La morte di una persona in condizioni di povertà e fragilità, avvenuta pochi giorni fa a Pietra Marazzi, è una tragedia che ci colpisce profondamente e che non può passare sotto silenzio. Non possiamo accettare che chi si trova in difficoltà rischi la vita a causa delle carenze delle istituzioni e della mancanza di risposte concrete a un’emergenza abitativa che, in realtà, è una crisi strutturale da anni. È il risultato della sistematica assenza di politiche abitative adeguate, del disinteresse delle istituzioni e di una società che lascia indietro chi ha più bisogno. 

Questa vicenda mostra una rete di volontariato ormai allo stremo, a cui da anni è stata di fatto affidata la gestione di un dramma sociale che spetterebbe alle istituzioni. San Benedetto al Porto, Caritas, tutti i volontari e le volontarie continuano a difendere il diritto alla casa e a sostenere chi rischia lo sfratto o vive per strada. La loro dedizione è straordinaria, ma non possono sostituirsi allo Stato: garantire una casa è un dovere di chi governa, non un atto di carità.

Nel frattempo, la Regione Piemonte con la norma “prima i piemontesi” e i requisiti introdotti dalla Giunta Cirio nel 2024 discrimina chi ha più bisogno, marginalizzando chi ha perso il lavoro e chi è straniero. Così si produce un paradosso inaccettabile: chi più ha bisogno non può accedere alle case popolari, mentre la speculazione e l’indifferenza prosperano.

La casa è un diritto inalienabile, non un privilegio per pochi. La nostra risposta deve essere chiara e radicale: difendere le vite, sostenere chi resiste, denunciare chi abbandona le persone alla disperazione. Non accetteremo che l’indifferenza continui a uccidere. 

Sinistra Italiana Alessandria

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