha provato a difendere il suo operato da Presidente di Egato6, l’autorità di ambito che con le sue decisioni ha messo in crisi il sistema dell’acqua a livello provinciale. Perocchio, presente in qualità di consigliere comunale, è intervenuto però chiaramente come presidente di Egato e infatti alla fine della lunga discussione non ha partecipato al voto.
La mozione approvata dal Consiglio chiede che venga tutelato l’affidamento del servizio idrico integrato a Gestione Acqua fino al 2034, come stabilito dalle deliberazioni Egato6 del 2018 e 2019. Il documento richiama inoltre la necessità di proteggere il valore economico dell’azienda, la continuità degli investimenti e i livelli occupazionali, sottolineando il ruolo strategico del Gruppo Acos e l’importanza di una visione condivisa tra i Comuni dell’Ambito Alessandrino. Due gli emendamenti accolti: quello del consigliere Salvatore Campanile, che ribadisce la natura dell’acqua come bene pubblico essenziale, e quello della consigliera Enrica Cattaneo, che riafferma il ruolo del Consiglio comunale come organo di indirizzo e controllo sulle partecipate.
La votazione finale (11 favorevoli, 3 contrari) ha visto un sostegno compatto dei gruppi di maggioranza, ma anche il voto favorevole di Marco Bertoli, capogruppo e segretario cittadino di Fratelli d’Italia. Una scelta che ha provocato una dura reazione politica. Durante la seduta, Bertoli ha spiegato che il voto non era una decisione personale, ma l’esito di una consultazione interna agli iscritti del suo partito a Novi, citando tra gli altri Roberto Rossi e Giorgio Pafumi, figure già vicine al centrodestra e in passato amministratori all’interno del mondo Acos. All’interno della sezione novese di Fratelli d’Italia è quindi maturata la posizione di votare a favore del documento di Teresa Mantero.

La posizione assunta in aula ha però innescato la risposta immediata della Lega novese, che in una nota ha definito il voto di Bertoli «politicamente pesantissimo», parlando di «ennesima stampella del PD novese» e chiedendo a Fratelli d’Italia di chiarire se questa linea rappresenti l’intero partito o sia una scelta isolata del capogruppo. La Lega ha ricordato come il centrodestra provinciale, insieme al presidente della Provincia Benzi, abbia sostenuto in modo unitario il percorso tracciato da Egato6 per sbloccare i finanziamenti PNRR sulle reti idriche, difendendo l’operato del presidente di Egato6 Giacomo Perocchio. Forza Italia ha condiviso la stessa impostazione, votando contro la mozione insieme alla Lega.
Occorre precisare che il voto di Bertoli, politicamente molto significativo, non ha inciso sul risultato della votazione in consiglio: la mozione è passata con 11 voti favorevoli e solo tre contrari (Porta, Poletto e Dolcino).
Il sindaco Rocchino Muliere e i consiglieri di maggioranza hanno invece definito la mozione un atto politico necessario per tutelare Acos e Gestione Acqua in una fase giudicata delicatissima, con ricorsi pendenti al TAR, rischi economici potenziali e un quadro regolatorio in evoluzione. Il tema dell’eventuale aggregazione provinciale è stato richiamato come possibile strada futura, a condizione che non comporti l’estromissione della società novese.
Il voto del Consiglio ha dunque prodotto una doppia fotografia: da un lato, la convergenza trasversale su un tema ritenuto decisivo per la città; dall’altro, una frattura interna al centrodestra locale che ora richiede chiarimenti politici non più rinviabili. In mezzo restano i nodi principali della partita idrica: il futuro dell’affidamento, la tenuta economica di Gestione Acqua, il rapporto con Egato6, il destino dei finanziamenti PNRR e, soprattutto, la difesa di un patrimonio industriale che per Novi Ligure rappresenta molto più di un semplice servizio pubblico.
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La difesa dell’Acos è un DOVERE di questa maggioranza. Mi hanno però stupito alcuni silenzi, qualche assenza e il fatto che l’ordine del Giorno non portava la firma degli altri gruppi, PD in testa e 20xNovi data la presidenza di Gestione Acqua. MAH!