Quanto vi sentite stressati, malmenati e presi in giro dalla vita? Quante volte al giorno vi ritrovate a lamentarvi di qualcosa? O vi capita di dover ascoltare altri che si lamentano? Quanti sorrisi riuscite a dispensare ogni giorno? E quanti bronci, malumori?
Mia mamma li chiamava “musi”, «non mettere il muso» mi diceva spesso nei momenti “alla Ubaldeschi”, come li chiamava lei. Quindi, vedete, ho comprovata esperienza in merito e converrete con me che i musi proprio bene non fanno, anzi, sono pure contagiosi.
Se poi il broncio si accompagna alle lamentele, com’è di consuetudine, ecco che siamo fregati! Le lamentele, infatti, pur a volte sostenute da motivazioni comprensibili (più spesso solo a noi), mettono in circolazione vibrazioni negative che producono danni permanenti ai nostri neuroni, in particolare in quella zona del cervello preposta alla risoluzione di problemi. Non solo, fateci caso ma quando siamo in un periodo negativo, tendiamo a concentrarci sull’esperienza spiacevole nel tentativo, automatico, di comprenderla, creando così una sorta di corto circuito di emozioni e cognizioni negative che diventano rimuginio, che a sua volta è quanto di più deleterio possa esserci per la nostra salute.
Ma esiste una soluzione a portata di mano, un efficace sistema per capire un evento, comportamento o malessere, che consiste nel tradurlo in parole, quindi scriverne: la parola scritta è un ottimo traduttore del nostro stato mentale e permette di recuperare le energie mentali di cui abbiamo bisogno per affrontare il resto della vita. Trasformare le emozioni negative in parole ad esse associate, inoltre, tende ad alleviare il loro effetto su di noi e anche in questo caso esiste una spiegazione scientifica legata a un’altra area del cervello, quella coinvolta nel processo di controllo delle emozioni: quando questa parte si attiva, le altre aree connesse alle emozioni negative si spengono. Quindi, vedete, tradurre in linguaggio le esperienze emotivamente importanti aiuta il cervello a gestire gli stati emotivi: scrivere è un gesto di cura, allena e sostiene i processi psicologici, comportamentali e biologici che a loro volta potranno migliorare il nostro stato di salute.
Non vi sentite al massimo e avete il desiderio di stare meglio? Oppure volete assicurarvi di mantenere uno stato di benessere già presente? Che dite se riproviamo, come lo scorso anno, a immergerci in un percorso di scrittura terapeutica per tutto il periodo dell’Avvento? Ovvio che questo percorso è replicabile in qualsiasi momento, tutti gli esercizi, o solo alcuni di essi (e ne riconoscerete qualcuno dello scorso anno).
Allora, ecco cosa vi serve: un luogo e un momento tranquilli per dedicarvi alla scrittura, un quaderno, suggerisco sempre un formato A5 con le pagine bianche, una penna o una matita e dei colori. Fondamentale è scrivere a mano, perché attiva la parte più autentica e profonda di noi, migliora la memoria e le funzioni cognitive e ci consente di so-stare nel tempo presente e di individuare eventuali “errori” (esistenziali, non di grammatica), allenandoci alla consapevolezza, che è comprensione di sé e del proprio stare al mondo. Vi siete procurati tutto il necessario, avete scelto il vostro “posto sicuro”, il momento più adatto potrà essere diverso ogni giorno, per ora vi lascio alcuni riferimenti bibliografici che possono diventare letture per il periodo natalizio. Da domani, mi raccomando, prima cosa da fare al risveglio è ritrovarsi qui a scoprire le caselline di ogni giorno di Avvento.
E Buon Natale di scrittura.
Ogni giorno, alle ore 8 del mattino, sul moscone uscirà il “compito del giorno”.
Bibliografia
Brahm A., “Raddrizzare la luna storta”, Ubiliber. Roma 2023
Campanello L. “Leggerezza”, BUR, Milano 2021
Duccio D., Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé”, Cortina, Milano 1996
Pennebaker J.W., Smith J.M, “Il potere della scrittura”, Tecniche Nuove, Milano 2017
Perotti A., “Scrivere per guarire”, Editrice Bibliografica, Milano 2021
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2 commenti su “Un avvento di scrittura con le parole che curano.”
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Per me è uno sfogo incredibile, lo faccio da un po’, mi fa sentire bene , dopo lo scritto sono quasi in pace con me e con il mondo ❤️
Grazie Margherita, un bellissimo rimando: l’esperienza diretta è la testimonianza migliore.