Crisi a Castelletto d’Orba: la maggioranza implode su sé stessa e il Comune va al voto

La crisi politica esplosa a Castelletto d’Orba ha prodotto un esito che, fino a poche settimane fa, sembrava impensabile: la caduta della Giunta guidata dal sindaco Mario Pesce (foto), eletto nella primavera 2024 alla testa di una lista unica e quindi, almeno sulla carta, nelle condizioni ideali per garantire stabilità e coesione amministrativa. Invece, dopo mesi segnati da tensioni interne, dimissioni e scelte contestate, la maggioranza si è dissolta dall’interno, portando il Comune al commissariamento e aprendo la strada al voto anticipato.

Pesce ha assunto pubblicamente la responsabilità della rottura: «È solo colpa mia», ha dichiarato, spiegando come la decisione di interrompere anticipatamente la convenzione con la Polisportiva e la Pro Loco per la gestione del palazzetto comunale, unita alla chiusura dell’impianto da parte dei vigili del fuoco per carenze antincendio, abbia generato frizioni insanabili con parte della sua stessa squadra. Il sindaco ha riconosciuto di non aver condiviso tempestivamente le scelte con i consiglieri di maggioranza: «Avrei dovuto comunicare prima questa decisione, ma temendo il peso economico delle irregolarità ho avuto paura». Da qui il crollo definitivo della fiducia, con le dimissioni in sequenza di consiglieri e assessori.


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