Il confine tra strategia politica e pressione istituzionale non è mai stato così sottile a Novi Ligure. Al centro della bufera c’è Giacomo Perocchio, consigliere comunale e provinciale della Lega, le cui recenti dichiarazioni in Consiglio hanno sollevato un polverone destinato a non diradarsi velocemente. La questione è semplice quanto inquietante: i finanziamenti per le grandi opere sono un diritto del territorio o un premio per chi non disturba i manovratori?

Il fatto: Gavi festeggia, Novi aspetta
​La scintilla è scoccata dopo l’annuncio di uno stanziamento di 5 milioni di euro per la variante di Gavi, ottenuto tramite un emendamento del deputato Riccardo Molinari. Una notizia eccellente per il Comune del Forte, che ha però riacceso i riflettori sulla “grande incompiuta” novese: la tangenziale. Per completare l’opera, attesa da decenni e dotata di progetto esecutivo, mancano circa 8 milioni di euro.
​Ma è qui che il confronto politico si è trasformato in scontro istituzionale.

Le parole che pesano: l’acqua come moneta di scambio
​Secondo quanto emerso dall’ultima seduta consiliare (purtroppo non registrata per un guasto tecnico, ma riportata dalle forze politiche presenti), Perocchio avrebbe collegato direttamente lo stallo dei fondi per la tangenziale di Novi all’atteggiamento dell’amministrazione comunale sulla gestione del servizio idrico.
​Novi Ligure sta infatti difendendo strenuamente l’affidamento in house a Gestione Acqua fino al 2034. Un’autonomia che, stando alle ricostruzioni, non sarebbe gradita ai vertici politici che governano i rubinetti dei finanziamenti romani e regionali.

Una visione “punitiva” della politica
​Se confermata, la linea di Perocchio descriverebbe un sistema in cui i comuni “amici” o allineati ottengono risorse, mentre quelli che rivendicano autonomia gestionale vengono isolati o, peggio, derisi per il fatto di «piangere in giro» per la mancanza di soldi.
​Il Partito Socialista e le altre forze di maggioranza denunciano quella che appare come una regressione della politica: non più un servizio per il bene comune dei cittadini (che della tangenziale hanno bisogno indipendentemente dal colore della giunta), ma un mercato basato sulla docilità istituzionale.

Le conseguenze per il territorio
​Mentre la politica litiga, i cittadini di Novi Ligure restano con il traffico pesante nel centro abitato e un progetto da 8 milioni che rischia di restare nel cassetto. Resta aperta una domanda fondamentale: è accettabile che un’opera strategica per la sicurezza e la viabilità dipenda dalla capacità di un’amministrazione di “dire sì” a decisioni prese altrove sulla gestione dell’acqua

Psi Novi Ligure

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