Teleriscaldamento: proviamo a capire cosa sta succedendo

Nel Consiglio comunale del 3 novembre scorso è stata discussa la mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Coscia, che chiedeva la risoluzione del contratto per il Servizio Integrato Energia e Teleriscaldamento. Si tratta di un tema complesso, che intreccia questioni tecniche, giuridiche e politiche e che da anni accompagna la vita amministrativa di Novi Ligure. Un tema su cui, per la prima volta, la maggioranza consigliare è sembrata meno granitica del solito: un consigliere della lista dei “20 per Novi”, Alessandro Reale, si è astenuto e la consigliera Patrizia Guglielmero del Pd ha abbandonato l’aula prima del voto. Incertezze anche dal consigliere Salvatore Campanile, lista Verdi e Sinistra, che prima ha annunciato la sua astensione e poi, dopo la richiesta di sospensione dei lavori da parte del capogruppo Pd Patelli, ha modificato il suo voto in favorevole. 

Una questione politicamente (e ancora più partiticamente) complessa, anche perché a rispondere alla mozione di Coscia è stato l’assessore all’ambiente Gianfilippo Casanova, che è espressione della stessa lista di Reale che si è astenuto.  Cerchiamo però di capire, al di là delle polemiche politiche e delle strumentalizzazioni delle opposizioni, di che cosa si sta parlando. 

La mozione di Coscia partiva da un’accusa precisa: il contratto stipulato nel 2018 tra il Comune e il raggruppamento formato da Acosì, Iren Energia e Tre Colli sarebbe in contrasto con le normative sull’efficienza energetica, perché prevede un canone calcolato non sui consumi effettivi ma su parametri “teorici” come la volumetria degli edifici e i cosiddetti “gradi-giorno”. Secondo Coscia, questo sistema non incentiva il risparmio e potrebbe configurare un danno economico per il Comune. A ciò si aggiunge un’altra contestazione: a sette anni dalla firma, gli impianti di teleriscaldamento previsti non sono ancora stati realizzati.

L’assessore all’Ambiente Gianfilippo Casanova ha risposto con una ricostruzione puntuale. Il contratto, ha ricordato, è frutto di una gara europea bandita dalla Società di Committenza Regionale del Piemonte ed è inquadrato come partenariato pubblico-privato: un modello che prevede investimenti e gestione a carico del soggetto privato in cambio di una remunerazione legata a parametri verificabili. I gradi-giorno, ha precisato l’assessore, non sono un’invenzione ma un indicatore ufficiale utilizzato da ARPA per misurare la rigidità del clima e calcolare i fabbisogni termici.

Casanova ha poi spiegato che i ritardi accumulati non configurano un inadempimento, perché negli anni sono state concesse diverse proroghe – dapprima con la giunta Cabella e poi con l’attuale amministrazione – per consentire di rivedere il progetto alla luce dei nuovi indirizzi europei sulla transizione energetica. Il modello iniziale, basato su caldaie a metano, sarebbe ormai superato, e la giunta sta valutando un’evoluzione del progetto verso un sistema fondato su pompe di calore e sfruttamento delle acque di falda o di sonde geotermiche.

Il Movimento Cinque Stelle ha insistito sul fatto che un’attesa così lunga non può essere considerata normale e che un nuovo bando avrebbe garantito maggiore trasparenza e concorrenza. Ma la maggioranza ha fatto quadrato (o quasi) attorno alla linea dell’assessore: il contratto va conservato e aggiornato, non annullato, per evitare contenziosi e salvaguardare gli equilibri economici.

Il voto finale ha sancito la bocciatura della mozione e la conferma della strategia della giunta: mantenere l’impianto contrattuale, procedere a una revisione tecnica ed economica e, se necessario, prorogare ancora i tempi.

Oggi il teleriscaldamento di Novi Ligure resta dunque un progetto sospeso tra passato e futuro: nato con un’impostazione ormai datata, in attesa di una trasformazione che lo renda coerente con le nuove politiche ambientali. La sfida per l’amministrazione sarà riuscire a farlo evolvere senza compromettere la sostenibilità economica del progetto.

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Moscone

Un commento su “Teleriscaldamento: proviamo a capire cosa sta succedendo

  1. “Oggi il teleriscaldamento di Novi Ligure resta dunque un progetto sospeso tra passato e futuro: nato con un’impostazione ormai datata”: un progetto sbagliato fin dall’inizio, antieconomico e sorpassato, che non andava neanche preso in considerazione, figuriamoci votarne la pubblica utilità apparsa sempre molto aleatoria. Un progetto così valido che, come ammesso dall’assessore nella sua relazione, non ha mai visto partire ne’ la realizzazione delle centrali termiche ne’ le reti di teleriscaldamento a servizio e distribuzione ( e meno male…). Talmente valido che chi dovrebbe realizzarlo propone alternative a quanto previsto dal bando, forse perché ci si é resi conto che i sicuri grandi costi sarebbero notevolmente superiori agli incerti previsti benefici . Era una strada da non percorrere ai tempi e che a maggior ragione andrebbe abbandonata oggi, verificandone anche con la Corte dei Conti gli eventuali danni economici e le relative responsabilità.

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